This paper offers a semantic survey of the word form tetro in Boccaccio's vernacular works. The adjective tetro, first employed by Dante in his Commedia with the meaning 'dark, gloomy', proves to be an extremely unusual word in the Italian language of the Middle Ages and therefore possibly difficult to understand. Starting off the analysis with Boccaccio's Esposizioni sopra la Comedia di Dante, it is firstly pointed out that the word form tetro occurring in Dante's Inferno («cerchio tetro», 7.31) is not connected by Boccaccio to the meaning 'dark, gloomy'. According to Boccaccio, tetro rather means 'worn out by use'. After a brief review of the use of the adjective taeter in Boccaccio's Latin works, it is then observed that the meaning of the word form tetro occurring in Teseida and Rime seems to closely correspond with the semantic interpretation of tetro in the Esposizioni ('worn out by use'). A possible explanation of such an interpretation by Boccaccio is finally presented.

Il contributo indaga il significato della forma tetro nell'opera volgare di Giovanni Boccaccio. L'aggettivo tetro, introdotto nel lessico italiano dalla Commedia dantesca, rappresenta nel Medioevo un vocabolo rarissimo e, per questo, potenzialmente difficile da interpretare. Partendo dalle Esposizioni sopra la Comedia di Dante, si rileva che il significato individuato da Boccaccio per tetro di Inferno VII, v. 31 («cerchio tetro, cioè logoro per lo continuo scalpitio») non corrisponde ad alcuno dei valori semantici che nel Medioevo, come oggi, sono associati normalmente a tale aggettivo. Le due occorrenze boccacciane di tetro (nel Teseida e nelle Rime), sembrano anch'esse, al pari della glossa a Inferno VII, v. 31, esprimere l'idea di 'ciò che è già stato percorso, che è consumato dall'uso e che quindi è diventato logoro'. In ottica contrastiva rispetto all'opera volgare, si osservano poi le accezioni che l'attributo taeter assume nella produzione latina del Certaldese. Infine, grazie soprattutto all'analisi dei volgarizzamenti dal latino, si propone un'interpretazione della forma tetro in Boccaccio che spieghi il valore semantico 'calpestato, consunto, logoro'.

Il "cerchio tetro" di Dante e il "cammin" di Boccaccio

Cosimo Burgassi
2017

Abstract

This paper offers a semantic survey of the word form tetro in Boccaccio's vernacular works. The adjective tetro, first employed by Dante in his Commedia with the meaning 'dark, gloomy', proves to be an extremely unusual word in the Italian language of the Middle Ages and therefore possibly difficult to understand. Starting off the analysis with Boccaccio's Esposizioni sopra la Comedia di Dante, it is firstly pointed out that the word form tetro occurring in Dante's Inferno («cerchio tetro», 7.31) is not connected by Boccaccio to the meaning 'dark, gloomy'. According to Boccaccio, tetro rather means 'worn out by use'. After a brief review of the use of the adjective taeter in Boccaccio's Latin works, it is then observed that the meaning of the word form tetro occurring in Teseida and Rime seems to closely correspond with the semantic interpretation of tetro in the Esposizioni ('worn out by use'). A possible explanation of such an interpretation by Boccaccio is finally presented.
Campo DC Valore Lingua
dc.authority.ancejournal STUDI SUL BOCCACCIO -
dc.authority.orgunit Istituto Opera del Vocabolario Italiano - OVI -
dc.authority.people Cosimo Burgassi it
dc.collection.id.s b3f88f24-048a-4e43-8ab1-6697b90e068e *
dc.collection.name 01.01 Articolo in rivista *
dc.contributor.appartenenza Istituto di linguistica computazionale "Antonio Zampolli" - ILC *
dc.contributor.appartenenza.mi 918 *
dc.date.accessioned 2024/02/20 02:00:55 -
dc.date.available 2024/02/20 02:00:55 -
dc.date.issued 2017 -
dc.description.abstracteng This paper offers a semantic survey of the word form tetro in Boccaccio's vernacular works. The adjective tetro, first employed by Dante in his Commedia with the meaning 'dark, gloomy', proves to be an extremely unusual word in the Italian language of the Middle Ages and therefore possibly difficult to understand. Starting off the analysis with Boccaccio's Esposizioni sopra la Comedia di Dante, it is firstly pointed out that the word form tetro occurring in Dante's Inferno («cerchio tetro», 7.31) is not connected by Boccaccio to the meaning 'dark, gloomy'. According to Boccaccio, tetro rather means 'worn out by use'. After a brief review of the use of the adjective taeter in Boccaccio's Latin works, it is then observed that the meaning of the word form tetro occurring in Teseida and Rime seems to closely correspond with the semantic interpretation of tetro in the Esposizioni ('worn out by use'). A possible explanation of such an interpretation by Boccaccio is finally presented. -
dc.description.abstractita Il contributo indaga il significato della forma tetro nell'opera volgare di Giovanni Boccaccio. L'aggettivo tetro, introdotto nel lessico italiano dalla Commedia dantesca, rappresenta nel Medioevo un vocabolo rarissimo e, per questo, potenzialmente difficile da interpretare. Partendo dalle Esposizioni sopra la Comedia di Dante, si rileva che il significato individuato da Boccaccio per tetro di Inferno VII, v. 31 («cerchio tetro, cioè logoro per lo continuo scalpitio») non corrisponde ad alcuno dei valori semantici che nel Medioevo, come oggi, sono associati normalmente a tale aggettivo. Le due occorrenze boccacciane di tetro (nel Teseida e nelle Rime), sembrano anch'esse, al pari della glossa a Inferno VII, v. 31, esprimere l'idea di 'ciò che è già stato percorso, che è consumato dall'uso e che quindi è diventato logoro'. In ottica contrastiva rispetto all'opera volgare, si osservano poi le accezioni che l'attributo taeter assume nella produzione latina del Certaldese. Infine, grazie soprattutto all'analisi dei volgarizzamenti dal latino, si propone un'interpretazione della forma tetro in Boccaccio che spieghi il valore semantico 'calpestato, consunto, logoro'. -
dc.description.affiliations Opera del Vocabolario Italiano CNR (Firenze) -
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