La neutralità climatica europea entro il 2050 richiede non soltanto una drastica riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche il rafforzamento della capacità di assorbimento naturale del carbonio da parte degli ecosistemi terrestri e marini. L’Unione europea ha progressivamente sviluppato strumenti normativi dedicati alla contabilizzazione e certificazione delle rimozioni di carbonio, attraverso il Regolamento LULUCF (EU 2018/841), il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e il nuovo quadro europeo di certificazione delle rimozioni e del Carbon Farming introdotto dal Regolamento (UE) 2024/3012. Tuttavia, l’attuale architettura normativa continua a concentrarsi quasi esclusivamente sugli ecosistemi terrestri. Gli ecosistemi marini, pur riconosciuti dalla comunità scientifica come importanti sink di carbonio (Blue Carbon), non sono attualmente inclusi nelle categorie ufficiali del LULUCF ne nei meccanismi europei di contabilizzazione degli assorbimenti. Tra questi ecosistemi, l’ecosistema delle praterie di Posidonia oceanica e quello che certamente può rivestire un ruolo strategico per il Mediterraneo e per l’Italia. Queste praterie contribuiscono infatti al sequestro di carbonio, alla protezione costiera, alla conservazione della biodiversità e alla resilienza degli ecosistemi marini. Il presente Policy Brief sostiene che l’inclusione immediata del Blue Carbon nel sistema LULUCF non sia ancora tecnicamente matura ma che esistano solide ragioni scientifiche e strategiche per avviare una fase di sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo di metodologie di monitoraggio, rendicontazione e verifica (MRV), alla certificazione volontaria degli assorbimenti e alla costruzione di standard condivisi. Si propone pertanto una strategia graduale articolata in quattro fasi: i) sviluppo di progetti pilota nelle aree marine protette; ii) definizione di standard scientifici nazionali; iii) istituzione di una sezione Blue Carbon nel Registro nazionale CREA; iv) promozione di una revisione europea del quadro LULUCF
Carbon Credits e Blue Carbon in Italia: verso l’integrazione degli ecosistemi marini nelle politiche europee di rimozione del carbonio
Cuttitta, Angela
Primo
Writing – Original Draft Preparation
;Di Natale, MarilenaSecondo
Data Curation
;Musco, MariannaUltimo
Writing – Review & Editing
2026
Abstract
La neutralità climatica europea entro il 2050 richiede non soltanto una drastica riduzione delle emissioni di gas serra, ma anche il rafforzamento della capacità di assorbimento naturale del carbonio da parte degli ecosistemi terrestri e marini. L’Unione europea ha progressivamente sviluppato strumenti normativi dedicati alla contabilizzazione e certificazione delle rimozioni di carbonio, attraverso il Regolamento LULUCF (EU 2018/841), il sistema di scambio di quote di emissione (ETS) e il nuovo quadro europeo di certificazione delle rimozioni e del Carbon Farming introdotto dal Regolamento (UE) 2024/3012. Tuttavia, l’attuale architettura normativa continua a concentrarsi quasi esclusivamente sugli ecosistemi terrestri. Gli ecosistemi marini, pur riconosciuti dalla comunità scientifica come importanti sink di carbonio (Blue Carbon), non sono attualmente inclusi nelle categorie ufficiali del LULUCF ne nei meccanismi europei di contabilizzazione degli assorbimenti. Tra questi ecosistemi, l’ecosistema delle praterie di Posidonia oceanica e quello che certamente può rivestire un ruolo strategico per il Mediterraneo e per l’Italia. Queste praterie contribuiscono infatti al sequestro di carbonio, alla protezione costiera, alla conservazione della biodiversità e alla resilienza degli ecosistemi marini. Il presente Policy Brief sostiene che l’inclusione immediata del Blue Carbon nel sistema LULUCF non sia ancora tecnicamente matura ma che esistano solide ragioni scientifiche e strategiche per avviare una fase di sperimentazione nazionale finalizzata allo sviluppo di metodologie di monitoraggio, rendicontazione e verifica (MRV), alla certificazione volontaria degli assorbimenti e alla costruzione di standard condivisi. Si propone pertanto una strategia graduale articolata in quattro fasi: i) sviluppo di progetti pilota nelle aree marine protette; ii) definizione di standard scientifici nazionali; iii) istituzione di una sezione Blue Carbon nel Registro nazionale CREA; iv) promozione di una revisione europea del quadro LULUCFI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


