La Sintassi logica del linguaggio (Carnap, 1934) rappresentava tra altre cose, nelle intenzioni di Carnap, una spiegazione ed una giustificazione, alla luce degli allora recenti risultati di Gödel, di un punto di vista convenzionalista riguardo ai fondamenti della matematica e del discorso scientifico in generale. L'immagine di convenzionalismo che ne risulta è molto complessa e, per diversi aspetti, di difficile interpretazione. Una prima parte di questo lavoro sarà dedicata all'elucidazione del problema dei fondamenti per come si presentava a Carnap al momento della stesura del suo lavoro, nonché all'analisi delle posizioni filosofiche che determinano il contenuto della Sintassi e, più determinatamente, la scelta dell'opzione metalinguistica. Il metalinguaggio rappresenta infatti, nella visione di Carnap, il corretto metodo della filosofia della scienza e, più in particolare, dell'analisi del problema dei fondamenti. Una seconda sezione sarà dedicata ad enucleare i motivi per cui l'atteggiamento convenzionalista si adatta al punto di vista di un empirista, quale era Carnap, nello spiegare la nozione di analiticità o necessità logico-matematica . Le basi e le ragioni della spiegazione di tale concetto da parte di un logico neo-empirista sono chiaramente molto diverse da quelle che avrebbe fornito un empirista tradizionale. L'ultima sezione mette a confronto la posizione di Carnap, per come si è venuta delineando, con la "refutazione", da parte di Gödel, del punto di vista fondazionale espresso dalla Sintassi e del convenzionalismo in generale. La refutazione è argomentata da Gödel proprio sulla base del significato filosofico dei suoi due celebri risultati metamatematici , ed è proprio sul terreno del metalinguaggio che si gioca il confronto possibile tra le motivazioni dei due.
Carnap e il convenzionalismo semantico
Carlo Proietti
2010
Abstract
La Sintassi logica del linguaggio (Carnap, 1934) rappresentava tra altre cose, nelle intenzioni di Carnap, una spiegazione ed una giustificazione, alla luce degli allora recenti risultati di Gödel, di un punto di vista convenzionalista riguardo ai fondamenti della matematica e del discorso scientifico in generale. L'immagine di convenzionalismo che ne risulta è molto complessa e, per diversi aspetti, di difficile interpretazione. Una prima parte di questo lavoro sarà dedicata all'elucidazione del problema dei fondamenti per come si presentava a Carnap al momento della stesura del suo lavoro, nonché all'analisi delle posizioni filosofiche che determinano il contenuto della Sintassi e, più determinatamente, la scelta dell'opzione metalinguistica. Il metalinguaggio rappresenta infatti, nella visione di Carnap, il corretto metodo della filosofia della scienza e, più in particolare, dell'analisi del problema dei fondamenti. Una seconda sezione sarà dedicata ad enucleare i motivi per cui l'atteggiamento convenzionalista si adatta al punto di vista di un empirista, quale era Carnap, nello spiegare la nozione di analiticità o necessità logico-matematica . Le basi e le ragioni della spiegazione di tale concetto da parte di un logico neo-empirista sono chiaramente molto diverse da quelle che avrebbe fornito un empirista tradizionale. L'ultima sezione mette a confronto la posizione di Carnap, per come si è venuta delineando, con la "refutazione", da parte di Gödel, del punto di vista fondazionale espresso dalla Sintassi e del convenzionalismo in generale. La refutazione è argomentata da Gödel proprio sulla base del significato filosofico dei suoi due celebri risultati metamatematici , ed è proprio sul terreno del metalinguaggio che si gioca il confronto possibile tra le motivazioni dei due.| Campo DC | Valore | Lingua |
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