Nel febbraio 1858 il naturalista inglese Alfred Russel Wallace (1823-1913) si trovava nell'Arcipelago malese. Sbarcato sull'isola di Gilolo (Molucche), venne colpito da violenti accessi febbrili di origine malarica. Mentre giaceva a letto, fra i deliri della febbre, la sua mente venne assalita da "quella domanda" che lo tormentava da anni: come possono gli organismi evolversi, modificarsi e dare origine a nuove specie distinte dalle parentali? Ad un certo punto qualcosa gli riportò alla memoria alcune frasi che aveva letto nel Saggio sul principio della popolazione di Thomas Malthus. Così, come d'un lampo, intuì quale potesse essere la tanto agognata legge naturale responsabile dell'evoluzione degli esseri viventi: la selezione naturale! In un momento di lucidità, nonostante le deboli forze, prese in mano la penna per fissare sulla carta le proprie idee. Alla sera l'articolo era abbozzato e due giorni dopo era già pronto in bella copia per essere sottoposto al giudizio dell'amico Charles Darwin. Questi, lettene le prime righe, capì subito con sgomento che lì, in quelle poche pagine manoscritte giunte da una sperduta isola delle Molucche, erano esposte idee pressoché identiche alle sue. Assalito dal panico, Darwin riconobbe infatti nello scritto di Wallace il nucleo essenziale della propria teoria, ancora inedita, sull'origine delle specie: in poche parole, se quel saggio fosse stato pubblicato, lui avrebbe perso la priorità della grande idea alla quale stava lavorando da più di vent'anni! La delicata situazione venne saggiamente risolta dagli amici Charles Lyell e sir Joseph Hooker che immediatamente pubblicarono il saggio di Wallace preceduto da alcuni scritti inediti di Darwin, così da attribuire ad entrambi il merito della scoperta e, nello stesso tempo, la priorità "morale" a Darwin. Spinto dagli eventi, Charles Darwin fu quindi costretto ad uscire allo scoperto e a pubblicare la sua grande Origine delle specie l'anno seguente. Ma chi era Alfred Russel Wallace? All'epoca fu sicuramente uno dei più noti naturalisti inglesi. Oggi, tuttavia, nonostante i suoi notevoli contributi in vari settori della scienza vittoriana (entomologia, antropologia, geologia, biogeografia evolutiva, ecc.), egli viene quasi unicamente ricordato per essere stato l'altro uomo che scoprì la selezione naturale. In effetti pochi conoscono la sua vita in parte trascorsa ai tropici, gli studi biogeografici, il suo lavoro di divulgazione del darwinismo, il sincero impegno sociale in difesa dei deboli, e la sua fede nello spiritualismo, che lo portava a credere in un disegno sovrannaturale mirante al progresso morale dell'umanità. E' nostro auspicio che il 2013, anno del centenario della morte di Wallace, sia un'occasione per recuperare la memoria di questo naturalista vittoriano che non fu solo un grande scienziato, ma anche un vero gentleman.

Il sogno febbricitante di Alfred Russel Wallace

Focher F
2013

Abstract

Nel febbraio 1858 il naturalista inglese Alfred Russel Wallace (1823-1913) si trovava nell'Arcipelago malese. Sbarcato sull'isola di Gilolo (Molucche), venne colpito da violenti accessi febbrili di origine malarica. Mentre giaceva a letto, fra i deliri della febbre, la sua mente venne assalita da "quella domanda" che lo tormentava da anni: come possono gli organismi evolversi, modificarsi e dare origine a nuove specie distinte dalle parentali? Ad un certo punto qualcosa gli riportò alla memoria alcune frasi che aveva letto nel Saggio sul principio della popolazione di Thomas Malthus. Così, come d'un lampo, intuì quale potesse essere la tanto agognata legge naturale responsabile dell'evoluzione degli esseri viventi: la selezione naturale! In un momento di lucidità, nonostante le deboli forze, prese in mano la penna per fissare sulla carta le proprie idee. Alla sera l'articolo era abbozzato e due giorni dopo era già pronto in bella copia per essere sottoposto al giudizio dell'amico Charles Darwin. Questi, lettene le prime righe, capì subito con sgomento che lì, in quelle poche pagine manoscritte giunte da una sperduta isola delle Molucche, erano esposte idee pressoché identiche alle sue. Assalito dal panico, Darwin riconobbe infatti nello scritto di Wallace il nucleo essenziale della propria teoria, ancora inedita, sull'origine delle specie: in poche parole, se quel saggio fosse stato pubblicato, lui avrebbe perso la priorità della grande idea alla quale stava lavorando da più di vent'anni! La delicata situazione venne saggiamente risolta dagli amici Charles Lyell e sir Joseph Hooker che immediatamente pubblicarono il saggio di Wallace preceduto da alcuni scritti inediti di Darwin, così da attribuire ad entrambi il merito della scoperta e, nello stesso tempo, la priorità "morale" a Darwin. Spinto dagli eventi, Charles Darwin fu quindi costretto ad uscire allo scoperto e a pubblicare la sua grande Origine delle specie l'anno seguente. Ma chi era Alfred Russel Wallace? All'epoca fu sicuramente uno dei più noti naturalisti inglesi. Oggi, tuttavia, nonostante i suoi notevoli contributi in vari settori della scienza vittoriana (entomologia, antropologia, geologia, biogeografia evolutiva, ecc.), egli viene quasi unicamente ricordato per essere stato l'altro uomo che scoprì la selezione naturale. In effetti pochi conoscono la sua vita in parte trascorsa ai tropici, gli studi biogeografici, il suo lavoro di divulgazione del darwinismo, il sincero impegno sociale in difesa dei deboli, e la sua fede nello spiritualismo, che lo portava a credere in un disegno sovrannaturale mirante al progresso morale dell'umanità. E' nostro auspicio che il 2013, anno del centenario della morte di Wallace, sia un'occasione per recuperare la memoria di questo naturalista vittoriano che non fu solo un grande scienziato, ma anche un vero gentleman.
2013
Istituto di Genetica Molecolare "Luigi Luca Cavalli Sforza"
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/250885
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