La prevalenza della malattia renale cronica (MRC) in fase conservativa è di almeno l’8% in tutto il mondo, per cui è da considerare ormai come un problema di salute pubblica, non tanto per il rischio di progressione verso la dialisi ma soprattutto per l’elevata morbilità e mortalità cardiovascolare ad essa connessa(1). Pertanto, in prevenzione secondaria, l’obiettivo della terapia conservativa della MRC consiste nell’intervento sui fattori di progressione che sostanzialmente si identificano con i noti e modificabili fattori di rischio cardiovascolari tra cui ipertensione arteriosa, diabete, dislipidemia, alterazioni del metabolismo calcio-fosforo, fumo, anemia, proteinuria, eccesso di sale nella dieta. Le linee guida internazionali(2,3) raccomandano ampiamente l’intervento su tali fattori e costituiscono la base essenziale per il miglioramento dell’assistenza clinica, ma esistono forti evidenze che esse spesso non vengono correttamente applicate nella pratica clinica giornaliera. Nasce il Progetto MAURO, disegnato come un trial clinico randomizzato, finalizzato a definire se un intervento multidimensionale intensivo di miglioramento della qualità dell’assistenza clinica è più efficace di un intervento meno intenso nel tentativo, in primo luogo, di migliorare efficacemente gli outcomes renali e cardiovascolari nei pazienti con insufficienza renale cronica e, secondariamente, alcuni indicatori di risultato molto rilevanti come l’ipertensione, la dislipidemia, l’anemia, la proteinuria, l’osteodistrofia. Tutto ciò è sintetizzato nell’acronimo che è stato conferito al progetto “MAURO” e cioè Multipli interventi e AUdit nelle malattie Renali per Ottimizzarne la cura(4) .
Fattori Genetici e biochimici quali marcatori di danno renale e cardivascolare nell'ambito del progetto ''MAURO''
Pisano Anna
Primo
2011
Abstract
La prevalenza della malattia renale cronica (MRC) in fase conservativa è di almeno l’8% in tutto il mondo, per cui è da considerare ormai come un problema di salute pubblica, non tanto per il rischio di progressione verso la dialisi ma soprattutto per l’elevata morbilità e mortalità cardiovascolare ad essa connessa(1). Pertanto, in prevenzione secondaria, l’obiettivo della terapia conservativa della MRC consiste nell’intervento sui fattori di progressione che sostanzialmente si identificano con i noti e modificabili fattori di rischio cardiovascolari tra cui ipertensione arteriosa, diabete, dislipidemia, alterazioni del metabolismo calcio-fosforo, fumo, anemia, proteinuria, eccesso di sale nella dieta. Le linee guida internazionali(2,3) raccomandano ampiamente l’intervento su tali fattori e costituiscono la base essenziale per il miglioramento dell’assistenza clinica, ma esistono forti evidenze che esse spesso non vengono correttamente applicate nella pratica clinica giornaliera. Nasce il Progetto MAURO, disegnato come un trial clinico randomizzato, finalizzato a definire se un intervento multidimensionale intensivo di miglioramento della qualità dell’assistenza clinica è più efficace di un intervento meno intenso nel tentativo, in primo luogo, di migliorare efficacemente gli outcomes renali e cardiovascolari nei pazienti con insufficienza renale cronica e, secondariamente, alcuni indicatori di risultato molto rilevanti come l’ipertensione, la dislipidemia, l’anemia, la proteinuria, l’osteodistrofia. Tutto ciò è sintetizzato nell’acronimo che è stato conferito al progetto “MAURO” e cioè Multipli interventi e AUdit nelle malattie Renali per Ottimizzarne la cura(4) .| File | Dimensione | Formato | |
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