Negli ultimi decenni, la valorizzazione del patrimonio culturale è stata sempre più ricondotta a logiche economiche e turistiche, con il rischio di ridurne la portata simbolica, civica e partecipativa. Muovendo da una critica a questa prospettiva utilitaristica, il contributo propone una lettura del patrimonio come costruzione collettiva, spazio di riconoscimento e dispositivo di cittadinanza attiva. In tale quadro, il patrimonio costruito sotterraneo (Underground Built Heritage, UBH) viene interpretato non come semplice oggetto di tutela o attrazione turistica, ma come risorsa relazionale e generativa, capace di attivare processi di rigenerazione territoriale, innovazione sociale e costruzione di valore pubblico. Il saggio analizza il caso di Camerano, piccolo centro marchigiano caratterizzato da un esteso e stratificato sistema ipogeo, assunto come living lab nell’ambito dell’Azione COST Underground Built Heritage as Catalyser for Community Valorisation (Underground4Value, 2019–2023). Attraverso un approccio qualitativo e partecipativo, fondato su ricerca-azione, laboratori collaborativi, indagini sul campo e analisi storico-documentale, il contributo ricostruisce il percorso di sperimentazione della Strategic Transition Practice (STP), modello metodologico sviluppato per accompagnare comunità e attori locali in processi condivisi di valorizzazione sostenibile del patrimonio. L’esperienza di Camerano mostra come il valore del patrimonio ipogeo non risieda esclusivamente nelle sue componenti materiali, ma emerga dall’intreccio tra memorie, identità, interpretazioni simboliche e pratiche sociali. Il caso evidenzia inoltre come la partecipazione attiva delle comunità, il dialogo tra saperi esperti e conoscenze situate e la costruzione di governance inclusive rappresentino condizioni essenziali per trasformare l’UBH in infrastruttura civica e catalizzatore di sviluppo sostenibile. Camerano si configura così come un caso emblematico per ripensare il patrimonio non solo come bene da conservare, ma come soggetto attivo di innovazione territoriale.
Camerano tra identità e valore, Il ruolo del patrimonio costruito sotterraneo
Giuseppe Pace
2025
Abstract
Negli ultimi decenni, la valorizzazione del patrimonio culturale è stata sempre più ricondotta a logiche economiche e turistiche, con il rischio di ridurne la portata simbolica, civica e partecipativa. Muovendo da una critica a questa prospettiva utilitaristica, il contributo propone una lettura del patrimonio come costruzione collettiva, spazio di riconoscimento e dispositivo di cittadinanza attiva. In tale quadro, il patrimonio costruito sotterraneo (Underground Built Heritage, UBH) viene interpretato non come semplice oggetto di tutela o attrazione turistica, ma come risorsa relazionale e generativa, capace di attivare processi di rigenerazione territoriale, innovazione sociale e costruzione di valore pubblico. Il saggio analizza il caso di Camerano, piccolo centro marchigiano caratterizzato da un esteso e stratificato sistema ipogeo, assunto come living lab nell’ambito dell’Azione COST Underground Built Heritage as Catalyser for Community Valorisation (Underground4Value, 2019–2023). Attraverso un approccio qualitativo e partecipativo, fondato su ricerca-azione, laboratori collaborativi, indagini sul campo e analisi storico-documentale, il contributo ricostruisce il percorso di sperimentazione della Strategic Transition Practice (STP), modello metodologico sviluppato per accompagnare comunità e attori locali in processi condivisi di valorizzazione sostenibile del patrimonio. L’esperienza di Camerano mostra come il valore del patrimonio ipogeo non risieda esclusivamente nelle sue componenti materiali, ma emerga dall’intreccio tra memorie, identità, interpretazioni simboliche e pratiche sociali. Il caso evidenzia inoltre come la partecipazione attiva delle comunità, il dialogo tra saperi esperti e conoscenze situate e la costruzione di governance inclusive rappresentino condizioni essenziali per trasformare l’UBH in infrastruttura civica e catalizzatore di sviluppo sostenibile. Camerano si configura così come un caso emblematico per ripensare il patrimonio non solo come bene da conservare, ma come soggetto attivo di innovazione territoriale.| File | Dimensione | Formato | |
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