In Italia nel corso degli ultimi decenni sono stati sviluppati processi per accelerare i meccanismi di trasferimento dell'innovazione al sistema produttivo. I progetti finalizzati del CNR, i piani nazionali di ricerca, i parchi scientifici e tecnologici, ad esempio, sono iniziative che, con risultati diversi, hanno permesso nell'arco degli anni di avviare rapporti di collaborazione tra ricerca pubblica, centri di ricerca, imprese. Il rapido sviluppo delle nuove tecnologie e il vantaggio competitivo che una loro rapida applicazione determina richiedono tuttavia meccanismi sempre più mirati perché il "sistema" sia realmente efficace. L'innovazione, infatti, diventa competitività solo in presenza di un sistema finanziario e di un mercato adeguati, mentre il sistema di offerta deve animare la domanda quando il mercato è ancora ricettivo. È dunque importante creare "luoghi" in cui ricerca, impresa e finanza si incontrino, organizzazione snelle, che agiscano su aree tecnologiche ben definite, che mettano insieme risorse pubbliche e industriali, che operino lungo l'intera filiera innovativa (ricerca applicata, alta formazione, trasferimento tecnologico, nascita di nuove imprese ad alta tecnologia): la missione fondamentale assegnata ai distretti tecnologici è proprio questa. Tuttavia, un fattore di criticità sempre evidenziato in Italia riguarda l'accesso delle piccole aziende alle innovazioni tecnologiche, da affrontare con modalità differenti in funzione delle loro caratteristiche specifiche. IMAST, il distretto tecnologico sull'ingegneria dei materiali compositi e polimerici, intende creare un rapporto sistematico con le PMI, in particolare della Campania nella quale opera, ampliando il network finora costituito. Lo studio presentato, realizzzato dal Dipartimento di Strategie aziendali della Seconda Università di Napoli, intende mettere a fuoco alcuni elementi indispensabili per costruire davvero una prospettiva demand-led per i processi di trasferimento e di diffusione della conoscenza.
Distretti tecnologici e processi di trasferimento di conoscenza verso le PMI. Il caso IMAST
2009
Abstract
In Italia nel corso degli ultimi decenni sono stati sviluppati processi per accelerare i meccanismi di trasferimento dell'innovazione al sistema produttivo. I progetti finalizzati del CNR, i piani nazionali di ricerca, i parchi scientifici e tecnologici, ad esempio, sono iniziative che, con risultati diversi, hanno permesso nell'arco degli anni di avviare rapporti di collaborazione tra ricerca pubblica, centri di ricerca, imprese. Il rapido sviluppo delle nuove tecnologie e il vantaggio competitivo che una loro rapida applicazione determina richiedono tuttavia meccanismi sempre più mirati perché il "sistema" sia realmente efficace. L'innovazione, infatti, diventa competitività solo in presenza di un sistema finanziario e di un mercato adeguati, mentre il sistema di offerta deve animare la domanda quando il mercato è ancora ricettivo. È dunque importante creare "luoghi" in cui ricerca, impresa e finanza si incontrino, organizzazione snelle, che agiscano su aree tecnologiche ben definite, che mettano insieme risorse pubbliche e industriali, che operino lungo l'intera filiera innovativa (ricerca applicata, alta formazione, trasferimento tecnologico, nascita di nuove imprese ad alta tecnologia): la missione fondamentale assegnata ai distretti tecnologici è proprio questa. Tuttavia, un fattore di criticità sempre evidenziato in Italia riguarda l'accesso delle piccole aziende alle innovazioni tecnologiche, da affrontare con modalità differenti in funzione delle loro caratteristiche specifiche. IMAST, il distretto tecnologico sull'ingegneria dei materiali compositi e polimerici, intende creare un rapporto sistematico con le PMI, in particolare della Campania nella quale opera, ampliando il network finora costituito. Lo studio presentato, realizzzato dal Dipartimento di Strategie aziendali della Seconda Università di Napoli, intende mettere a fuoco alcuni elementi indispensabili per costruire davvero una prospettiva demand-led per i processi di trasferimento e di diffusione della conoscenza.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


