La relazione ripercorre lo sviluppo, tra Rinascimento e prima metà del Settecento, di tre filoni di ricerca: la messa in grammatica delle lingue volgari; la raccolta, via via sempre più ampia e sistematica, di campioni delle lingue conosciute; la descrizione di lingue esotiche, parlate da popoli venuti alla luce nell'ambito delle politiche coloniali e, soprattutto, delle iniziative missionarie dei grandi ordini religiosi. Su questa base viene elaborata una teoria della differenza delle lingue che supera, eliminandola, la vecchia impostazione unitaria (quella che Leibniz chiama vulgaris opinio Babelica), e va ad affiancare lo sviluppo di teorie libertine su possibili forme 'naturali' di civilizzazione, guardando con interesse all'affacciarsi di interrogativi su un'eventuale poligenesi dell'umanità, quali quelli avanzati dalla dottrina 'preadamitica' di Isaac de La Peyrère.
Apogeo e fine di Babele. Sugli orizzonti linguistici della modernità
2015
Abstract
La relazione ripercorre lo sviluppo, tra Rinascimento e prima metà del Settecento, di tre filoni di ricerca: la messa in grammatica delle lingue volgari; la raccolta, via via sempre più ampia e sistematica, di campioni delle lingue conosciute; la descrizione di lingue esotiche, parlate da popoli venuti alla luce nell'ambito delle politiche coloniali e, soprattutto, delle iniziative missionarie dei grandi ordini religiosi. Su questa base viene elaborata una teoria della differenza delle lingue che supera, eliminandola, la vecchia impostazione unitaria (quella che Leibniz chiama vulgaris opinio Babelica), e va ad affiancare lo sviluppo di teorie libertine su possibili forme 'naturali' di civilizzazione, guardando con interesse all'affacciarsi di interrogativi su un'eventuale poligenesi dell'umanità, quali quelli avanzati dalla dottrina 'preadamitica' di Isaac de La Peyrère.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


