L’urgenza e la complessità della crisi climatica e ambientale richiedono una profonda riflessione sulla necessità di avviare un percorso concreto di decarbonizzazione a partire dal settore energetico. Secondo numerosi studiosi ed esperti, l'idrogeno verde potrebbe giocare un ruolo fondamentale in questo processo, grazie alla sua capacità di ridurre le emissioni di gas climalteranti in diversi settori, come l'industria pesante, la mobilità e le tecnologie domestiche. Il presente studio intende, pertanto, presentare un'analisi di due casi di studio in cui si sta cercando di creare le condizioni per l'utilizzo dell'idrogeno a livello locale, con l'obiettivo di sviluppare un'economia basata su questo vettore energetico: Capo d'Orlando, dove i tecnici esperti del CNR-ITAE hanno realizzato una stazione di rifornimento di idrogeno verde, e Stara Zagora, in Bulgaria, dove il nostro istituto è coinvolto nel progetto H2START con l'Università della Tracia per la realizzazione di un centro di eccellenza per la ricerca sull'idrogeno verde. La metodologia della ricerca, che è ancora in corso, include tre step principali: a) la realizzazione di una context analysis attraverso il metodo della quadruple helix (Grundel & Dahlström, 2016), utile a mappare i principali stakeholder politici, economici, sociali e della ricerca che operano nei due contesti presi in esame, nonché le loro connessioni e interazioni; b) la conduzione di interviste semi-strutturate al fine di comprendere il punto di vista di questi attori sull’idrogeno, facendo emergere possibili sfide e soluzioni per la sua diffusione. Le interviste vengono analizzate e codificate con l'ausilio del software di content analysis MAXQDA, tenendo conto delle categorie predisposte dai modelli di SWOT e PESTLE analysis; c) infine, anche se ancora in fase di organizzazione e pianificazione, verranno realizzati processi partecipativi nell'ambito del metodo della co-creation, attraverso gli strumenti del World Café meeting e del focus group. L'obiettivo è quello di coinvolgere in modo proattivo gli stakeholder con background differenti e di incoraggiarli a discutere più approfonditamente alcuni degli ostacoli e delle soluzioni per la creazione di un'economia locale basata sull'idrogeno emersi dalle interviste precedenti. I risultati iniziali che emergono delle interviste con gli stakeholder locali, mettono in luce gli immaginari sociotecnici con riferimento ai due casi studio considerati, che possono essere ricondotti e collegati ai concetti di "possibilità" e "declino". Il primo è inteso come prefigurazione di possibili progettazioni e pratiche in cui le infrastrutture esaminate sperimentano logiche di relazione con il lavoro umano, la conoscenza, il territorio, la cittadinanza e l'ambiente. In questo senso, emergono dalle interviste nuove possibilità legate alla diffusione dell’idrogeno nelle comunità considerate: posti di lavoro “verdi”, salubri e più stabili dal punto di vista reddituale; opportunità di investimento per le imprese locali, che potrebbero risultare in un aumento dell’occupazione; l’occasione per un maggiore coinvolgimento popolazione locale per formare una cittadinanza più consapevole, informata e preparata; la riduzione delle emissioni di gas climalteranti in alcuni settori industriali e nella mobilità pubblica e privata, in una prospettiva più rispettosa dell’ambiente. Il secondo concetto, il declino, si riferisce alle tecnologie e alle infrastrutture di un sistema socio-tecnico consolidato il cui superamento, inevitabile, può generare tensioni sociali. Ad esempio, a Stara Zagora si sono create numerose conflittualità attorno al tema della transizione energetica dal carbone alle fonti rinnovabili e, quindi, anche all'idrogeno verde. Queste dipendono principalmente dai sindacati e dalle multinazionali del settore, che non vorrebbero mettere in discussione le proprie posizioni di potere. Inoltre, i movimenti e i partiti storicamente contrari alla transizione verso le fonti energetiche sostenibili utilizzano una comunicazione populista per intercettare il consenso dei lavoratori delle miniere, già preoccupati per la paura di perdere il loro posto di lavoro. In aggiunta, sono emersi dalle nostre interazioni con gli stakeholder anche una serie di ostacoli comuni ai due contesti analizzati per la realizzazione di queste visioni di economia locale legata all’idrogeno: in campo economico, i costi eccessivi dell’idrogeno e delle sue tecnologie e la non prontezza del relativo mercato. In ambito normativo, la mancanza di chiarezza e completezza del quadro regolativo sull’idrogeno e l'eccesso di burocrazia connesso alle sue tecnologie. Sul piano sociale, il basso livello di conoscenza e consapevolezza delle tecnologie energetiche legate all’idrogeno. Gli incontri di co-creation, come detto in fase di pianificazione, potranno rivelarsi utili per comprendere quali strumenti possono essere ritenuti efficaci per affrontare e superare queste barriere.

