Parole chiave: recupero della lana di pecora, salvaguardia del paesaggio, filiera produttiva sostenibile. INTRODUZIONE - La lana europea è stata il primo prodotto agricolo a subire le logiche del mercato globale perché sostituita alla fine degli anni '50 dalla lana australiana e neozelandese; è così a poco a poco scomparsa tutta una filiera culturale ed economica che ha trasformato la lana locale in residuo di difficile smaltimento e ad alto impatto ambientale. Nell'ultimo decennio, sull'onda del recente fenomeno dell'etica dei consumi che, oltre a criteri responsabilità sociale nelle attività di produzione, ha introdotto una maggiore sensibilità rispetto all'impatto ambientale delle attività dell'uomo, si è registrata un'inversione di tendenza e sono state avviate anche in Italia una serie di iniziative tese al recupero della lana da rifiuto al suo storico stato di prodotto nobile. A gennaio 2004 nasce in Piemonte il Laboratorio "La Tineola" piccolo progetto di lavorazione della lana di pecora, progetto a carattere prevalentemente culturale per la tutela e la valorizzazione del territorio alpino. Negli anni successivi sono state registrate attività di recupero delle lane locali anche in Campania e, nello specifico, nel territorio dell'Alto Tammaro in provincia di Benevento. Molto interessante il progetto di cooperazione transfrontaliera "MedLaine", acronimo che sta per "Lana del Mediterraneo", il quale aveva come obiettivo la valorizzazione della lana di pecore allevate in Maremma, Sardegna e Corsica. In Sardegna, a seguito di anni di attività di ricerca e di confronto con il territorio sul tema del recupero e della valorizzazione delle lane svolti dal CNR-Ibimet di Sassari ed attraverso la rete coordinata dalla Coldiretti Sardegna, l'anno scorso tremila quintali di lana di pecora sono stati venduti a un prezzo record di 1,22 EUR al chilo. Pur considerando che la Sardegna ha una concentrazione di capi ovini ed una conseguente disponibilità di prodotto non riscontrabile in nessun'altra regione italiana, l'iniziativa della Coldiretti Sardegna, che ha portato ad una maggiore remunerazione degli allevatori, è certamente una notizia incoraggiante ed interessante anche in una prospettiva più ampia a livello nazionale (Sito DNA). Il problema è quello del raccordo delle iniziative frammentate, soprattutto in considerazione del fatto che esiste un unico Centro di Raccolta di Lane Sucide autorizzato, quale risultato di un progetto studiato in collaborazione con la Camera di Commercio di Biella e altri Enti distribuiti sul territorio Italiano. Detto centro, gestito dal Consorzio Biella The Wool Company, offre servizi di consulenza per la creazione di altri Centri di Raccolta sul Territorio Nazionale ed è stato coinvolto nel 2010 nelle operazioni di lavaggio e filatura della lana raccolta a seguito di un'altra iniziativa dal titolo "Le vie della Lana: sperimentazione di una micro-filiera per il recupero della lana di pecora dell'Alto Tammaro e della Campania" condotta dal CNR-Ibimet grazie all'appoggio della Coldiretti Campania e al supporto finanziario della Camera di Commercio di Benevento. Sulla stessa scia si muove il progetto Pecunia avviato nel 2010 in Abruzzo sotto l'egida del Parco Nazionale del Gran Sasso (Sito web Parco Gran Sasso). In analogia con progetto Pecunia parte in Puglia il progetto "Partnersheep" illustrato nel presente articolo nel quale vengono riportati anche i primi risultati (Sito web Parco Alta Murgia). DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO E PRIMI RISULTATI - Il progetto Partnersheep prende le mosse da un'iniziativa portata avanti nel 2011 dal Consozio Murgia Viva i cui consorziati - 8 ovinicoltori, tutti fortemente impegnati nel tentativo di rivitalizzare la missione pastorale del territorio della Murgia - hanno aggregato, in occasione della tosa dello scorso anno, 45 allevatori raccogliendo18 tonnellate di lana conferite tutte allo stesso commerciante. Sulla scorta di questa positiva esperienza il Parco Nazionale dell'Alta Murgia ha accolto con entusiasmo l'idea di farsi promotore di un progetto organico della durata di un quinquennio di cui tre con un sostegno economico da parte dell'Ente Parco. Il progetto ha come obiettivi specifici da un lato, la commercializzazione della lana con conseguenti ricavi derivanti dalla vendita di beni e servizi connessi alla sua produzione, dall'altro l'implementazione delle attività tipiche di un'azienda zootecnica. Così, prima di ogni stagione di tosa per la durata di un triennio vanno ripartite le azioni come segue: => Fase 1: Corso di formazione per cernitori. Onde migliorare la qualità del prodotto lana, l'Ente Parco, in collaborazione con il Consorzio Murgia Viva, promuove l'organizzazione di un corso indirizzato prevalentemente agli allevatori e teso alla diffusione della cultura della raccolta e della cernita. La