Il complesso di San Pietro in Bevagna si trova nel territorio provinciale di Taranto nel tratto di costa ad est capoluogo; consta di una torre a base stellata a quattro punte le cui attuali forme sono da far risalire tra la fine del XVI secolo e gli inizi del successivo. Agli inizi del XX secolo fu addossata alla torre una chiesa, ad aula unica, in uno stile “neo-romanico”. Le prime notizie del complesso si fanno risalire alla seconda metà del XV secolo, dove sul sito è segnalato un piccolo edificio legato ad attività agricole di proprietà dei monaci del Monastero di San Lorenzo di Aversa con annessa, probabilmente, una piccola cappella. Tale ubicazione è provata dalla presenza nelle carte della prima metà del XV secolo di un sito denominato “S. Pietro”. Nel 1578 la struttura fu acquistata dalla Regia Corte di Napoli che avviò i lavori di trasformazione che furono completati, probabilmente, intorno al 1656, dando al complesso il caratteristico aspetto “a cappello di prete” con puntoni a lancia angolari, di cui troviamo numerosi esempi nelle architetture fortificate pugliesi tra XVI e XVII secolo. L’importanza della torre costiera è data, oltre che dalla sua dimensione, che la rende la più grande tra quelle presenti sul litorale ionico, dalle notizie storiche e dalla “legenda” che la vedeva sorta sul luogo dove, secondo la tradizione, sbarcò l’apostolo Pietro proveniente dalla Terra Santa. A seguito di tale notizia sul finire del XVIII secolo e inizi del successivo, venuta sostanzialmente meno la funzione cui la torre era stata concepita, la parte basamentale fu trasformata per ricavare al suo interno un’aula absidata quale luogo di culto e trasformando il vano dell’originale cisterna in uno pseudo “antico sacello paleocristiano”. Il nostro contributo è finalizzato per creare una serie di modelli 3D per meglio visualizzare e narrare le vicende costruttive della torre costiera.

La Torre costiera di San Pietro in Bevagna (TA-ITA). Genesi tra leggenda e realtà

MENCONERO, SOFIA
2016

Abstract

Il complesso di San Pietro in Bevagna si trova nel territorio provinciale di Taranto nel tratto di costa ad est capoluogo; consta di una torre a base stellata a quattro punte le cui attuali forme sono da far risalire tra la fine del XVI secolo e gli inizi del successivo. Agli inizi del XX secolo fu addossata alla torre una chiesa, ad aula unica, in uno stile “neo-romanico”. Le prime notizie del complesso si fanno risalire alla seconda metà del XV secolo, dove sul sito è segnalato un piccolo edificio legato ad attività agricole di proprietà dei monaci del Monastero di San Lorenzo di Aversa con annessa, probabilmente, una piccola cappella. Tale ubicazione è provata dalla presenza nelle carte della prima metà del XV secolo di un sito denominato “S. Pietro”. Nel 1578 la struttura fu acquistata dalla Regia Corte di Napoli che avviò i lavori di trasformazione che furono completati, probabilmente, intorno al 1656, dando al complesso il caratteristico aspetto “a cappello di prete” con puntoni a lancia angolari, di cui troviamo numerosi esempi nelle architetture fortificate pugliesi tra XVI e XVII secolo. L’importanza della torre costiera è data, oltre che dalla sua dimensione, che la rende la più grande tra quelle presenti sul litorale ionico, dalle notizie storiche e dalla “legenda” che la vedeva sorta sul luogo dove, secondo la tradizione, sbarcò l’apostolo Pietro proveniente dalla Terra Santa. A seguito di tale notizia sul finire del XVIII secolo e inizi del successivo, venuta sostanzialmente meno la funzione cui la torre era stata concepita, la parte basamentale fu trasformata per ricavare al suo interno un’aula absidata quale luogo di culto e trasformando il vano dell’originale cisterna in uno pseudo “antico sacello paleocristiano”. Il nostro contributo è finalizzato per creare una serie di modelli 3D per meglio visualizzare e narrare le vicende costruttive della torre costiera.
2016
Istituto di Scienze del Patrimonio Culturale - ISPC
9788896080603
torri costiere
Taranto
Manduria
San Pietro in Bevagna
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/550000
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