In un incontro promosso dall’Unione Comunale PD di Pisa, Stefania Lombardi, PhD in Filosofia Morale, discute il concetto di disobbedienza civile, declinandone le implicazioni morali, politiche e sociali. Lombardi sottolinea come la disobbedienza civile rappresenti un diritto morale, e talvolta un dovere, volto a contrastare leggi o politiche ritenute ingiuste, e non costituisca una minaccia per la democrazia, ma ne rafforzi la qualità. L’analisi storica e teorica include figure come Thoreau, Gandhi, Rawls e, soprattutto, Hannah Arendt, la cui riflessione enfatizza il ruolo della pubblicità e del collettivo nella legittimazione di tali atti. Nel contesto contemporaneo, caratterizzato dalla centralità dei media e dei social, ogni gesto può diventare un atto politico pubblico, rendendo possibile praticare la disobbedienza civile per la difesa dei valori costituzionali o della “vita activa” comunitaria. Lombardi evidenzia inoltre il paradosso giuridico di integrare la disobbedienza civile in un sistema democratico, suggerendo che i “gruppi di pressione” possano costituire un rimedio piuttosto che una minaccia per la democrazia moderna.
Disobbedienza civile e democrazia
Stefania Lombardi
2018
Abstract
In un incontro promosso dall’Unione Comunale PD di Pisa, Stefania Lombardi, PhD in Filosofia Morale, discute il concetto di disobbedienza civile, declinandone le implicazioni morali, politiche e sociali. Lombardi sottolinea come la disobbedienza civile rappresenti un diritto morale, e talvolta un dovere, volto a contrastare leggi o politiche ritenute ingiuste, e non costituisca una minaccia per la democrazia, ma ne rafforzi la qualità. L’analisi storica e teorica include figure come Thoreau, Gandhi, Rawls e, soprattutto, Hannah Arendt, la cui riflessione enfatizza il ruolo della pubblicità e del collettivo nella legittimazione di tali atti. Nel contesto contemporaneo, caratterizzato dalla centralità dei media e dei social, ogni gesto può diventare un atto politico pubblico, rendendo possibile praticare la disobbedienza civile per la difesa dei valori costituzionali o della “vita activa” comunitaria. Lombardi evidenzia inoltre il paradosso giuridico di integrare la disobbedienza civile in un sistema democratico, suggerendo che i “gruppi di pressione” possano costituire un rimedio piuttosto che una minaccia per la democrazia moderna.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