La realizzazione di un’economia locale dell’idrogeno tra visioni di “possibilità” e scenari di “declino”: un’analisi di due casi studio

Raffaele Albanese;Agatino Nicita
2026

Abstract

L’urgenza e la complessità della crisi climatica e ambientale richiedono una profonda riflessione sulla necessità di avviare un percorso concreto di decarbonizzazione a partire dal settore energetico. Secondo numerosi studiosi ed esperti, l'idrogeno verde potrebbe giocare un ruolo fondamentale in questo processo, grazie alla sua capacità di ridurre le emissioni di gas climalteranti in diversi settori, come l'industria pesante, la mobilità e le tecnologie domestiche. Il presente studio intende, pertanto, presentare un'analisi di due casi di studio in cui si sta cercando di creare le condizioni per l'utilizzo dell'idrogeno a livello locale, con l'obiettivo di sviluppare un'economia basata su questo vettore energetico: Capo d'Orlando, dove i tecnici esperti del CNR-ITAE hanno realizzato una stazione di rifornimento di idrogeno verde, e Stara Zagora, in Bulgaria, dove il nostro istituto è coinvolto nel progetto H2START con l'Università della Tracia per la realizzazione di un centro di eccellenza per la ricerca sull'idrogeno verde. La metodologia della ricerca, che è ancora in corso, include tre step principali: a) la realizzazione di una context analysis attraverso il metodo della quadruple helix (Grundel & Dahlström, 2016), utile a mappare i principali stakeholder politici, economici, sociali e della ricerca che operano nei due contesti presi in esame, nonché le loro connessioni e interazioni; b) la conduzione di interviste semi-strutturate al fine di comprendere il punto di vista di questi attori sull’idrogeno, facendo emergere possibili sfide e soluzioni per la sua diffusione. Le interviste vengono analizzate e codificate con l'ausilio del software di content analysis MAXQDA, tenendo conto delle categorie predisposte dai modelli di SWOT e PESTLE analysis; c) infine, anche se ancora in fase di organizzazione e pianificazione, verranno realizzati processi partecipativi nell'ambito del metodo della co-creation, attraverso gli strumenti del World Café meeting e del focus group. L'obiettivo è quello di coinvolgere in modo proattivo gli stakeholder con background differenti e di incoraggiarli a discutere più approfonditamente alcuni degli ostacoli e delle soluzioni per la creazione di un'economia locale basata sull'idrogeno emersi dalle interviste precedenti. I risultati iniziali che emergono delle interviste con gli stakeholder locali, mettono in luce gli immaginari sociotecnici con riferimento ai due casi studio considerati, che possono essere ricondotti e collegati ai concetti di "possibilità" e "declino". Il primo è inteso come prefigurazione di possibili progettazioni e pratiche in cui le infrastrutture esaminate sperimentano logiche di relazione con il lavoro umano, la conoscenza, il territorio, la cittadinanza e l'ambiente. In questo senso, emergono dalle interviste nuove possibilità legate alla diffusione dell’idrogeno nelle comunità considerate: posti di lavoro “verdi”, salubri e più stabili dal punto di vista reddituale; opportunità di investimento per le imprese locali, che potrebbero risultare in un aumento dell’occupazione; l’occasione per un maggiore coinvolgimento popolazione locale per formare una cittadinanza più consapevole, informata e preparata; la riduzione delle emissioni di gas climalteranti in alcuni settori industriali e nella mobilità pubblica e privata, in una prospettiva più rispettosa dell’ambiente. Il secondo concetto, il declino, si riferisce alle tecnologie e alle infrastrutture di un sistema socio-tecnico consolidato il cui superamento, inevitabile, può generare tensioni sociali. Ad esempio, a Stara Zagora si sono create numerose conflittualità attorno al tema della transizione energetica dal carbone alle fonti rinnovabili e, quindi, anche all'idrogeno verde. Queste dipendono principalmente dai sindacati e dalle multinazionali del settore, che non vorrebbero mettere in discussione le proprie posizioni di potere. Inoltre, i movimenti e i partiti storicamente contrari alla transizione verso le fonti energetiche sostenibili utilizzano una comunicazione populista per intercettare il consenso dei lavoratori delle miniere, già preoccupati per la paura di perdere il loro posto di lavoro. In aggiunta, sono emersi dalle nostre interazioni con gli stakeholder anche una serie di ostacoli comuni ai due contesti analizzati per la realizzazione di queste visioni di economia locale legata all’idrogeno: in campo economico, i costi eccessivi dell’idrogeno e delle sue tecnologie e la non prontezza del relativo mercato. In ambito normativo, la mancanza di chiarezza e completezza del quadro regolativo sull’idrogeno e l'eccesso di burocrazia connesso alle sue tecnologie. Sul piano sociale, il basso livello di conoscenza e consapevolezza delle tecnologie energetiche legate all’idrogeno. Gli incontri di co-creation, come detto in fase di pianificazione, potranno rivelarsi utili per comprendere quali strumenti possono essere ritenuti efficaci per affrontare e superare queste barriere.
2026
Istituto di Tecnologie Avanzate per l'Energia - ITAE
Stakeholder engagement; Co-creation; Social acceptance; Green hydrogen; Socio-technical imaginaries.
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/574685
 Attenzione

Attenzione! I dati visualizzati non sono stati sottoposti a validazione da parte dell'ente

Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact