Negli ultimi anni l'interesse per lo sfruttamento dei fluidi geotermici sta crescendo in tutto il mondo. Considerata una delle più importanti energie rinnovabili, si prevede in Europa un raddoppio della produzione elettrica da geotermia e un aumento di cinque volte del calore derivato da energia geotermica nel corso dei prossimi 10 anni (Manzella et al, 2019). In Toscana, lo sfruttamento dell'energia geotermica ha avuto inizio nella prima metà del XIX secolo quando, Francesco Larderel, sfruttando le risorse geologiche dei lagoni del Volterrano, si impose come il maggiore imprenditore della Toscana granducale. Il vapore dei soffioni, sfruttati come forza motrice, convogliato per far bollire le caldaie, e poi insieme negli essiccatoi, produsse un enorme risparmio di legna, di tempo e di lavoranti, tanto più che, attraverso intelligenti trivellazioni fu possibile utilizzare le risorse geologiche nei pressi delle fabbriche. Il primo impianto geotermico al mondo fu costruito a Larderello (Pisa) e nel 1908 gli impianti e la città di Larderello furono illuminati attraverso l'energia geotermica. In Italia, tutte le centrali geotermiche in funzione si trovano nella parte meridionale della Toscana dove le risorse geotermiche si sono dimostrate tra le più produttive al mondo (Bertani et al, 2016; ARPAT Toscana, 2015; https://www.ars.toscana.it/home-geotermia-e-salute.html). Attualmente, 36 impianti geotermici sono distribuiti tra Pisa, Siena e Grosseto, con una potenza di circa 915 MW (un ulteriore 20 MW viene installato) ed una produzione annua superiore ai 6.000 MWh (ARPAT Toscana, 2019).

Percezione del rischio legato alle emissioni degli impianti geotermici nella popolazione dei Territori dell'Amiata

Fabrizio Bianchi;Elisa Bustaffa;Alessio Coi;Liliana Cori;Olivia Curzio;Francesca Gorini;FabrizioMinichilli;Michele Santoro
2019

Abstract

Negli ultimi anni l'interesse per lo sfruttamento dei fluidi geotermici sta crescendo in tutto il mondo. Considerata una delle più importanti energie rinnovabili, si prevede in Europa un raddoppio della produzione elettrica da geotermia e un aumento di cinque volte del calore derivato da energia geotermica nel corso dei prossimi 10 anni (Manzella et al, 2019). In Toscana, lo sfruttamento dell'energia geotermica ha avuto inizio nella prima metà del XIX secolo quando, Francesco Larderel, sfruttando le risorse geologiche dei lagoni del Volterrano, si impose come il maggiore imprenditore della Toscana granducale. Il vapore dei soffioni, sfruttati come forza motrice, convogliato per far bollire le caldaie, e poi insieme negli essiccatoi, produsse un enorme risparmio di legna, di tempo e di lavoranti, tanto più che, attraverso intelligenti trivellazioni fu possibile utilizzare le risorse geologiche nei pressi delle fabbriche. Il primo impianto geotermico al mondo fu costruito a Larderello (Pisa) e nel 1908 gli impianti e la città di Larderello furono illuminati attraverso l'energia geotermica. In Italia, tutte le centrali geotermiche in funzione si trovano nella parte meridionale della Toscana dove le risorse geotermiche si sono dimostrate tra le più produttive al mondo (Bertani et al, 2016; ARPAT Toscana, 2015; https://www.ars.toscana.it/home-geotermia-e-salute.html). Attualmente, 36 impianti geotermici sono distribuiti tra Pisa, Siena e Grosseto, con una potenza di circa 915 MW (un ulteriore 20 MW viene installato) ed una produzione annua superiore ai 6.000 MWh (ARPAT Toscana, 2019).
2019
Istituto di Fisiologia Clinica - IFC
Rapporto finale di progetto
Rapporto finale di progetto
geotermia
questionari
percezione del rischio
ambiente e salute
File in questo prodotto:
File Dimensione Formato  
prod_484915-doc_200694.pdf

solo utenti autorizzati

Descrizione: report_percezione_amiata_ifc_cnr
Dimensione 916.74 kB
Formato Adobe PDF
916.74 kB Adobe PDF   Visualizza/Apri   Richiedi una copia

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/461379
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact