La maggior parte delle politiche pubbliche mira a correggere i casi in cui il sistema socio-economico non è in grado di sanare autonomamente situazioni di difficoltà. Gli individui oppure i gruppi sociali, le imprese e i loro dipendenti, oppure ancora interi territori, divengono target di interventi in quanto caratterizzati da situazioni temporanee o strutturali di debolezza e poiché non dispongono delle risorse necessarie per fronteggiarle. Eppure, lo stato di "svantaggio" è un concetto che, seppur palpabile per chi concretamente agisce nei campi dell'inclusione sociale o della promozione dello sviluppo, risulta sfuggente alle definizioni e alla misura. Questo perché esso deriva da una stratificazione di cause, per cui la multidimensionalità dei fenomeni rende complessa l'identificazione di indicatori significativi, mentre la delicatezza delle tematiche in gioco rende difficile la loro quantificazione. Il presente contributo intende riflettere sulla misurazione dello svantaggio dei target beneficiari nell'ambito specifico delle politiche formative. A partire dal caso studio della formazione professionale per inoccupati finanziata in Regione Piemonte tramite fondi FSE, si presentano i risultati dell'applicazione di una batteria di metodi quali-quantitativi (tabelle di contingenza, analisi multivariata, modelli ad equazioni strutturali) per la rilevazione dello svantaggio dell'utenza. In particolare, si analizzano i limiti delle diverse tecniche di analisi, introducendo metodologia e primi risultati dell'applicazione di un modello ad equazioni strutturali che descrive tramite indicatori compositi i fattori multidimensionali di tipo sociale, culturale, di percorso che influenzano il capitale umano in ingresso e, successivamente, l'integrazione nel mercato del lavoro dei soggetti formati.
Misurare lo svantaggio dei beneficiari delle politiche formative regionali: quali sfide? Uno studio applicato al caso piemontese
Ragazzi;Sella
2015
Abstract
La maggior parte delle politiche pubbliche mira a correggere i casi in cui il sistema socio-economico non è in grado di sanare autonomamente situazioni di difficoltà. Gli individui oppure i gruppi sociali, le imprese e i loro dipendenti, oppure ancora interi territori, divengono target di interventi in quanto caratterizzati da situazioni temporanee o strutturali di debolezza e poiché non dispongono delle risorse necessarie per fronteggiarle. Eppure, lo stato di "svantaggio" è un concetto che, seppur palpabile per chi concretamente agisce nei campi dell'inclusione sociale o della promozione dello sviluppo, risulta sfuggente alle definizioni e alla misura. Questo perché esso deriva da una stratificazione di cause, per cui la multidimensionalità dei fenomeni rende complessa l'identificazione di indicatori significativi, mentre la delicatezza delle tematiche in gioco rende difficile la loro quantificazione. Il presente contributo intende riflettere sulla misurazione dello svantaggio dei target beneficiari nell'ambito specifico delle politiche formative. A partire dal caso studio della formazione professionale per inoccupati finanziata in Regione Piemonte tramite fondi FSE, si presentano i risultati dell'applicazione di una batteria di metodi quali-quantitativi (tabelle di contingenza, analisi multivariata, modelli ad equazioni strutturali) per la rilevazione dello svantaggio dell'utenza. In particolare, si analizzano i limiti delle diverse tecniche di analisi, introducendo metodologia e primi risultati dell'applicazione di un modello ad equazioni strutturali che descrive tramite indicatori compositi i fattori multidimensionali di tipo sociale, culturale, di percorso che influenzano il capitale umano in ingresso e, successivamente, l'integrazione nel mercato del lavoro dei soggetti formati.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


