L'ambiente marino rappresenta un habitat unico in termini di composizione di sostanze organiche e inorganiche, nonché di variazioni di temperatura e pressione. I microorganismi marini possono sopravvivere in ambienti estremi a causa di un naturale adattamento enzimatico e metabolico. I batteri marini, in particolare, sono di considerevole interesse perché considerati una fonte inesauribile e promettente di composti biologicamente attivi. Producono una grande varietà di metaboliti attivi, molti dei quali potrebbero essere utilizzate per lo sviluppo di farmaci. E' chiaro, quindi, che sarebbe necessario un maggior investimento nello sviluppo della microbiologia marina come risorsa di sostanze con potenziali applicazioni in campo farmacologico. Purtroppo si stima che meno del 5% dei batteri isolati da habitat marini risultano coltivabili in condizioni standard di laboratorio. Questo fatto limita sia la capacità di isolare e crescere gran parte delle forme microbiche particolarmente interessanti e nuove ma anche le nostre possibilità di isolare nuovi metaboliti bioattivi. E 'noto che, in alcuni casi, molti metaboliti bioattivi estratti da spugne, infatti, sono prodotti da microrganismi associati anziché dalle spugne, o, in altri casi, la loro origine biosintetica è batterica seguita da una successiva biotrasformazione da parte delle spugne. L'obiettivo principale del presente progetto sarà quello di ottimizzare le tecniche attuali per l'isolamento dei microorganismi marini con particolare attenzione per quelli che, in associazione con spugne, producono metaboliti secondari con un potenziale utilizzo in campo farmacologico. La ricerca sarà diretta anche verso un gruppo di composti coinvolti nel processo del "Quorum sensing" che rappresenta la comunicazione chimica intra ed inter-specie tra i batteri e tra batteri e organismi eucarioti

Progetto di Grande Rilevanza Italia/Egitto 2013-2016

2013

Abstract

L'ambiente marino rappresenta un habitat unico in termini di composizione di sostanze organiche e inorganiche, nonché di variazioni di temperatura e pressione. I microorganismi marini possono sopravvivere in ambienti estremi a causa di un naturale adattamento enzimatico e metabolico. I batteri marini, in particolare, sono di considerevole interesse perché considerati una fonte inesauribile e promettente di composti biologicamente attivi. Producono una grande varietà di metaboliti attivi, molti dei quali potrebbero essere utilizzate per lo sviluppo di farmaci. E' chiaro, quindi, che sarebbe necessario un maggior investimento nello sviluppo della microbiologia marina come risorsa di sostanze con potenziali applicazioni in campo farmacologico. Purtroppo si stima che meno del 5% dei batteri isolati da habitat marini risultano coltivabili in condizioni standard di laboratorio. Questo fatto limita sia la capacità di isolare e crescere gran parte delle forme microbiche particolarmente interessanti e nuove ma anche le nostre possibilità di isolare nuovi metaboliti bioattivi. E 'noto che, in alcuni casi, molti metaboliti bioattivi estratti da spugne, infatti, sono prodotti da microrganismi associati anziché dalle spugne, o, in altri casi, la loro origine biosintetica è batterica seguita da una successiva biotrasformazione da parte delle spugne. L'obiettivo principale del presente progetto sarà quello di ottimizzare le tecniche attuali per l'isolamento dei microorganismi marini con particolare attenzione per quelli che, in associazione con spugne, producono metaboliti secondari con un potenziale utilizzo in campo farmacologico. La ricerca sarà diretta anche verso un gruppo di composti coinvolti nel processo del "Quorum sensing" che rappresenta la comunicazione chimica intra ed inter-specie tra i batteri e tra batteri e organismi eucarioti
2013
Istituto di Chimica Biomolecolare - ICB - Sede Pozzuoli
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/280278
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