Vengono presentati gli strumenti messi a punto per valutare il livello di acquisizione delle caratteristiche fonetico-fonologiche dell'italiano L2 in bambini in età prescolare. Verranno illustrate le modalità di creazione di una lista di non-parole alla base di due test fonetici: uno di discriminazione (uguale-diverso), focalizzato solo su contrasti tra foni consonantici italiani assenti nelle lingue L1 esaminate e foni in comune; uno di produzione (ripetizione) dei 23 foni consonantici dell'italiano. Sono state usate non-parole in quanto durante la discriminazione e durante la produzione, il bambino impegna la memoria fonologica e il sistema articolatorio. Inoltre, la ripetizione di non-parole è considerata il più affidabile predittore della capacità di acquisizione lessicale in bambini dopo i 24 mesi. I dati raccolti con i due test potranno essere valutati anche con analisi di tipo acustico (V.O.T. e coarticolazione). Oltre ad illustrare metodi e caratteristiche dei test corredati di protocollo di somministrazione, vengono presentati dati e risultati della caratterizzazione sociolinguistica dei flussi migratori che hanno permesso l'individuazione dei quattro gruppi etnici più numerosi (per l'area veneta) su cui condurre la sperimentazione.

Le non-parole in uno studio sulla discriminazione e sulla produzione dei suoni consonantici dell'italiano da parte di bambini pre-scolari

Galatà Vincenzo;Zmarich Claudio
2011

Abstract

Vengono presentati gli strumenti messi a punto per valutare il livello di acquisizione delle caratteristiche fonetico-fonologiche dell'italiano L2 in bambini in età prescolare. Verranno illustrate le modalità di creazione di una lista di non-parole alla base di due test fonetici: uno di discriminazione (uguale-diverso), focalizzato solo su contrasti tra foni consonantici italiani assenti nelle lingue L1 esaminate e foni in comune; uno di produzione (ripetizione) dei 23 foni consonantici dell'italiano. Sono state usate non-parole in quanto durante la discriminazione e durante la produzione, il bambino impegna la memoria fonologica e il sistema articolatorio. Inoltre, la ripetizione di non-parole è considerata il più affidabile predittore della capacità di acquisizione lessicale in bambini dopo i 24 mesi. I dati raccolti con i due test potranno essere valutati anche con analisi di tipo acustico (V.O.T. e coarticolazione). Oltre ad illustrare metodi e caratteristiche dei test corredati di protocollo di somministrazione, vengono presentati dati e risultati della caratterizzazione sociolinguistica dei flussi migratori che hanno permesso l'individuazione dei quattro gruppi etnici più numerosi (per l'area veneta) su cui condurre la sperimentazione.
2011
Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo - IRISS
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - ISTC
Italiano
Gili Fivela Barbara, Stella Antonio, Garrapa Luigia, Grimaldi Mirko
Contesto comunicativo e variabilità nella produzione e percezione della lingua , Atti del 7° convegno AISV, 26-28 Gennaio 2011, Università del Salento - Lecce
118
129
12
978-88-7870-619-4
Bulzoni
Roma
ITALIA
Sì, ma tipo non specificato
Acquisizione di L2
Discriminazione non-parole
Ripetizione non parole
Test fonetico-fonologico
Il presente progetto di ricerca sull'acquisizione dell'italiano da parte di bambini pre-scolari figli di immigrati si propone di approfondire alcuni aspetti inerenti le loro abilità nel discriminare e produrre suoni consonantici dell'italiano e di chiarire i meccanismi che governano la percezione fonetico-fonologica e l'influenza esercitata dalla struttura della lingua materna di tali bambini sull'acquisizione dell'italiano, poiché «languages differ in the way they sound because of differences in their respective phoneme inventories, in their realization of individual sounds, and in their prosody. In addition, languages are thought to show global characteristics in the way they use the speech apparatus» (Mennen et al., 2010: 14). La crescente presenza di bambini figli di genitori stranieri nei servizi educativi per l'infanzia pone in primo piano il problema relativo allo sviluppo linguistico di questi bambini, che sono esposti, sin dalle prime fasi di acquisizione della lingua parlata, a lingue diverse in contesti sociali e culturali differenti. I bambini coinvolti nel progetto provengono da famiglie di stranieri immigrati nel nostro paese, famiglie in cui l'italiano è spesso appreso dai genitori in età adulta come lingua straniera (L2). Da più parti viene sottolineata la necessità di realizzare contesti educativi attenti alle diversità linguistiche e culturali già nei primi anni di vita dei bambini, ma le esperienze di ricerca all'interno dei servizi per l'infanzia sono ridotte. Per studiare le modalità di acquisizione dell'italiano L2 in bambini prescolari figli di immigrati, i presenti autori hanno quindi proceduto alla creazione e messa a punto di due test di tipo fonetico/fonologico: uno di discriminazione (uguale/non uguale), focalizzato sul contrasto in coppie di non-parole tra foni consonantici italiani assenti e/o condivisi nelle L1 esaminate, e uno di produzione (su ripetizione) delle stesse non-parole, da somministrare ai bambini delle L1 qui considerate (albanese, arabo, rumeno, edo, igbo).
2
02 Contributo in Volume::02.01 Contributo in volume (Capitolo o Saggio)
268
none
Galatà, Vincenzo; Zmarich, Claudio
info:eu-repo/semantics/bookPart
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/212765
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