Global trade was severely hit in 2020, and the pandemic greatly affected one of the pillars grounding the present production model: the global logistic system and management of supply chains. In spite of similar lockdown measures for almost the entire economic system in Europe and common border restraints imposed by the various European countries, trade trends proved to react rather differently during the most critical months of the pandemic crisis.The analysis of export data expressed in «value» highlights a more irregular trend for Italy compared to Germany and the Netherlands. Yet when looking at export data expressed in «quantity» differences among countries are less evident. Besides, no country grouping clearly emerged from the analysis of export trends during the 2020 fall and the 2021 recovery.By contrast, analysis of import growth rates, whether calculated from data in «value» or in «quantity», underlines substantial differences between Euro-Mediterranean and North European countries. Italy, France and Spain recorded a greater reduction in imports in the period January-May 2020 and a better recovery in January-May 2021. The net result of such import trends over the entire period under observation is that Euro-Mediterranean countries performed worse than their North European counterparts during the pandemic. Analysis of both data expressed in «value» and in «quantity» confirms this result.Moreover, when analyzing import data by sector, a marked difference between imports of manufacturing products and imports of raw materials clearly emerges: imports of manufacturing products in Euro-Mediterranean countries almost kept pace with those in Northern Europe while, with regard to imports of raw materials, the recovery of Euro-Med countries during the first months of 2021 was largely insufficient to offset losses in previous months. In other words, during the pandemic, Euro-Mediterranean production systems experienced a sizeable reduction of primary commodity imports, compared to those in Northern Europe.Whether this under-performance can be considered the result of an even greater fall in demand for raw materials or of disruption along the supply chains and poorer logistic systems in Euro-Med countries, is a question that deserves further analysis, carried out over a longer period of time.However, what was highlighted in the chapter is fully consistent with recently emerging dynamics: during the COVID-19 pandemic, most globally integrated companies experienced input shortages for their production processes and rising costs of logistic services. Moreover, weaker production systems seem to have suffered more, in confirmation of this descriptive analysis.

Il commercio globale è stato duramente colpito nel 2020, e la pandemia ha fortemente colpito uno dei pilastri su cui si fonda l'attuale modello di produzione: il sistema logistico globale e la gestione delle catene di approvvigionamento. Nonostante le misure di blocco simili per quasi tutto il sistema economico europeo e i vincoli comuni alle frontiere imposti dai vari paesi europei, l'andamento del commercio ha reagito in modo piuttosto diverso nei mesi più critici della crisi pandemica.L'analisi dei dati di esportazione espressi in "valore" evidenzia un andamento più irregolare per l'Italia rispetto a Germania e Olanda. Tuttavia, se si guardano i dati delle esportazioni espresse in "quantità", le differenze tra i paesi sono meno evidenti. Inoltre, nessun raggruppamento di paesi emerge chiaramente dall'analisi dell'andamento delle esportazioni durante la caduta del 2020 e la ripresa del 2021.Al contrario, l'analisi dei tassi di crescita delle importazioni, sia calcolati a partire dai dati in "valore" che in "quantità", evidenzia differenze sostanziali tra i paesi euromediterranei e quelli del Nord Europa. Italia, Francia e Spagna registrano una maggiore riduzione delle importazioni nel periodo gennaio-maggio 2020 e una migliore ripresa nel gennaio-maggio 2021. Il risultato netto di tali tendenze delle importazioni per l'intero periodo di osservazione è che i paesi euromediterranei hanno avuto una performance peggiore rispetto ai loro omologhi nordeuropei durante la pandemia. L'analisi di entrambi i dati espressi in "valore" e in "quantità" conferma questo risultato.Inoltre, analizzando i dati sulle importazioni per settore, emerge chiaramente una marcata differenza tra le importazioni di prodotti manifatturieri e le importazioni di materie prime: le importazioni di prodotti manifatturieri dei paesi euromediterranei hanno quasi tenuto il passo con quelle del Nord Europa mentre, per quanto riguarda le importazioni di materie prime, la ripresa dei paesi euromediterranei nei primi mesi del 2021 è stata largamente insufficiente a compensare le perdite dei mesi precedenti. In altre parole, durante la pandemia, i sistemi produttivi euro-mediterranei hanno sperimentato una notevole riduzione delle importazioni di materie prime, rispetto a quelli del Nord Europa.Se questa sottoperformance possa essere considerata il risultato di un calo ancora maggiore della domanda di materie prime o di interruzioni lungo le catene di approvvigionamento e di sistemi logistici più poveri nei paesi euromediterranei, è una questione che merita ulteriori analisi, condotte su un periodo di tempo più lungo.Tuttavia, quanto evidenziato nel capitolo è pienamente coerente con le dinamiche emerse di recente: durante la pandemia di COVID-19, la maggior parte delle aziende integrate a livello globale ha sperimentato carenze di input per i propri processi produttivi e costi crescenti dei servizi logistici. Inoltre, i sistemi produttivi più deboli sembrano aver sofferto di più, a conferma di questa analisi descrittiva.

Trade flows and supply chain resilience in the era of the COVID pandemic

Luca Forte
Co-primo
;
Giovanni Canitano
Co-primo
2022

Abstract

Global trade was severely hit in 2020, and the pandemic greatly affected one of the pillars grounding the present production model: the global logistic system and management of supply chains. In spite of similar lockdown measures for almost the entire economic system in Europe and common border restraints imposed by the various European countries, trade trends proved to react rather differently during the most critical months of the pandemic crisis.The analysis of export data expressed in «value» highlights a more irregular trend for Italy compared to Germany and the Netherlands. Yet when looking at export data expressed in «quantity» differences among countries are less evident. Besides, no country grouping clearly emerged from the analysis of export trends during the 2020 fall and the 2021 recovery.By contrast, analysis of import growth rates, whether calculated from data in «value» or in «quantity», underlines substantial differences between Euro-Mediterranean and North European countries. Italy, France and Spain recorded a greater reduction in imports in the period January-May 2020 and a better recovery in January-May 2021. The net result of such import trends over the entire period under observation is that Euro-Mediterranean countries performed worse than their North European counterparts during the pandemic. Analysis of both data expressed in «value» and in «quantity» confirms this result.Moreover, when analyzing import data by sector, a marked difference between imports of manufacturing products and imports of raw materials clearly emerges: imports of manufacturing products in Euro-Mediterranean countries almost kept pace with those in Northern Europe while, with regard to imports of raw materials, the recovery of Euro-Med countries during the first months of 2021 was largely insufficient to offset losses in previous months. In other words, during the pandemic, Euro-Mediterranean production systems experienced a sizeable reduction of primary commodity imports, compared to those in Northern Europe.Whether this under-performance can be considered the result of an even greater fall in demand for raw materials or of disruption along the supply chains and poorer logistic systems in Euro-Med countries, is a question that deserves further analysis, carried out over a longer period of time.However, what was highlighted in the chapter is fully consistent with recently emerging dynamics: during the COVID-19 pandemic, most globally integrated companies experienced input shortages for their production processes and rising costs of logistic services. Moreover, weaker production systems seem to have suffered more, in confirmation of this descriptive analysis.
2022
Istituto di Studi sul Mediterraneo - ISMed
978-88-15-29463-0
Il commercio globale è stato duramente colpito nel 2020, e la pandemia ha fortemente colpito uno dei pilastri su cui si fonda l'attuale modello di produzione: il sistema logistico globale e la gestione delle catene di approvvigionamento. Nonostante le misure di blocco simili per quasi tutto il sistema economico europeo e i vincoli comuni alle frontiere imposti dai vari paesi europei, l'andamento del commercio ha reagito in modo piuttosto diverso nei mesi più critici della crisi pandemica.L'analisi dei dati di esportazione espressi in "valore" evidenzia un andamento più irregolare per l'Italia rispetto a Germania e Olanda. Tuttavia, se si guardano i dati delle esportazioni espresse in "quantità", le differenze tra i paesi sono meno evidenti. Inoltre, nessun raggruppamento di paesi emerge chiaramente dall'analisi dell'andamento delle esportazioni durante la caduta del 2020 e la ripresa del 2021.Al contrario, l'analisi dei tassi di crescita delle importazioni, sia calcolati a partire dai dati in "valore" che in "quantità", evidenzia differenze sostanziali tra i paesi euromediterranei e quelli del Nord Europa. Italia, Francia e Spagna registrano una maggiore riduzione delle importazioni nel periodo gennaio-maggio 2020 e una migliore ripresa nel gennaio-maggio 2021. Il risultato netto di tali tendenze delle importazioni per l'intero periodo di osservazione è che i paesi euromediterranei hanno avuto una performance peggiore rispetto ai loro omologhi nordeuropei durante la pandemia. L'analisi di entrambi i dati espressi in "valore" e in "quantità" conferma questo risultato.Inoltre, analizzando i dati sulle importazioni per settore, emerge chiaramente una marcata differenza tra le importazioni di prodotti manifatturieri e le importazioni di materie prime: le importazioni di prodotti manifatturieri dei paesi euromediterranei hanno quasi tenuto il passo con quelle del Nord Europa mentre, per quanto riguarda le importazioni di materie prime, la ripresa dei paesi euromediterranei nei primi mesi del 2021 è stata largamente insufficiente a compensare le perdite dei mesi precedenti. In altre parole, durante la pandemia, i sistemi produttivi euro-mediterranei hanno sperimentato una notevole riduzione delle importazioni di materie prime, rispetto a quelli del Nord Europa.Se questa sottoperformance possa essere considerata il risultato di un calo ancora maggiore della domanda di materie prime o di interruzioni lungo le catene di approvvigionamento e di sistemi logistici più poveri nei paesi euromediterranei, è una questione che merita ulteriori analisi, condotte su un periodo di tempo più lungo.Tuttavia, quanto evidenziato nel capitolo è pienamente coerente con le dinamiche emerse di recente: durante la pandemia di COVID-19, la maggior parte delle aziende integrate a livello globale ha sperimentato carenze di input per i propri processi produttivi e costi crescenti dei servizi logistici. Inoltre, i sistemi produttivi più deboli sembrano aver sofferto di più, a conferma di questa analisi descrittiva.
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