formazione in parola ha anche l'obiettivo di sensibilizzare gli ovinicoltori della Murgia circa la necessità di operare insieme e presentarsi sul mercato come un unico interlocutore del territorio murgiano. => Fase 2: Raccolta della lana. L'obiettivo era raccogliere una quantità di lana di 16000/18000 Kg o anche maggiore (pari a 2 tir con rimorchio) raccolta in balloni distinti per singolo allevatore. La raccolta è stata coordinata da referenti del Parco i quali hanno curato anche la registrazione ed archiviazione di tutti i dati prima della spedizione alla volta di Miagliano (BI), luogo in cui verrà selezionata, distinta allevatore per allevatore. In particolare ogni sacco marchiato con il logo del Parco dell'Alta Murgia conterrà tutte le indicazioni relative al lotto di pertinenza. => Fase 3: Vendita della lana. La lana selezionata, re-imballata e testata verrà venduta in asta internazionale. L'importo così ottenuto, dedotti i costi di gestione, selezione, analisi e imballaggio, verrà reso agli allevatori. L'allevatore riceverà un rapporto personalizzato, detto "pagella", con le motivazioni della valutazione ottenuta. => Fase 4: Referenti locali. Alcuni referenti locali dovranno seguire tutte le fasi a Miagliano (BI) in modo da poter facilitare anche negli anni successivi il lavoro di preparazione. Per ovvie ragioni di contemporaneità, qui si riportano solo i risultati delle prime due fasi di questo primo anno. In totale hanno risposto all'appello 64 aziende per un totale di 20000 capi ed un quantitativo di lana di circa 35 tonnellate (pari a 3 tir con rimorchio)inviate a Miagliano (BI) che è più del doppio delle 16/17 tonnellate previste. Le prime due fasi possono considerarsi concluse con successo. L'auspicio è che l'onda positiva prosegua anche nella fase di vendita e, soprattutto, nel ritorno economico agli allevatori, il che costituirebbe volano per un'espansione delle attività del prossimo anno coinvolgendo un numero maggiore di aziende. ? The sheep's wool towards a new future: The project "Partnersheep" in Apulia Key words: Sheep's wool, Landscape Safeguard, Wool Sustainable Supply Chain. Bibliografia Sito web DNA: http://designnaturaartigianatowordpress.com/2012/02/08/ Sito web Parco Gran Sasso: http://www.gransassolagapark.it/pagina. php?id=105 Sito web Parco Alta Murgia: http://www.parcoaltamurgia.gov.it/
La lana verso un nuovo futuro: parte in Puglia il progetto "Partnersheep"
P DIRENZO;
2012
Abstract
Parole chiave: recupero della lana di pecora, salvaguardia del paesaggio, filiera produttiva sostenibile. INTRODUZIONE - La lana europea è stata il primo prodotto agricolo a subire le logiche del mercato globale perché sostituita alla fine degli anni '50 dalla lana australiana e neozelandese; è così a poco a poco scomparsa tutta una filiera culturale ed economica che ha trasformato la lana locale in residuo di difficile smaltimento e ad alto impatto ambientale. Nell'ultimo decennio, sull'onda del recente fenomeno dell'etica dei consumi che, oltre a criteri responsabilità sociale nelle attività di produzione, ha introdotto una maggiore sensibilità rispetto all'impatto ambientale delle attività dell'uomo, si è registrata un'inversione di tendenza e sono state avviate anche in Italia una serie di iniziative tese al recupero della lana da rifiuto al suo storico stato di prodotto nobile. A gennaio 2004 nasce in Piemonte il Laboratorio "La Tineola" piccolo progetto di lavorazione della lana di pecora, progetto a carattere prevalentemente culturale per la tutela e la valorizzazione del territorio alpino. Negli anni successivi sono state registrate attività di recupero delle lane locali anche in Campania e, nello specifico, nel territorio dell'Alto Tammaro in provincia di Benevento. Molto interessante il progetto di cooperazione transfrontaliera "MedLaine", acronimo che sta per "Lana del Mediterraneo", il quale aveva come obiettivo la valorizzazione della lana di pecore allevate in Maremma, Sardegna e Corsica. In Sardegna, a seguito di anni di attività di ricerca e di confronto con il territorio sul tema del recupero e della valorizzazione delle lane svolti dal CNR-Ibimet di Sassari ed attraverso la rete coordinata dalla Coldiretti Sardegna, l'anno scorso tremila quintali di lana di pecora sono stati venduti a un prezzo record di 1,22 EUR al chilo. Pur considerando che la Sardegna ha una concentrazione di capi ovini ed una conseguente disponibilità di prodotto non riscontrabile in nessun'altra regione italiana, l'iniziativa della Coldiretti Sardegna, che ha portato ad una maggiore remunerazione degli allevatori, è certamente una notizia incoraggiante ed interessante anche in una prospettiva più ampia a livello nazionale (Sito DNA). Il problema è quello del raccordo delle iniziative frammentate, soprattutto in considerazione del fatto che esiste un unico Centro di Raccolta di Lane