L’articolo si interroga sul rapporto tra noi e gli altri e sullo spirito critico che rischiamo di perdere quando cediamo a certe narrazioni della realtà. Occorre, inoltre, ripensare alla libertà. Fromm alla “libertà da” aveva dato connotazione negativa, mentre alla “libertà di” aveva fornito una connotazione positiva. Invece, l’esercizio di “libertà per” sottende alla responsabilità per qualcun altro. In un’era dove il virtuale, a causa della distanza imposta dai vari lockdown, ha preso sempre più il sopravvento, l’altro è divenuto, al contempo, vicino e ancora più distante. Vicino grazie alla tecnologia; distante a causa della tecnologia, ma per motivi differenti. La vicinanza è nella possibilità di interazione con gente sempre più fisicamente distante. La distanza fisica, invece, rischia di alienarci sempre di più e a vedere l’altro da sé sempre più emotivamente distante; il rischio è una minore empatia e una minore attenzione ai problemi sociali. Antigone e Creonte sono echi del nostro io sempre più in frantumi in questo nuovo mondo sempre più virtuale; o meglio: lo sono se non sappiamo bilanciarli e comprendere quando ascoltare l’una o l’altro; ovvero ad ascoltarci per davvero, ritrovando la nostra unità attraverso echi che ci vogliono sempre più frantumati in una miriade di narrazioni della realtà che ci allontanano da quella emotività e da quella empatia che sottende all’inclusione. “Libertà per” è essere responsabili per qualcun altro; e lo si è a partire da una relazione, quando siamo in relazione e non in frantumi; e riscopriamo l’altro per come è, nella sua autenticità, al di là di ogni narrazione.
Narciso in frantumi. La riscoperta dell’altro. Riflessioni tra Antigone e Creonte
Stefania Lombardi
2022
Abstract
L’articolo si interroga sul rapporto tra noi e gli altri e sullo spirito critico che rischiamo di perdere quando cediamo a certe narrazioni della realtà. Occorre, inoltre, ripensare alla libertà. Fromm alla “libertà da” aveva dato connotazione negativa, mentre alla “libertà di” aveva fornito una connotazione positiva. Invece, l’esercizio di “libertà per” sottende alla responsabilità per qualcun altro. In un’era dove il virtuale, a causa della distanza imposta dai vari lockdown, ha preso sempre più il sopravvento, l’altro è divenuto, al contempo, vicino e ancora più distante. Vicino grazie alla tecnologia; distante a causa della tecnologia, ma per motivi differenti. La vicinanza è nella possibilità di interazione con gente sempre più fisicamente distante. La distanza fisica, invece, rischia di alienarci sempre di più e a vedere l’altro da sé sempre più emotivamente distante; il rischio è una minore empatia e una minore attenzione ai problemi sociali. Antigone e Creonte sono echi del nostro io sempre più in frantumi in questo nuovo mondo sempre più virtuale; o meglio: lo sono se non sappiamo bilanciarli e comprendere quando ascoltare l’una o l’altro; ovvero ad ascoltarci per davvero, ritrovando la nostra unità attraverso echi che ci vogliono sempre più frantumati in una miriade di narrazioni della realtà che ci allontanano da quella emotività e da quella empatia che sottende all’inclusione. “Libertà per” è essere responsabili per qualcun altro; e lo si è a partire da una relazione, quando siamo in relazione e non in frantumi; e riscopriamo l’altro per come è, nella sua autenticità, al di là di ogni narrazione.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


