Questo lavoro fa riferimento ad alcuni esempi reali di comunicazione online (non necessariamente in ambito medico) per mostrare come un’adeguata comprensione della disinformazione non possa limitarsi ad analizzare le false notizie come oggetti indipendenti, bensì richieda l’integrazione di altri due aspetti: le pratiche epistemiche e le modalità comunicative adottate dagli attori del dibattito, e la rete di rapporti sociali (spesso creati e mediati dalla tecnologia) in cui tali dibattiti si realizzano. Anche perché in letteratura la principale diagnosi su ciò che crea corto circuiti nella nostra gestione dei flussi informativi punta il dito spesso sulla quantità di informazione messa a disposizione dalle nuove tecnologie, piuttosto che sulla qualità della stessa (Hemp, 2009; Gleick, 2011). Né è risolto il dibattitto sull’efficacia o meno dei tentativi di fare debunking, cioè di porre rimedio agli errori di ragionamento più evidenti nelle nostre ricerche di informazioni online (Lewandowsky et al., 2012; Chan et al., 2017).

False notizie, cattivi esempi e amicizie pericolose: su alcune inside dei dibattiti online

Fabio Paglieri
Primo
2020

Abstract

Questo lavoro fa riferimento ad alcuni esempi reali di comunicazione online (non necessariamente in ambito medico) per mostrare come un’adeguata comprensione della disinformazione non possa limitarsi ad analizzare le false notizie come oggetti indipendenti, bensì richieda l’integrazione di altri due aspetti: le pratiche epistemiche e le modalità comunicative adottate dagli attori del dibattito, e la rete di rapporti sociali (spesso creati e mediati dalla tecnologia) in cui tali dibattiti si realizzano. Anche perché in letteratura la principale diagnosi su ciò che crea corto circuiti nella nostra gestione dei flussi informativi punta il dito spesso sulla quantità di informazione messa a disposizione dalle nuove tecnologie, piuttosto che sulla qualità della stessa (Hemp, 2009; Gleick, 2011). Né è risolto il dibattitto sull’efficacia o meno dei tentativi di fare debunking, cioè di porre rimedio agli errori di ragionamento più evidenti nelle nostre ricerche di informazioni online (Lewandowsky et al., 2012; Chan et al., 2017).
2020
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - ISTC
9788846758736
disinformazione, comunicazione medica
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/518512
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