The colonial defeat after the Hispanic-American war of 1898, a peculiar moment in the Spanish contemporary history, stimulated intellectuals of the time on a number of reflections on the so called "problema de España" and its national identity. During this timeframe a new scientific, artistic, and philosophic movement, renowned as "the '98 generation" saw the light, as it was dramatically evident that it was necessary to overcome of the traditional culture, that suffocated intellects and consciousness and that had imprisoned Spain in a cultural isolation. Its mission was to open the country to modernity and the questions it brought. This willingness to open to the outside world, to the "European winds", this Europeanisation that happened ahead of time, however, did not assume any kind of dissolution of the national identity but, on the contrary, it intended to bring back its authenticity.This brought, at the start of the century, to a complex confrontation between the claims of the national traditions and popular authenticity on one side, and the openness to the external influences, on the other side. The present assay will specifically linger on the significant opinions shared by Ángel Ganivet, Miguel de Unamuno and José Ortega y Gasset.

La disfatta coloniale subita in seguito alla guerra ispano-americana del 1898, momento singolare nella storia contemporanea della Spagna, diede luogo, tra gli intellettuali dell'epoca, a una serie di riflessioni sul cosiddetto "problema de España" e della sua identità nazionale. È durante questo frangente che viene delineandosi un movimento scientifico, artistico e filosofico noto come la generazione del '98 che prese coscienza in maniera drammatica della necessità di giungere al superamento della tradizione che soffocava le menti e le coscienze e che aveva imprigionato la Spagna in uno stato di isolamento culturale, imprimendo, di contro, una svolta di apertura verso la modernità e i suoi problemi. Questa volontà di apertura verso fuori, ai "venti europei", questa europeizzazione ante litteram, tuttavia, non presupponeva alcun tipo di dissoluzione dell'identità nazionale, ma intendeva, al contrario, recuperarne l'autentica sostanza. Si assiste così, nel cambio di secolo, ad una dialettica complicata tra rivendicazioni di tradizioni nazionali e autenticità popolare, da una parte, e apertura alle influenze esterne, dall'altra. Il presente saggio si soffermerà in particolare sulle significative posizioni espresse al riguardo da Ángel Ganivet, Miguel de Unamuno e José Ortega y Gasset.

L'«ossessione dello scheletro». Decadenza, boria ed egolatria nelle riflessioni di Ganivet, Unamuno e Ortega

Armando Mascolo
2015

Abstract

The colonial defeat after the Hispanic-American war of 1898, a peculiar moment in the Spanish contemporary history, stimulated intellectuals of the time on a number of reflections on the so called "problema de España" and its national identity. During this timeframe a new scientific, artistic, and philosophic movement, renowned as "the '98 generation" saw the light, as it was dramatically evident that it was necessary to overcome of the traditional culture, that suffocated intellects and consciousness and that had imprisoned Spain in a cultural isolation. Its mission was to open the country to modernity and the questions it brought. This willingness to open to the outside world, to the "European winds", this Europeanisation that happened ahead of time, however, did not assume any kind of dissolution of the national identity but, on the contrary, it intended to bring back its authenticity.This brought, at the start of the century, to a complex confrontation between the claims of the national traditions and popular authenticity on one side, and the openness to the external influences, on the other side. The present assay will specifically linger on the significant opinions shared by Ángel Ganivet, Miguel de Unamuno and José Ortega y Gasset.
2015
Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e scientifico moderno - ISPF
Italiano
Rosario Diana
Le «borie» vichiane come paradigma euristico. Hybris dei popoli e dei saperi fra moderno e contemporaneo
Le borie vichiane come paradigma euristico. Hybris dei saperi umanistici fra moderno e contemporaneo
313
333
21
9788890871290
http://www.ispf-lab.cnr.it/quaderni/2015_q03
ISPF-CNR
NAPOLI
ITALIA
Sì, ma tipo non specificato
22-23/11/2012
La disfatta coloniale subita in seguito alla guerra ispano-americana del 1898, momento singolare nella storia contemporanea della Spagna, diede luogo, tra gli intellettuali dell'epoca, a una serie di riflessioni sul cosiddetto "problema de España" e della sua identità nazionale. È durante questo frangente che viene delineandosi un movimento scientifico, artistico e filosofico noto come la generazione del '98 che prese coscienza in maniera drammatica della necessità di giungere al superamento della tradizione che soffocava le menti e le coscienze e che aveva imprigionato la Spagna in uno stato di isolamento culturale, imprimendo, di contro, una svolta di apertura verso la modernità e i suoi problemi. Questa volontà di apertura verso fuori, ai "venti europei", questa europeizzazione ante litteram, tuttavia, non presupponeva alcun tipo di dissoluzione dell'identità nazionale, ma intendeva, al contrario, recuperarne l'autentica sostanza. Si assiste così, nel cambio di secolo, ad una dialettica complicata tra rivendicazioni di tradizioni nazionali e autenticità popolare, da una parte, e apertura alle influenze esterne, dall'altra. Il presente saggio si soffermerà in particolare sulle significative posizioni espresse al riguardo da Ángel Ganivet, Miguel de Unamuno e José Ortega y Gasset.
Decadenza
boria
egolatria
pessimismo
Ganivet
Unamuno
Ortega y Gasset
1
none
Mascolo, Armando
273
info:eu-repo/semantics/conferenceObject
04 Contributo in convegno::04.01 Contributo in Atti di convegno
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/306499
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