Il presente lavoro si inscrive nella più ampia cornice del Progetto Beni e patrimonio culturale: governare la progettazione (PON “Governance e capacità istituzionale, 2014-2020”), il cui obiettivo prioritario consiste nella definizione di un modello di governance finalizzato al governo di progetti complessi, condotti in regime di partnership inter-istituzionale nel settore vasto e frammentato dei Beni e Patrimonio Culturale (BPC): nasce infatti dalla rielaborazione di un documento prodotto all’interno della rendicontazione tecnico-scientifica e in particolare del terzo Stato Avanzamento Lavori (aprile-maggio 2021). Il rapporto tecnico illustra il ruolo determinante che l’ICT, il Knowledge Management e la dimensione Learning hanno ricoperto nell’intera progettazione, integrando organicamente le fondamentali metodologie impiegate – problem solving, LFA (Logical Framework Approach), GOPP (Goal Oriented Project Planning) in primis – e contribuendo in misura rilevante alla messa a punto del modello di governance. Esso passa pertanto in rassegna le ragioni, il significato e le peculiarità dell’apporto dell’informatica, che si dimostra decisivo per lo sviluppo progettuale, nel suo complesso e nelle sue declinazioni, e specificamente per l’elaborazione metodologica del modello, accentuandone la natura ibrida e pluralistica. Nel corso della progettazione, infatti, si sono consolidati il continuo passaggio e l’estensione generalizzata di criteri, metodologie e tecniche dall’ICT al Project Management: l’informatica, in altre parole, nella molteplicità dei suoi orientamenti e dei suoi accenti distintivi, rappresenta la principale artefice e garante dell’impostazione bottom up che informa tipicamente il Progetto, innervandolo nella sua totalità; e la protagonista e il motore del caratteristico approccio multilivello, dal momento che giustifica, fluidifica e accelera l’adozione trasversale e l’espansione capillare di quest’ultimo in tutte le fasi e le parti in cui si articola l’iniziativa progettuale. Il rapporto tecnico evidenzia poi i maggiori elementi di continuità, più fecondi e produttivi, che uniscono il contributo dell’ICT agli altri apporti, cooperando a disegnare un’orditura coerente e integrata, robusta ma duttile, per la realtà concreta della progettazione nel suo farsi quotidiano e per la sua consapevole e riflessa impalcatura teorico-metodologica. Da ultimo, fa il punto sullo stato attuale del Progetto, mettendone a fuoco la natura di sistema flessibile a più livelli, assimilabile a una learning organization e destinato presumibilmente ad evolvere verso una community of communities; e preannuncia i prossimi passi in vista della compiuta elaborazione del modello di governance, scopo primario, come s’è detto, dell’intera iniziativa.
Verso il governo della complessità: il contributo dell’ICT, del Knowledge Management e dell’apprendimento allo sviluppo di un modello di governance progettuale per i beni e il patrimonio culturale
Reggiani,Lisa
2021
Abstract
Il presente lavoro si inscrive nella più ampia cornice del Progetto Beni e patrimonio culturale: governare la progettazione (PON “Governance e capacità istituzionale, 2014-2020”), il cui obiettivo prioritario consiste nella definizione di un modello di governance finalizzato al governo di progetti complessi, condotti in regime di partnership inter-istituzionale nel settore vasto e frammentato dei Beni e Patrimonio Culturale (BPC): nasce infatti dalla rielaborazione di un documento prodotto all’interno della rendicontazione tecnico-scientifica e in particolare del terzo Stato Avanzamento Lavori (aprile-maggio 2021). Il rapporto tecnico illustra il ruolo determinante che l’ICT, il Knowledge Management e la dimensione Learning hanno ricoperto nell’intera progettazione, integrando organicamente le fondamentali metodologie impiegate – problem solving, LFA (Logical Framework Approach), GOPP (Goal Oriented Project Planning) in primis – e contribuendo in misura rilevante alla messa a punto del modello di governance. Esso passa pertanto in rassegna le ragioni, il significato e le peculiarità dell’apporto dell’informatica, che si dimostra decisivo per lo sviluppo progettuale, nel suo complesso e nelle sue declinazioni, e specificamente per l’elaborazione metodologica del modello, accentuandone la natura ibrida e pluralistica. Nel corso della progettazione, infatti, si sono consolidati il continuo passaggio e l’estensione generalizzata di criteri, metodologie e tecniche dall’ICT al Project Management: l’informatica, in altre parole, nella molteplicità dei suoi orientamenti e dei suoi accenti distintivi, rappresenta la principale artefice e garante dell’impostazione bottom up che informa tipicamente il Progetto, innervandolo nella sua totalità; e la protagonista e il motore del caratteristico approccio multilivello, dal momento che giustifica, fluidifica e accelera l’adozione trasversale e l’espansione capillare di quest’ultimo in tutte le fasi e le parti in cui si articola l’iniziativa progettuale. Il rapporto tecnico evidenzia poi i maggiori elementi di continuità, più fecondi e produttivi, che uniscono il contributo dell’ICT agli altri apporti, cooperando a disegnare un’orditura coerente e integrata, robusta ma duttile, per la realtà concreta della progettazione nel suo farsi quotidiano e per la sua consapevole e riflessa impalcatura teorico-metodologica. Da ultimo, fa il punto sullo stato attuale del Progetto, mettendone a fuoco la natura di sistema flessibile a più livelli, assimilabile a una learning organization e destinato presumibilmente ad evolvere verso una community of communities; e preannuncia i prossimi passi in vista della compiuta elaborazione del modello di governance, scopo primario, come s’è detto, dell’intera iniziativa.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


