L'idea alla base dello studio di fattibilità nasce dall'esigenza di trovare una soluzione che permetta di delocalizzare la frazione solida dei reflui zootecnici da zone ambientalmente vulnerabili ad aree agricole in cui si sta assistendo a un progressivo impoverimento del contenuto di sostanza organica nel suolo. Intento secondario, ma non meno importante, è quello di ottimizzare la soluzione proposta rendendola economicamente redditizia anche per le aziende trasformatrici, conciliando in questo modo esigenze tecnico-scientifiche a mire di innovazione nel campo imprenditoriale. L'obiettivo principale dello studio è stato quello di verificare la possibilità di trasformare in un ammendante compostato pellettato la frazione solida dei liquami zootecnici provenienti da impianti di digestione anaerobica e di valutare se e quanto lo sfruttamento alternativo di tale materiale sia percorribile sul piano tecnico ed economico. Altri obiettivi dello studio toccano gli interessi individuali dei partner partecipanti. Per l'azienda che partecipa come Capofila (Agrindustria), l'interesse verso questo studio è quello di ottenere informazioni che le permettano di sondare il mercato degli ammendanti e allargare le proprie conoscenze ad ambiti diversi da quelli in cui è comunemente coinvolta. Grazie alle informazioni emerse, l'azienda ha tutti gli elementi necessari per valutare l'opportunità di ampliare la gamma di materiali processabili e aprirsi a nuove nicchie di mercato. Per l'O.R. (CNR), che ha collaborato al progetto in modo proattivo, l'obbiettivo perseguito è quello di consolidare e allargare le conoscenze inerenti il processo di compostaggio applicandolo anche su matrici derivanti da processi di digestione anaerobica per la produzione di biogas, verificando così la possibilità di apportarne miglioramenti. Altro obiettivo per l'ente di ricerca è quello di sfruttare il know-how dell'impresa capofila nel campo dei processi di lavorazione delle biomasse di scarto al fine di ottenere dei prototipi di pellet su cui realizzare ulteriori sperimentazioni approfondendo lo studio e realizzando pubblicazioni o proposte di progetto. Il lavoro svolto per il presente studio ha previsto una fase iniziale di ricerche bibliografiche e raccolta di dati, reperiti per lo più online (su banche dati specializzate), finalizzata alla realizzazione di un esame dello stato dell'arte relativo a produzione, gestione e impiego dei reflui zootecnici in Piemonte e alla realizzazione di una ricerca di mercato per il settore degli ammendanti compostati. Parallelamente è stata compiuta un'analisi sulla fattibilità tecnica del sistema di prodotti oggetto di studio: è stata preparata la materia prima necessaria (separato solido compostato da liquame suini digerito) ed è stata pellettata a due divere pressioni testando tre miscele: una tal quale e due addizionate di una quota di biochar e fibra di legno (6 prototipi di pellet in totale). Dall'analisi dello stato dell'arte e del mercato è stato possibile quantificare la disponibilità della materia prima per realizzare il prodotto e verificare l'effettiva domanda nel mercato di riferimento. I principali risultati emersi dalla fattibilità tecnica hanno permesso di individuare quali parametri risultano non conformi ai limiti per la commercializzazione e quali prototipi presentano le caratteristiche fisiche più idonee al trasporto e alla distribuzione. Infine da un'analisi dei costi di produzione è possibile concludere che non si presentano costi particolarmente più alti delle ordinarie lavorazioni effettuate da Agrindustria e non si rendono necessari ingenti investimenti in quanto le procedure e le strutture necessarie alla lavorazione sono adeguate al tipo di processi cui il materiale è sottoposto. Dall'utilizzo dei risultati della caratterizzazione chimica è possibile valutare se le proprietà ammendanti del separato solido da digestato zootecnico hanno subito miglioramenti con l'aggiunta di nuovi ingredienti e se sia possibile migliorarle ulteriormente variando le percentuali. I risultati derivanti dalla caratterizzazione fisica, potranno in futuro essere utilizzati per compiere dei confronti tra diversi prototipi e analisi di correlazione rispetto alle impostazioni della pellettatrice (diverse pressioni) e rispetto al materiale usato. Il CNR ha l'interesse ad utilizzare tali dati di analisi per future pubblicazioni scientifiche (non incluse nel presente finanziamento). Sempre nell'ottica di un'approfondita ricerca tecnico-scientifica, si prospetta altresì di impiegare il quantitativo di pellet eccedente derivante dalla lavorazione dei prototipi, per svolgere prove di distribuzione con due diverse macchine spandiconcime. Il protocollo operativo per questa attività è già stato abbozzato da parte di IMAMOTER e le due aziende produttrici di macchine spandiconcime hanno dato la loro disponibilità.
Report Finale dello Studio di fattibilità: VitaPellet - Bando studi di fattibilità 2013
Giorgia Bagagiolo;Niccolò Pampuro;Eugenio Cavallo
2015
Abstract
L'idea alla base dello studio di fattibilità nasce dall'esigenza di trovare una soluzione che permetta di delocalizzare la frazione solida dei reflui zootecnici da zone ambientalmente vulnerabili ad aree agricole in cui si sta assistendo a un progressivo impoverimento del contenuto di sostanza organica nel suolo. Intento secondario, ma non meno importante, è quello di ottimizzare la soluzione proposta rendendola economicamente redditizia anche per le aziende trasformatrici, conciliando in questo modo esigenze tecnico-scientifiche a mire di innovazione nel campo imprenditoriale. L'obiettivo principale dello studio è stato quello di verificare la possibilità di trasformare in un ammendante compostato pellettato la frazione solida dei liquami zootecnici provenienti da impianti di digestione anaerobica e di valutare se e quanto lo sfruttamento alternativo di tale materiale sia percorribile sul piano tecnico ed economico. Altri obiettivi dello studio toccano gli interessi individuali dei partner partecipanti. Per l'azienda che partecipa come Capofila (Agrindustria), l'interesse verso questo studio è quello di ottenere informazioni che le permettano di sondare il mercato degli ammendanti e allargare le proprie conoscenze ad ambiti diversi da quelli in cui è comunemente coinvolta. Grazie alle informazioni emerse, l'azienda ha tutti gli elementi necessari per valutare l'opportunità di ampliare la gamma di materiali processabili e aprirsi a nuove nicchie di mercato. Per l'O.R. (CNR), che ha collaborato al progetto in modo proattivo, l'obbiettivo perseguito è quello di consolidare e allargare le conoscenze inerenti il processo di compostaggio applicandolo anche su matrici derivanti da processi di digestione anaerobica per la produzione di biogas, verificando così la possibilità di apportarne miglioramenti. Altro obiettivo per l'ente di ricerca è quello di sfruttare il know-how dell'impresa capofila nel campo dei processi di lavorazione delle biomasse di scarto al fine di ottenere dei prototipi di pellet su cui realizzare ulteriori sperimentazioni approfondendo lo studio e realizzando pubblicazioni o proposte di progetto. Il lavoro svolto per il presente studio ha previsto una fase iniziale di ricerche bibliografiche e raccolta di dati, reperiti per lo più online (su banche dati specializzate), finalizzata alla realizzazione di un esame dello stato dell'arte relativo a produzione, gestione e impiego dei reflui zootecnici in Piemonte e alla realizzazione di una ricerca di mercato per il settore degli ammendanti compostati. Parallelamente è stata compiuta un'analisi sulla fattibilità tecnica del sistema di prodotti oggetto di studio: è stata preparata la materia prima necessaria (separato solido compostato da liquame suini digerito) ed è stata pellettata a due divere pressioni testando tre miscele: una tal quale e due addizionate di una quota di biochar e fibra di legno (6 prototipi di pellet in totale). Dall'analisi dello stato dell'arte e del mercato è stato possibile quantificare la disponibilità della materia prima per realizzare il prodotto e verificare l'effettiva domanda nel mercato di riferimento. I principali risultati emersi dalla fattibilità tecnica hanno permesso di individuare quali parametri risultano non conformi ai limiti per la commercializzazione e quali prototipi presentano le caratteristiche fisiche più idonee al trasporto e alla distribuzione. Infine da un'analisi dei costi di produzione è possibile concludere che non si presentano costi particolarmente più alti delle ordinarie lavorazioni effettuate da Agrindustria e non si rendono necessari ingenti investimenti in quanto le procedure e le strutture necessarie alla lavorazione sono adeguate al tipo di processi cui il materiale è sottoposto. Dall'utilizzo dei risultati della caratterizzazione chimica è possibile valutare se le proprietà ammendanti del separato solido da digestato zootecnico hanno subito miglioramenti con l'aggiunta di nuovi ingredienti e se sia possibile migliorarle ulteriormente variando le percentuali. I risultati derivanti dalla caratterizzazione fisica, potranno in futuro essere utilizzati per compiere dei confronti tra diversi prototipi e analisi di correlazione rispetto alle impostazioni della pellettatrice (diverse pressioni) e rispetto al materiale usato. Il CNR ha l'interesse ad utilizzare tali dati di analisi per future pubblicazioni scientifiche (non incluse nel presente finanziamento). Sempre nell'ottica di un'approfondita ricerca tecnico-scientifica, si prospetta altresì di impiegare il quantitativo di pellet eccedente derivante dalla lavorazione dei prototipi, per svolgere prove di distribuzione con due diverse macchine spandiconcime. Il protocollo operativo per questa attività è già stato abbozzato da parte di IMAMOTER e le due aziende produttrici di macchine spandiconcime hanno dato la loro disponibilità.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


