Mentre in ambito urbano alcuni modelli di evoluzione tecnologica consentono una certa continuità con modelli di sviluppo precedenti, in ambito rurale il salto dalla meccanizzazione alla digitalizzazione potrebbe portare ad una rottura radicale con il passato e conseguente perdita del know-how legato al patrimonio agrosilvopastorale. Allo spopolamento della campagna dal 2° dopoguerra in poi segue ora il cambio di destinazioni d'uso dovuto all'elevato fabbisogno energetico di tutte le tecnologie che si stanno implementando e interconnettendo. Tali problematiche tecniche e di approvvigionamento delle risorse trovano un argine nella normativa UE contro l’obsolescenza programmata; tuttavia questa normativa potrebbe non essere sufficiente per superare le conseguenze dell’elevata conflittualità internazionale prossima ventura. Infatti, in uno scenario ipotetico di concorrenza tra suolo agricolo riconvertito alla produzione energetica e suolo da destinarsi alla produzione alimentare umana e animale, efficientare al massimo quest’ultima filiera con l'agricoltura di precisione potrebbe sembrare una soluzione vincente. Tuttavia, per non farci cogliere impreparati dalle eventualità peggiori che potrebbero seguire all'acuirsi delle conflittualità internazionali, dobbiamo ricordare che il mondo occidentale, ed europeo in particolare, si trova ormai in una situazione di pressoché totale dipendenza da altri continenti per l'approvvigionamento di terre rare, nonché per il know-how inerente la progettazione e realizzazione di componentistica la cui produzione è stata da tempo delocalizzata anche per motivi economici. A fronte di un tale livello di incertezza, e delle conseguenze che possono seguire a decisioni non la pianificazione rurale potrebbe valutare un approccio innovativo misto improntato, da un lato, all'apertura verso il progresso tecnologico e, dall'altro, alla preservazione di spazi fisici di valorizzazione storico-patrimoniale. Si propongono pertanto i seguenti principi ispiratori: cautela decisionale e minimalismo digitale.

Risposte rurali alle crisi globali: dalla delocalizzazione delle risorse alla sobrietà digitale

alexander palummo
Primo
2025

Abstract

Mentre in ambito urbano alcuni modelli di evoluzione tecnologica consentono una certa continuità con modelli di sviluppo precedenti, in ambito rurale il salto dalla meccanizzazione alla digitalizzazione potrebbe portare ad una rottura radicale con il passato e conseguente perdita del know-how legato al patrimonio agrosilvopastorale. Allo spopolamento della campagna dal 2° dopoguerra in poi segue ora il cambio di destinazioni d'uso dovuto all'elevato fabbisogno energetico di tutte le tecnologie che si stanno implementando e interconnettendo. Tali problematiche tecniche e di approvvigionamento delle risorse trovano un argine nella normativa UE contro l’obsolescenza programmata; tuttavia questa normativa potrebbe non essere sufficiente per superare le conseguenze dell’elevata conflittualità internazionale prossima ventura. Infatti, in uno scenario ipotetico di concorrenza tra suolo agricolo riconvertito alla produzione energetica e suolo da destinarsi alla produzione alimentare umana e animale, efficientare al massimo quest’ultima filiera con l'agricoltura di precisione potrebbe sembrare una soluzione vincente. Tuttavia, per non farci cogliere impreparati dalle eventualità peggiori che potrebbero seguire all'acuirsi delle conflittualità internazionali, dobbiamo ricordare che il mondo occidentale, ed europeo in particolare, si trova ormai in una situazione di pressoché totale dipendenza da altri continenti per l'approvvigionamento di terre rare, nonché per il know-how inerente la progettazione e realizzazione di componentistica la cui produzione è stata da tempo delocalizzata anche per motivi economici. A fronte di un tale livello di incertezza, e delle conseguenze che possono seguire a decisioni non la pianificazione rurale potrebbe valutare un approccio innovativo misto improntato, da un lato, all'apertura verso il progresso tecnologico e, dall'altro, alla preservazione di spazi fisici di valorizzazione storico-patrimoniale. Si propongono pertanto i seguenti principi ispiratori: cautela decisionale e minimalismo digitale.
2025
Istituto per la BioEconomia - IBE
9788899237714
aree agricole periurbane, agricoltura di precisione, risorse non rinnovabili
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/563881
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