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<dc:title>Manuale di sopravvivenza per non naufragare nella tempesta scolastica</dc:title>
<dc:creator>C Cappa</dc:creator>
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<dc:creator>C Muzio</dc:creator>
<dc:contributor>C. Cappa</dc:contributor>
<dc:contributor> E. Albanesi</dc:contributor>
<dc:contributor> M. Baroni</dc:contributor>
<dc:contributor> E. Ghidoni</dc:contributor>
<dc:contributor> C. Muzio</dc:contributor>
<dc:description>I disturbi specifici di apprendimento (DSA) sono ancora una grande realtà sommersa nel nostro paese. E' noto che circa il 10% dei ragazzi in età scolare presenta difficoltà specifiche di apprendimento, e che nel 3-5% circa si tratta di dislessia, ma la conoscenza del fenomeno è stata a lungo (e purtroppo ancora in parte rimane) limitata ad una ristretta cerchia di specialisti. La consapevolezza del problema è pressoché assente dal bagaglio culturale medio, e il fatto più grave è che la carenza di informazione e cultura specifica riguarda anche la scuola, teatro di tante sofferenze e di tutti i drammi generati dal disturbo stesso. 
Questa carenza culturale ha importanti ricadute sul sociale: gli insegnanti, che raramente hanno un'adeguata formazione su questa problematica, spesso non intuiscono o non sospettano minimamente la presenza di questo specifico problema nei ragazzi che non apprendono normalmente. Molti di loro poi tendono ad attribuire lo scarso rendimento scolastico ad una limitazione intellettiva o, peggio ancora, alla mancanza di volontà colpevolizzando in questo modo il bambino stesso. Non è raro quindi che questi bambini non adeguatamente compresi, inizino un doloroso ed inevitabile percorso che durerà per tutta la frequenza scolastica. Il rischio più frequente è la strutturazione di una personalità fragile e carente di autostima. I genitori, dal canto loro, in presenza di una diagnosi di dislessia si sentono sopraffatti da mille dubbi, mille paure ed incertezze. Spesso cercano risposte dagli specialisti, ma ancora più frequentemente capita che cerchino persone con le quali condividere i propri pensieri, dubbi, preoccupazioni, ma anche esperienze e desideri: altri genitori con lo stesso problema. 
Il manuale, che si apre con una bellissima favola che metaforicamente racconta il mondo e il disagio dei bambini dislessici, è una sorta di "antologia" costituita da stratagemmi casalinghi trovati dai singoli genitori. E' stato, cioè, scritto da un gruppo di genitori impegnati in prima persona nella grande fatica di aiutare i figli ad affrontare la dislessia e altre difficoltà di apprendimento. Dal confronto nato fra i genitori (in seno al forum www.dislessia.org/forum) è emerso che alcune strategie trovate potevano essere adattabili a diversi bambini, che pur essendo per loro definizione unici, hanno alcune peculiarità comuni. 
Questo volume, scritto a più mani, racchiude dunque un messaggio di speranza ma esige ulteriori risposte da parte di noi adulti, operatori del settore, genitori o semplici cittadini che hanno a cuore il futuro dei propri figli e che sanno che da questo dipende il futuro della nostra società.</dc:description>
<dc:date>2005</dc:date>
<dc:type>info:eu-repo/semantics/conferenceObject</dc:type>
<dc:identifier>https://hdl.handle.net/20.500.14243/239970</dc:identifier>
<dc:language>ita</dc:language>
<dc:relation>Handyted 2005</dc:relation>
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