I fenomeni migratori non solo fanno parte delle normali dinamiche legate alla mobilità umana, ma i migranti principalmente a quelli economici) servono sia ai paesi di origine che di accoglienza. Nel caso specifico dell'Italia, dato il nostro tasso di natalità negativo, i migranti potrebbero in tempi brevi inserirsi nel tessuto produttivo del paese e contribuire a sostenere i bisogni di una popolazione italiana sempre più anziana (contribuendo a pagare le pensioni, con attività di assistenza familiare, etc.). Per quanto riguarda invece i paesi di origine, ancora una volta i dati ci possono essere d'aiuto: in questo caso i vantaggi delle rimesse (non solo quelle economiche ma anche quelle sociali, di cui pochi parlano in Italia) sono notevolmente superiori agli svantaggi causati dal brain drain. I flussi delle "economic remittances" sono in molti paesi Africani (e non solo) superiori a quelli dell'Overseas Development Assistance (ODA) e iniziano ad essere comparabili con quelli dei Foreign Direct Investments; inoltre, a differenza degli aiuti alla cooperazione (ODA), le rimesse economiche vanno "direttamente" ai beneficiari finali e non si perdono nei mille rivoli dell'assistenza internazionale (che spesso assiste più agli esperti occidentali che i beneficiari). Se poi aggiungiamo le rimesse sociali, e cioè quell'insieme di norme e valori che gli immigrati trovano nel paese di accoglienza e una volta elaborate riportano in patria e/o trasferiscono attraverso i contatti con i familiari e amici e conoscenti, ci rendiamo conto degli innumerevoli vantaggi associati ad esse in termini sociali e culturali oltre che economici. Il rapporto con i migranti non dovrebbe essere allora visto in termini unidirezionali (il nord sviluppato che aiuta il sud sottosviluppato) ma bidirezionali, (che poi è quello che il termine cooperazione o co-sviluppo dovrebbe significare); non si tratta quindi di aiutarli ma in realtà di aiutare loro e noi stessi contemporaneamente.
QUI O 'A CASA LORO'? LETTERA APERTA A MATTEO RENZI SULL'IMMIGRAZIONE
Bruno Venditto
2017
Abstract
I fenomeni migratori non solo fanno parte delle normali dinamiche legate alla mobilità umana, ma i migranti principalmente a quelli economici) servono sia ai paesi di origine che di accoglienza. Nel caso specifico dell'Italia, dato il nostro tasso di natalità negativo, i migranti potrebbero in tempi brevi inserirsi nel tessuto produttivo del paese e contribuire a sostenere i bisogni di una popolazione italiana sempre più anziana (contribuendo a pagare le pensioni, con attività di assistenza familiare, etc.). Per quanto riguarda invece i paesi di origine, ancora una volta i dati ci possono essere d'aiuto: in questo caso i vantaggi delle rimesse (non solo quelle economiche ma anche quelle sociali, di cui pochi parlano in Italia) sono notevolmente superiori agli svantaggi causati dal brain drain. I flussi delle "economic remittances" sono in molti paesi Africani (e non solo) superiori a quelli dell'Overseas Development Assistance (ODA) e iniziano ad essere comparabili con quelli dei Foreign Direct Investments; inoltre, a differenza degli aiuti alla cooperazione (ODA), le rimesse economiche vanno "direttamente" ai beneficiari finali e non si perdono nei mille rivoli dell'assistenza internazionale (che spesso assiste più agli esperti occidentali che i beneficiari). Se poi aggiungiamo le rimesse sociali, e cioè quell'insieme di norme e valori che gli immigrati trovano nel paese di accoglienza e una volta elaborate riportano in patria e/o trasferiscono attraverso i contatti con i familiari e amici e conoscenti, ci rendiamo conto degli innumerevoli vantaggi associati ad esse in termini sociali e culturali oltre che economici. Il rapporto con i migranti non dovrebbe essere allora visto in termini unidirezionali (il nord sviluppato che aiuta il sud sottosviluppato) ma bidirezionali, (che poi è quello che il termine cooperazione o co-sviluppo dovrebbe significare); non si tratta quindi di aiutarli ma in realtà di aiutare loro e noi stessi contemporaneamente.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


