L'articolo analizza aspetti sintattici e lessicali della Parafrasi nella sesta satira di Giovenale (1538) di Ludovico Dolce, in particolare rispetto ai parametri già quintilianei dell'exornare e del breviare; la riflessione sulle tipologie di rielaborazione del modello latino permette un confronto con le note delle edizioni commentate delle Satirae a cura degli umanisti Antonio Mancinelli e Giovanni Britannico, ponendo così in evidenza il debito di Dolce verso il patrimonio esegetico coevo. Ampio spazio è riservato al trattamento della materia oscena presente in abbondanza nel testo latino e ai procedimenti eufemistici messi in atto dal traduttore. Dall'esame di questi aspetti emergerà come la Parafrasi sia priva delle ambizioni artistiche proprie di molte traduzioni della seconda metà del Cinquecento e si rivolga di preferenza al pubblico interessato alla fiorente trattatistica sull'educazione femminile.
Osservazioni linguistiche su Ludovico Dolce traduttore di Giovenale
Zarra Giuseppe
2014
Abstract
L'articolo analizza aspetti sintattici e lessicali della Parafrasi nella sesta satira di Giovenale (1538) di Ludovico Dolce, in particolare rispetto ai parametri già quintilianei dell'exornare e del breviare; la riflessione sulle tipologie di rielaborazione del modello latino permette un confronto con le note delle edizioni commentate delle Satirae a cura degli umanisti Antonio Mancinelli e Giovanni Britannico, ponendo così in evidenza il debito di Dolce verso il patrimonio esegetico coevo. Ampio spazio è riservato al trattamento della materia oscena presente in abbondanza nel testo latino e ai procedimenti eufemistici messi in atto dal traduttore. Dall'esame di questi aspetti emergerà come la Parafrasi sia priva delle ambizioni artistiche proprie di molte traduzioni della seconda metà del Cinquecento e si rivolga di preferenza al pubblico interessato alla fiorente trattatistica sull'educazione femminile.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


