Il lavoro illustrato presenta l'attività svolta e ancora in corso per la valorizzazione e il recupero di quei vitigni pugliesi autoctoni considerati minori. Tra di essi sono contemplate vitigni ad uva nera quali Notardomenico, San Nicola, Somarello nero, Somarello rosso, Susumaniello, e ad uva bianca quali Francavidda, Impigno, Marchione, Maruggio, Moscatello selvatico, Uva Carrieri, Uva della Scala. Molti di questi vitigni possono ritenersi realmente a rischio di estinzione e sono spesso sporadicamente ancora presenti in qualche zona più per ragioni affettive che non di reale interesse commerciale. Tuttavia il recupero di questi vitigni, dei quali è difficile definire anche la reale distribuzione e diffusione sul territorio, può rappresentare un rilancio di alcune produzioni tipiche, zone viticole e denominazioni di origine già esistenti. Infatti l'utilizzo di tali vitigni, qualora siano verificate le buone potenzialità enologiche, attraverso vinificazioni in purezza, in uvaggio e vinificazioni speciali, potrebbe aiutare ad ampliare la gamma di prodotti offerti sul mercato, rimarcando l'importanza del binomio prodotto-territorio. Le attività di valorizzazione e studio di questi vitigni minori prendono avvio dal recupero e conservazione del germoplasma, dalla selezione clonale e sanitaria in campo, dal miglioramento dello stato sanitario attraverso il risanamento, dalla verifica delle potenzialità produttive e tecnologiche di candidati cloni in campi di confronto, fino ad arrivare all'omologazione di cloni e la produzione di materiale di propagazione certificato per consentire la ripresa in coltivazione dei vitigni stessi.. Inoltre essendo molte delle varietà considerate ancora non iscritte al Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite, lo studio, attraverso la caratterizzazione ampelografico/ampelometrica e la descrizione delle caratteristiche produttivo/tecnologiche, si è proposto anche tale obiettivo che consentirebbe ad esempio di indicare il nome del vitigno sulle etichette. Per chiarire i casi di dubbia identificazione varietale e sospette sinonimie tra cultivar, verificare la rispondenza varietale dei candidati cloni selezionati e/o risanati, sono state avviate analisi genetiche mediante l'impiego di marcatori microsatelliti. Lo studio dei vitigni è proseguito sui mosti e sui vini microvinificati in purezza per i quali si stanno completando le analisi sulle frazioni polifenoliche e sui precursori d'aroma. La conoscenza della composizione chimica fine dei mosti costituirà un importante strumento per una corretta programmazione dell'epoca di vendemmia e per l'adattamento delle tecniche di trasformazione enologica.
Recupero e valorizzazione di vitigni minori pugliesi
Campanale A;La Notte P;Savino V
2006
Abstract
Il lavoro illustrato presenta l'attività svolta e ancora in corso per la valorizzazione e il recupero di quei vitigni pugliesi autoctoni considerati minori. Tra di essi sono contemplate vitigni ad uva nera quali Notardomenico, San Nicola, Somarello nero, Somarello rosso, Susumaniello, e ad uva bianca quali Francavidda, Impigno, Marchione, Maruggio, Moscatello selvatico, Uva Carrieri, Uva della Scala. Molti di questi vitigni possono ritenersi realmente a rischio di estinzione e sono spesso sporadicamente ancora presenti in qualche zona più per ragioni affettive che non di reale interesse commerciale. Tuttavia il recupero di questi vitigni, dei quali è difficile definire anche la reale distribuzione e diffusione sul territorio, può rappresentare un rilancio di alcune produzioni tipiche, zone viticole e denominazioni di origine già esistenti. Infatti l'utilizzo di tali vitigni, qualora siano verificate le buone potenzialità enologiche, attraverso vinificazioni in purezza, in uvaggio e vinificazioni speciali, potrebbe aiutare ad ampliare la gamma di prodotti offerti sul mercato, rimarcando l'importanza del binomio prodotto-territorio. Le attività di valorizzazione e studio di questi vitigni minori prendono avvio dal recupero e conservazione del germoplasma, dalla selezione clonale e sanitaria in campo, dal miglioramento dello stato sanitario attraverso il risanamento, dalla verifica delle potenzialità produttive e tecnologiche di candidati cloni in campi di confronto, fino ad arrivare all'omologazione di cloni e la produzione di materiale di propagazione certificato per consentire la ripresa in coltivazione dei vitigni stessi.. Inoltre essendo molte delle varietà considerate ancora non iscritte al Catalogo Nazionale delle Varietà di Vite, lo studio, attraverso la caratterizzazione ampelografico/ampelometrica e la descrizione delle caratteristiche produttivo/tecnologiche, si è proposto anche tale obiettivo che consentirebbe ad esempio di indicare il nome del vitigno sulle etichette. Per chiarire i casi di dubbia identificazione varietale e sospette sinonimie tra cultivar, verificare la rispondenza varietale dei candidati cloni selezionati e/o risanati, sono state avviate analisi genetiche mediante l'impiego di marcatori microsatelliti. Lo studio dei vitigni è proseguito sui mosti e sui vini microvinificati in purezza per i quali si stanno completando le analisi sulle frazioni polifenoliche e sui precursori d'aroma. La conoscenza della composizione chimica fine dei mosti costituirà un importante strumento per una corretta programmazione dell'epoca di vendemmia e per l'adattamento delle tecniche di trasformazione enologica.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


