L'incremento della concentrazione del materiale particellare atmosferico (PM) nella stagione fredda è generalmente dovuto alla maggiore frequenza ed intensità degli episodi di stabilità atmosferica, a cui si aggiunge l'accensione di specifiche sorgenti stagionali. In particolare, nelle aree urbane del Nord-Italia la combustione di biomasse per uso residenziale (BB) è stata riconosciuta responsabile di una frazione importante dell'incremento invernale della concentrazione sia delle polveri atmosferiche nel loro insieme, sia di specifici inquinanti prodotti da processi di combustione, quali gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Nell'area di Roma, non lontana dalla costa e quindi caratterizzata da stabilità invernali generalmente di modesta intensità e durata, l'incremento di concentrazione invernale del PM dovuto allo scarso rimescolamento atmosferico è, in genere, molto più contenuto. Poiché la maggior parte dei sistemi di riscaldamento della città sono alimentati a gas metano e solo una piccola parte della superfice residenziale è riscaldata a legna, per l'area urbana di Roma è lecito ipotizzare che l'incremento invernale di PM dovuto al contributo del BB sia modesto. Misure preliminari di levoglucosano (LVGSN), tracciante del BB, e di IPA hanno tuttavia indicato, per entrambe le specie, concentrazioni invernali elevate (dell'ordine di 0.5 ?g/m3 per il LVGSN e 20 ng/m3 per gli IPA), con un incremento di circa 20 volte rispetto ai valori estivi. Per approfondire questi risultati è stato eseguito uno studio volto a determinare la concentrazione di LVGSN e PM10 in tre postazioni, due situate nell'area urbana ed una in una zona peri-urbana a circa 25 km dal centro. Le misure sono iniziate nell'ottobre 2013 e sono tuttora in corso. Per il LVGSN sono stati determinati sia gli andamenti stagionali (misure quindicinali cumulate su base giornaliera), sia gli andamenti durante la giornata nelle diverse stagioni (misure mensili cumulate su base bioraria). I dati sono stati confrontati con l'intensità del rimescolamento atmosferico (determinata mediante misure di radioattività naturale eseguite su base oraria) e con i principali parametri meteorologici. La misura contemporanea della concentrazione di PM10 e della sua composizione chimica (elementi, specie ioniche, carbonio elementare e carbonio organico, con chiusura del bilancio di massa) ha consentito di stimare il contributo del BB alla concentrazione di carbonio organico ed alla concentrazione di massa del PM10. Dall'insieme dei dati ricavati si può osservare che la concentrazione del LVGSN presenta un netto andamento stagionale legato alla temperatura media del periodo, scarse differenze spaziali, ed un andamento orario che, nelle diverse stagioni, è coerente con quello della stabilità atmosferica. L'area urbana della città di Roma sembra quindi risentire in maniera sensibile delle emissioni dovute alla combustine di biomassa effettuata nelle aree periurbane e regionali, con un contributo alla concentrazione di PM non trascurabile, che va a sommarsi alle altre sorgenti che insistono nell'area urbana.
Contributo del biomass burning al PM10 nella città di Roma: variazioni su base stagionale, giornaliera e bioraria
2016
Abstract
L'incremento della concentrazione del materiale particellare atmosferico (PM) nella stagione fredda è generalmente dovuto alla maggiore frequenza ed intensità degli episodi di stabilità atmosferica, a cui si aggiunge l'accensione di specifiche sorgenti stagionali. In particolare, nelle aree urbane del Nord-Italia la combustione di biomasse per uso residenziale (BB) è stata riconosciuta responsabile di una frazione importante dell'incremento invernale della concentrazione sia delle polveri atmosferiche nel loro insieme, sia di specifici inquinanti prodotti da processi di combustione, quali gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA). Nell'area di Roma, non lontana dalla costa e quindi caratterizzata da stabilità invernali generalmente di modesta intensità e durata, l'incremento di concentrazione invernale del PM dovuto allo scarso rimescolamento atmosferico è, in genere, molto più contenuto. Poiché la maggior parte dei sistemi di riscaldamento della città sono alimentati a gas metano e solo una piccola parte della superfice residenziale è riscaldata a legna, per l'area urbana di Roma è lecito ipotizzare che l'incremento invernale di PM dovuto al contributo del BB sia modesto. Misure preliminari di levoglucosano (LVGSN), tracciante del BB, e di IPA hanno tuttavia indicato, per entrambe le specie, concentrazioni invernali elevate (dell'ordine di 0.5 ?g/m3 per il LVGSN e 20 ng/m3 per gli IPA), con un incremento di circa 20 volte rispetto ai valori estivi. Per approfondire questi risultati è stato eseguito uno studio volto a determinare la concentrazione di LVGSN e PM10 in tre postazioni, due situate nell'area urbana ed una in una zona peri-urbana a circa 25 km dal centro. Le misure sono iniziate nell'ottobre 2013 e sono tuttora in corso. Per il LVGSN sono stati determinati sia gli andamenti stagionali (misure quindicinali cumulate su base giornaliera), sia gli andamenti durante la giornata nelle diverse stagioni (misure mensili cumulate su base bioraria). I dati sono stati confrontati con l'intensità del rimescolamento atmosferico (determinata mediante misure di radioattività naturale eseguite su base oraria) e con i principali parametri meteorologici. La misura contemporanea della concentrazione di PM10 e della sua composizione chimica (elementi, specie ioniche, carbonio elementare e carbonio organico, con chiusura del bilancio di massa) ha consentito di stimare il contributo del BB alla concentrazione di carbonio organico ed alla concentrazione di massa del PM10. Dall'insieme dei dati ricavati si può osservare che la concentrazione del LVGSN presenta un netto andamento stagionale legato alla temperatura media del periodo, scarse differenze spaziali, ed un andamento orario che, nelle diverse stagioni, è coerente con quello della stabilità atmosferica. L'area urbana della città di Roma sembra quindi risentire in maniera sensibile delle emissioni dovute alla combustine di biomassa effettuata nelle aree periurbane e regionali, con un contributo alla concentrazione di PM non trascurabile, che va a sommarsi alle altre sorgenti che insistono nell'area urbana.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