Sucide autorizzato, quale risultato di un progetto studiato in collaborazione con la Camera di Commercio di Biella e altri Enti distribuiti sul territorio Italiano. Detto centro, gestito dal Consorzio Biella The Wool Company, offre servizi di consulenza per la creazione di altri Centri di Raccolta sul Territorio Nazionale ed è stato coinvolto nel 2010 nelle operazioni di lavaggio e filatura della lana raccolta a seguito di un'altra iniziativa dal titolo "Le vie della Lana: sperimentazione di una micro-filiera per il recupero della lana di pecora dell'Alto Tammaro e della Campania" condotta dal CNR-Ibimet grazie all'appoggio della Coldiretti Campania e al supporto finanziario della Camera di Commercio di Benevento. Sulla stessa scia si muove il progetto Pecunia avviato nel 2010 in Abruzzo sotto l'egida del Parco Nazionale del Gran Sasso (Sito web Parco Gran Sasso). In analogia con progetto Pecunia parte in Puglia il progetto "Partnersheep" illustrato nel presente articolo nel quale vengono riportati anche i primi risultati (Sito web Parco Alta Murgia). DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO E PRIMI RISULTATI - Il progetto Partnersheep prende le mosse da un'iniziativa portata avanti nel 2011 dal Consozio Murgia Viva i cui consorziati - 8 ovinicoltori, tutti fortemente impegnati nel tentativo di rivitalizzare la missione pastorale del territorio della Murgia - hanno aggregato, in occasione della tosa dello scorso anno, 45 allevatori raccogliendo18 tonnellate di lana conferite tutte allo stesso commerciante. Sulla scorta di questa positiva esperienza il Parco Nazionale dell'Alta Murgia ha accolto con entusiasmo l'idea di farsi promotore di un progetto organico della durata di un quinquennio di cui tre con un sostegno economico da parte dell'Ente Parco. Il progetto ha come obiettivi specifici da un lato, la commercializzazione della lana con conseguenti ricavi derivanti dalla vendita di beni e servizi connessi alla sua produzione, dall'altro l'implementazione delle attività tipiche di un'azienda zootecnica. Così, prima di ogni stagione di tosa per la durata di un triennio vanno ripartite le azioni come segue: => Fase 1: Corso di formazione per cernitori. Onde migliorare la qualità del prodotto lana, l'Ente Parco, in collaborazione con il Consorzio Murgia Viva, promuove l'organizzazione di un corso indirizzato prevalentemente agli allevatori e teso alla diffusione della cultura della raccolta e della cernita. La formazione in parola ha anche l'obiettivo di sensibilizzare gli ovinicoltori della Murgia circa la necessità di operare insieme e presentarsi sul mercato come un unico interlocutore del territorio murgiano. => Fase 2: Raccolta della lana. L'obiettivo era raccogliere una quantità di lana di 16000/18000 Kg o anche maggiore (pari a 2 tir con rimorchio) raccolta in balloni distinti per singolo allevatore. La raccolta è stata coordinata da referenti del Parco i quali hanno curato anche la registrazione ed archiviazione di tutti i dati prima della spedizione alla volta di Miagliano (BI), luogo in cui verrà selezionata, distinta allevatore per allevatore. In particolare ogni sacco marchiato con il logo del Parco dell'Alta Murgia conterrà tutte le indicazioni relative al lotto di pertinenza. => Fase 3: Vendita della lana. La lana selezionata, re-imballata e testata verrà venduta in asta internazionale. L'importo così ottenuto, dedotti i costi di gestione, selezione, analisi e imballaggio, verrà reso agli allevatori. L'allevatore riceverà un rapporto personalizzato, detto "pagella", con le motivazioni della valutazione ottenuta. => Fase 4: Referenti locali. Alcuni referenti locali dovranno seguire tutte le fasi a Miagliano (BI) in modo da poter facilitare anche negli anni successivi il lavoro di preparazione. Per ovvie ragioni di contemporaneità, qui si riportano solo i risultati delle prime due fasi di questo primo anno. In totale hanno risposto all'appello 64 aziende per un totale di 20000 capi ed un quantitativo di lana di circa 35 tonnellate (pari a 3 tir con rimorchio)inviate a Miagliano (BI) che è più del doppio delle 16/17 tonnellate previste. Le prime due fasi possono considerarsi concluse con successo. L'auspicio è che l'onda positiva prosegua anche nella fase di vendita e, soprattutto, nel ritorno economico agli allevatori, il che costituirebbe volano per un'espansione delle attività del prossimo anno coinvolgendo un numero maggiore di aziende. ? The sheep's wool towards a new future: The project "Partnersheep" in Apulia Key words: Sheep's wool, Landscape Safeguard, Wool Sustainable Supply Chain. Bibliografia Sito web DNA: http://designnaturaartigianatowordpress.com/2012/02/08/ Sito web Parco Gran Sasso: http://www.gransassolagapark.it/pagina. php?id=105 Sito web Parco Alta Murgia: http://www.parcoaltamurgia.gov.it/I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


