Le attrezzature pubbliche o di uso pubblico hanno subito nel tempo una evoluzione nel significato e nel ruolo. A ridosso degli anni Sessanta, in particolare, esse sono divenute emblema dell'antitesi tra città pubblica e città della rendita fondiaria, al punto che una serie di norme emanate in quel periodo ha imposto specifiche dotazioni come previsioni vincolanti per i centri urbani. Obbligatorietà (e costi conseguenti) hanno però avuto esiti generalmente negativi, soprattutto per quanto concerne la qualità complessiva degli interventi. Più di recente, le dotazioni pubbliche sono divenute uno dei campi di maggiore interesse della ricerca e della pratica urbanistica. Le direzioni intraprese sono due: la sperimentazione indirizzata alla formazione di spazi capaci di fornire un servizio qualitativamente superiore ai cittadini e la sperimentazione indirizzata alla costruzione di città più resilienti. Sulla base di queste considerazioni il paper affronta la questione delle dotazioni con l'obiettivo di definirne l'apporto nei processi di controllo ambientale e di crescita della resilienza urbana. La prima parte del paper riassume il tema delle dotazioni urbane quantitative. La seconda analizza il concetto di dotazioni qualitative. Nella terza si evidenzia come la ricerca in campo urbanistico abbia dato luogo alla formazione di "cataloghi" di dotazioni, spesso molto diverse da quelle canoniche. Nella quarta parte si affronta il tema del piano locale e il ruolo delle dotazioni urbane come elementi utili al controllo ambientale, sia in stato di normale funzionamento che in stato di emergenza.

Riduzione della vulnerabilità urbana attraverso sistemi di dotazioni pubbliche pianificate localmente

Giuseppe Mazzeo
2017

Abstract

Le attrezzature pubbliche o di uso pubblico hanno subito nel tempo una evoluzione nel significato e nel ruolo. A ridosso degli anni Sessanta, in particolare, esse sono divenute emblema dell'antitesi tra città pubblica e città della rendita fondiaria, al punto che una serie di norme emanate in quel periodo ha imposto specifiche dotazioni come previsioni vincolanti per i centri urbani. Obbligatorietà (e costi conseguenti) hanno però avuto esiti generalmente negativi, soprattutto per quanto concerne la qualità complessiva degli interventi. Più di recente, le dotazioni pubbliche sono divenute uno dei campi di maggiore interesse della ricerca e della pratica urbanistica. Le direzioni intraprese sono due: la sperimentazione indirizzata alla formazione di spazi capaci di fornire un servizio qualitativamente superiore ai cittadini e la sperimentazione indirizzata alla costruzione di città più resilienti. Sulla base di queste considerazioni il paper affronta la questione delle dotazioni con l'obiettivo di definirne l'apporto nei processi di controllo ambientale e di crescita della resilienza urbana. La prima parte del paper riassume il tema delle dotazioni urbane quantitative. La seconda analizza il concetto di dotazioni qualitative. Nella terza si evidenzia come la ricerca in campo urbanistico abbia dato luogo alla formazione di "cataloghi" di dotazioni, spesso molto diverse da quelle canoniche. Nella quarta parte si affronta il tema del piano locale e il ruolo delle dotazioni urbane come elementi utili al controllo ambientale, sia in stato di normale funzionamento che in stato di emergenza.
2017
Istituto di Studi sul Mediterraneo - ISMed
Italiano
Atti della XX Conferenza nazionale SIU, Urbanistica e/è azione pubblica. La responsabilità della proposta
XX Conferenza nazionale SIU, Urbanistica e/è azione pubblica. La responsabilità della proposta
232
238
6
9788899237127
http://www.planum.net/planum-magazine/planum-publisher-publication/atti-della-xx-conferenza-nazionale-siu
Sì, ma tipo non specificato
12/06/2017, 14/06/2017
Roma
piani locali
resilienza
dotazioni urbane
local plans
resilience
urban facilities
1
none
Giuseppe Mazzeo
273
info:eu-repo/semantics/conferenceObject
04 Contributo in convegno::04.01 Contributo in Atti di convegno
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/372234
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