Il saggio ricostruisce l’origine e lo sviluppo storico dell’anamorfosi, tecnica figurativa fondata sulla manipolazione prospettica dell’immagine e sulla sua percezione da un punto di vista privilegiato. A partire dall’etimologia greca del termine – che rimanda all’idea di trasformazione e rigenerazione – il testo analizza le prime testimonianze rinascimentali (Piero della Francesca, Leonardo da Vinci) fino alla codificazione barocca operata da autori come Athanasius Kircher, Jean François Niceron e Gaspar Schott, che inserirono l’anamorfosi nel contesto scientifico e spirituale dell’epoca. Attraverso esempi emblematici – come Gli Ambasciatori di Holbein o le pitture murali dei conventi romani dei Minimi – il saggio distingue le varie tipologie di anamorfosi (lineari, catottriche, tabula scalata) e ne illustra i procedimenti geometrici, gli strumenti ottici e le implicazioni simboliche. Infine, viene esplorata la relazione tra anamorfosi e quadrature barocche, con particolare attenzione all’opera di Andrea Pozzo, a testimonianza dell’intreccio tra arte, scienza e teologia nella rappresentazione illusoria dello spazio.
Illusioni e distorsioni. Origine e affermazione delle anamorfosi
Sofia Menconero
2024
Abstract
Il saggio ricostruisce l’origine e lo sviluppo storico dell’anamorfosi, tecnica figurativa fondata sulla manipolazione prospettica dell’immagine e sulla sua percezione da un punto di vista privilegiato. A partire dall’etimologia greca del termine – che rimanda all’idea di trasformazione e rigenerazione – il testo analizza le prime testimonianze rinascimentali (Piero della Francesca, Leonardo da Vinci) fino alla codificazione barocca operata da autori come Athanasius Kircher, Jean François Niceron e Gaspar Schott, che inserirono l’anamorfosi nel contesto scientifico e spirituale dell’epoca. Attraverso esempi emblematici – come Gli Ambasciatori di Holbein o le pitture murali dei conventi romani dei Minimi – il saggio distingue le varie tipologie di anamorfosi (lineari, catottriche, tabula scalata) e ne illustra i procedimenti geometrici, gli strumenti ottici e le implicazioni simboliche. Infine, viene esplorata la relazione tra anamorfosi e quadrature barocche, con particolare attenzione all’opera di Andrea Pozzo, a testimonianza dell’intreccio tra arte, scienza e teologia nella rappresentazione illusoria dello spazio.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


