Le Meditationes vitae Christi costituiscono uno dei testi di più grande successo del tardo Medioevo e occupano una posizione di assoluto rilievo nella ridefinizione della religiosità e della sfera devozionale della loro epoca. Scritte in Toscana all’inizio del XIV secolo, le Meditationes sono tramandate da una ricca tradizione manoscritta plurilingue, precisamente latina e volgare, alla quale va sommata la presenza di stampe antiche. Paragonabile per intensità al successo dell’opera è il dibattito che permane circa la veste linguistica originale del testo. Nonostante si possa ormai indicare in quella latina la versione primigenia, il manoscritto segnato Paris, BNF, it. 115 tramanda un testo in volgare che riveste notevolissima importanza sia sul piano filologico che su quello figurativo. Il codice parigino, infatti, oltre a essere uno dei testimoni più antichi dell’opera, tramanda la prima traduzione italiana, ascrivibile all’area pisana, ed è impreziosito da uno splendido apparato iconografico. Il presente volume fornisce, in una prospettiva internazionale e multidisciplinare, la prima edizione critica del testo, la riproduzione di tutte le miniature, nonché l’edizione delle istruzioni date al miniatore e lo studio testuale e materiale del codice. Il volume è accompagnato da puntuali commenti filologici e storico-artistici, da glossari e da sette contributi introduttivi di carattere interdisciplinare.
Le Meditationes Vitae Christi in volgare secondo il codice Paris, BnF, it. 115. Edizione, commentario e riproduzione del corredo iconografico
Dotto, D.
Co-primo
;
2021
Abstract
Le Meditationes vitae Christi costituiscono uno dei testi di più grande successo del tardo Medioevo e occupano una posizione di assoluto rilievo nella ridefinizione della religiosità e della sfera devozionale della loro epoca. Scritte in Toscana all’inizio del XIV secolo, le Meditationes sono tramandate da una ricca tradizione manoscritta plurilingue, precisamente latina e volgare, alla quale va sommata la presenza di stampe antiche. Paragonabile per intensità al successo dell’opera è il dibattito che permane circa la veste linguistica originale del testo. Nonostante si possa ormai indicare in quella latina la versione primigenia, il manoscritto segnato Paris, BNF, it. 115 tramanda un testo in volgare che riveste notevolissima importanza sia sul piano filologico che su quello figurativo. Il codice parigino, infatti, oltre a essere uno dei testimoni più antichi dell’opera, tramanda la prima traduzione italiana, ascrivibile all’area pisana, ed è impreziosito da uno splendido apparato iconografico. Il presente volume fornisce, in una prospettiva internazionale e multidisciplinare, la prima edizione critica del testo, la riproduzione di tutte le miniature, nonché l’edizione delle istruzioni date al miniatore e lo studio testuale e materiale del codice. Il volume è accompagnato da puntuali commenti filologici e storico-artistici, da glossari e da sette contributi introduttivi di carattere interdisciplinare.File | Dimensione | Formato | |
---|---|---|---|
978-88-6969-510-0_xZ5UAaA_Compressione in batch_2.pdf
accesso aperto
Tipologia:
Versione Editoriale (PDF)
Licenza:
Creative commons
Dimensione
7.99 MB
Formato
Adobe PDF
|
7.99 MB | Adobe PDF | Visualizza/Apri |
I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.