Se il patrimonio culturale, nelle molteplici manifestazioni in cui esso si esprime, costituisce una delle risorse fondamentali per l’intera umanità, mettere in atto strategie di salvaguardia e valorizzazione adeguate rappresenta senza dubbio una delle sfide più grandi che attendono chi a vario titolo si occupa di Cultural Heritage. Mettere in atto strategie di comunicazione e di coinvolgimento capaci di innescare processi di apprendimento efficaci, nella misura in cui rendono accessibili ad un pubblico diversificato contenuti talvolta estremamente complessi, rappresenta uno dei contributi più rilevanti che la ricerca scientifica sul patrimonio culturale può oggi fornire e sta al fondo di linee di tendenza che inspirano la public history e la public archaeology. Il contributo intende illustrare i risultati conseguiti in AUGuSTUS un progetto di ricerca finanziato nell’ambito dell’Azione 1.1.5 del Po-FERS Sicilia 2014-2020, di cui l’ISPC-CNR ha svolto il ruolo di partner scientifico e volto a mettere in atto strategie di storytelling culturale attraverso la realizzazione di un serious game. Vestendo i panni di due giovani gamers, potenziali coetanei di tanti ragazzi che frequentano i nostri istituti scolastici e cogliendo le sfide che l’imperatore romano Augustus proporrà loro, diventa possibile compiere un viaggio di esplorazione attraverso alcuni fra i più significativi siti culturali della regione siciliana (Villa romana del Casale, Valle dei Templi di Agrigento, Teatro antico di Taormina, Complesso di Santa Caterina d’Alessandria a Palermo), accuratamente ricreati in un ambiente virtuale tridimensionale e chiamati a svolgere il ruolo di un inedito e originale contesto di apprendimento. Esplorazione, risoluzione di enigmi, fruizione di contenuti multimediali diventano pertanto stimolo per la conoscenza delle società del passato, contribuendo con l’educazione alla formazione di quelle “comunità di patrimonio” verso le quali la stessa Unione Europea richiama l’attenzione.
Apprendere (video)giocando. Patrimonio culturale e gamification nell’esperienza del progetto AUGUSTuS
Malfitana D.;Mazzaglia A.;Indelicato M.;Cerasa F.;Longhitano L.
2024
Abstract
Se il patrimonio culturale, nelle molteplici manifestazioni in cui esso si esprime, costituisce una delle risorse fondamentali per l’intera umanità, mettere in atto strategie di salvaguardia e valorizzazione adeguate rappresenta senza dubbio una delle sfide più grandi che attendono chi a vario titolo si occupa di Cultural Heritage. Mettere in atto strategie di comunicazione e di coinvolgimento capaci di innescare processi di apprendimento efficaci, nella misura in cui rendono accessibili ad un pubblico diversificato contenuti talvolta estremamente complessi, rappresenta uno dei contributi più rilevanti che la ricerca scientifica sul patrimonio culturale può oggi fornire e sta al fondo di linee di tendenza che inspirano la public history e la public archaeology. Il contributo intende illustrare i risultati conseguiti in AUGuSTUS un progetto di ricerca finanziato nell’ambito dell’Azione 1.1.5 del Po-FERS Sicilia 2014-2020, di cui l’ISPC-CNR ha svolto il ruolo di partner scientifico e volto a mettere in atto strategie di storytelling culturale attraverso la realizzazione di un serious game. Vestendo i panni di due giovani gamers, potenziali coetanei di tanti ragazzi che frequentano i nostri istituti scolastici e cogliendo le sfide che l’imperatore romano Augustus proporrà loro, diventa possibile compiere un viaggio di esplorazione attraverso alcuni fra i più significativi siti culturali della regione siciliana (Villa romana del Casale, Valle dei Templi di Agrigento, Teatro antico di Taormina, Complesso di Santa Caterina d’Alessandria a Palermo), accuratamente ricreati in un ambiente virtuale tridimensionale e chiamati a svolgere il ruolo di un inedito e originale contesto di apprendimento. Esplorazione, risoluzione di enigmi, fruizione di contenuti multimediali diventano pertanto stimolo per la conoscenza delle società del passato, contribuendo con l’educazione alla formazione di quelle “comunità di patrimonio” verso le quali la stessa Unione Europea richiama l’attenzione.File | Dimensione | Formato | |
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