In ambito internazionale il problema della tenuta al mare è stato recentemente affrontato e mediante l'uso di modelli nel dominio del tempo i cui relativi algoritmi numerici permettono l'analisi tridimensionale dell'interazione tra onde di natura impulsiva, o transitorie, e corpi galleggianti. Il principale motivo che porta a sviluppare tale problema nel dominio del tempo, piuttosto che nel classico dominio della frequenza, è che in questo modo l'inclusione di fenomeni non lineari di varia natura può essere fatta in maniera naturale. Per fenomeni non lineari non si intendono soltanto quelli che derivano dalle forze idrodinamiche esterne ma anche quelli connessi ai possibili accoppiamenti con fenomeni interni alla nave quali ad esempio lo sloshing dei fluidi e i problemi di acqua sul ponte. Nell'ambito delle non linearità dovute all'idrodinamica esterna è possibile, ad esempio, sviluppare ed introdurre opportune correzioni per il problema del rollio. Quando i modelli adottati diventano così complessi l'analisi nel dominio del tempo permette inoltre di valutare i valori estremi delle quantità rilevanti, attraverso delle simulazioni prolungate nel tempo. Oltre ai fenomeni non lineari si ha anche il problema delle onde irradiate a monte, che può essere risolto in maniera molto naturale rispetto all'analisi nel dominio della frequenza. Come ultima motivazione a questo tipo di analisi si aggiunge anche la possibilità di ottenere una riduzione del tempo di calcolo per la costruzione dell'operatore di risposta (RAO) di una nave.

Simulazione numerica nel dominio del tempo della tenuta al mare di carene convenzionali. Parte Seconda

Andrea Colagrossi
1998

Abstract

In ambito internazionale il problema della tenuta al mare è stato recentemente affrontato e mediante l'uso di modelli nel dominio del tempo i cui relativi algoritmi numerici permettono l'analisi tridimensionale dell'interazione tra onde di natura impulsiva, o transitorie, e corpi galleggianti. Il principale motivo che porta a sviluppare tale problema nel dominio del tempo, piuttosto che nel classico dominio della frequenza, è che in questo modo l'inclusione di fenomeni non lineari di varia natura può essere fatta in maniera naturale. Per fenomeni non lineari non si intendono soltanto quelli che derivano dalle forze idrodinamiche esterne ma anche quelli connessi ai possibili accoppiamenti con fenomeni interni alla nave quali ad esempio lo sloshing dei fluidi e i problemi di acqua sul ponte. Nell'ambito delle non linearità dovute all'idrodinamica esterna è possibile, ad esempio, sviluppare ed introdurre opportune correzioni per il problema del rollio. Quando i modelli adottati diventano così complessi l'analisi nel dominio del tempo permette inoltre di valutare i valori estremi delle quantità rilevanti, attraverso delle simulazioni prolungate nel tempo. Oltre ai fenomeni non lineari si ha anche il problema delle onde irradiate a monte, che può essere risolto in maniera molto naturale rispetto all'analisi nel dominio della frequenza. Come ultima motivazione a questo tipo di analisi si aggiunge anche la possibilità di ottenere una riduzione del tempo di calcolo per la costruzione dell'operatore di risposta (RAO) di una nave.
1998
Istituto di iNgegneria del Mare - INM (ex INSEAN)
Seakeeping
Modelli Linearizzati nel dominio del tempo
Boundary Element Method.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/215869
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