Nell'epoca dell'economia circolare una riflessione sulla trasformazione dei rifiuti in materie prime non può trascurare il mondo del rifiuto elettrico ed elettronico, sia per i suoi volumi economici e materiali, sia per le sue potenziali conseguenze sociali ed ambientali . La dislocazione geografica delle materie prime (litio, terre rare, ecc.) e degli impianti di produzione dei nostri oggetti elettronici di consumo ci hanno abituati all'origine remota del nostro smartphone o del nostro tablet. Ma il fatto che questa condizione venga ormai data per scontata non ci esime dal porci certe domande , soprattutto una volta appresi dati inquietanti sulle conseguenze etiche, ambientali ed economiche dell'invio dei nostri dispositivi in luoghi altrettanto remoti sotto forma di e-Waste. La normativa cui di solito si fa capo in materia di rifiuto elettronico (direttiva 2012/19/UE) non basta per comprendere il problema dei rifiuti informatici (che sono solo una parte dei RAEE). Il mondo dell'electronic and electrical engineering (EEE), richiede cicli di raccolta e smaltimento dedicati già in fase di produzione delle macchine . Ma quando queste si trasformano e-Waste propriamente detto, una parte di esse verrà recuperata e riutilizzata come materia prima (oro, argento, rame e altri metalli riassorbibili nel circuito di economia circolare delle cosiddette "miniere urbane "). Un'altra parte, non recuperabile e spesso non inerte , va invece assolutamente raccolta , tracciata e trattata : si tratta di materiale spesso cancerogeno che è oneroso da stoccare o smaltire nel rispetto delle normative ambientali tipiche di paesi a economia avanzata come quelli europei.
Pianificazione ambientale dell'e-Waste e il rapporto tra produzione e riciclo del rifiuto elettronico
Alexander Palummo
2023
Abstract
Nell'epoca dell'economia circolare una riflessione sulla trasformazione dei rifiuti in materie prime non può trascurare il mondo del rifiuto elettrico ed elettronico, sia per i suoi volumi economici e materiali, sia per le sue potenziali conseguenze sociali ed ambientali . La dislocazione geografica delle materie prime (litio, terre rare, ecc.) e degli impianti di produzione dei nostri oggetti elettronici di consumo ci hanno abituati all'origine remota del nostro smartphone o del nostro tablet. Ma il fatto che questa condizione venga ormai data per scontata non ci esime dal porci certe domande , soprattutto una volta appresi dati inquietanti sulle conseguenze etiche, ambientali ed economiche dell'invio dei nostri dispositivi in luoghi altrettanto remoti sotto forma di e-Waste. La normativa cui di solito si fa capo in materia di rifiuto elettronico (direttiva 2012/19/UE) non basta per comprendere il problema dei rifiuti informatici (che sono solo una parte dei RAEE). Il mondo dell'electronic and electrical engineering (EEE), richiede cicli di raccolta e smaltimento dedicati già in fase di produzione delle macchine . Ma quando queste si trasformano e-Waste propriamente detto, una parte di esse verrà recuperata e riutilizzata come materia prima (oro, argento, rame e altri metalli riassorbibili nel circuito di economia circolare delle cosiddette "miniere urbane "). Un'altra parte, non recuperabile e spesso non inerte , va invece assolutamente raccolta , tracciata e trattata : si tratta di materiale spesso cancerogeno che è oneroso da stoccare o smaltire nel rispetto delle normative ambientali tipiche di paesi a economia avanzata come quelli europei.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


