Questa nota ha l'obiettivo di illustrare la metodologia utilizzata per la redazione delle Carte di suscettibilità all'innesco e di pericolosità relativa delle frane da scorrimento-colata che si generano nei materiali piroclastici sciolti ricoprenti i massicci carbonatici dell'Autorità di Bacino nord occidentale della Campania. L'intera procedura adottata per la redazione delle carte sia di suscettibilità che di pericolosità si è basata sull'utilizzo "dell'analisi spaziale" e "dell'analisi degli attributi" dei dati contenuti nel geodatabase dell'Autorità. Il territorio dell'Autorità è stato suddiviso in tre classi di suscettibilità all'innesco: alta, media e bassa basandosi principalmente su un'analisi statistica dei fattori ritenuti causa principale dell'innesco degli eventi franosi quali: la pendenza dei versanti (S), lo spessore della coltre piroclastica (T), l'uso del suolo (L). La metodologia prima di essere applicata all'intero settore dei massicci carbonatici è stata verificata nelle aree test dei Monti di Avella (233 frane) e della dorsale di Monte Pizzo d'Alvano (63) in quanto rappresentative dell'intera area di studio. La carta della suscettibilità all'innesco e circa 1000 sezioni topografiche, realizzate su un Modello Digitale del Terreno (DTM) con dimensione di cella di 5*5m, sono state utilizzate per redigere la Carta della pericolosità relativa da frana, definendo la distanza di propagazione e l'espansione areale del fenomeno franoso attraverso il metodo del reach angle
Un modello per la redazione della carta di pericolosità da frana da scorrimento-colata nei massicci cartonatici del territorio dell'Autorità di Bacino Nord Occidentale della Campania
Alberico I;
2003
Abstract
Questa nota ha l'obiettivo di illustrare la metodologia utilizzata per la redazione delle Carte di suscettibilità all'innesco e di pericolosità relativa delle frane da scorrimento-colata che si generano nei materiali piroclastici sciolti ricoprenti i massicci carbonatici dell'Autorità di Bacino nord occidentale della Campania. L'intera procedura adottata per la redazione delle carte sia di suscettibilità che di pericolosità si è basata sull'utilizzo "dell'analisi spaziale" e "dell'analisi degli attributi" dei dati contenuti nel geodatabase dell'Autorità. Il territorio dell'Autorità è stato suddiviso in tre classi di suscettibilità all'innesco: alta, media e bassa basandosi principalmente su un'analisi statistica dei fattori ritenuti causa principale dell'innesco degli eventi franosi quali: la pendenza dei versanti (S), lo spessore della coltre piroclastica (T), l'uso del suolo (L). La metodologia prima di essere applicata all'intero settore dei massicci carbonatici è stata verificata nelle aree test dei Monti di Avella (233 frane) e della dorsale di Monte Pizzo d'Alvano (63) in quanto rappresentative dell'intera area di studio. La carta della suscettibilità all'innesco e circa 1000 sezioni topografiche, realizzate su un Modello Digitale del Terreno (DTM) con dimensione di cella di 5*5m, sono state utilizzate per redigere la Carta della pericolosità relativa da frana, definendo la distanza di propagazione e l'espansione areale del fenomeno franoso attraverso il metodo del reach angleI documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


