Il capitolo IV della Scienza nuova del 1725, intitolato «Ragione delle pruove», costituisce un passaggio cruciale nel sistema vichiano, collegando i princìpi delle lingue con il corso delle nazioni. Vico vi stabilisce per la prima volta il nesso inscindibile tra la «pratica» e le «pruove», intese non come semplici evidenze empiriche, ma come forme di conferma razionale e storica della verità. Le «pruove» assumono un ruolo metodologico centrale, distinguendosi in prove filosofiche, filologiche, fisiche e morali, e vengono poste in funzione della dimostrazione dei princìpi dell’umanità e dell’origine delle istituzioni civili. Il capitolo anticipa il tema vichiano della decadenza e del ritorno delle civiltà, legando la stabilità storica alla coerenza tra leggi, religioni e discipline. La riflessione di Vico si pone criticamente verso la nozione cartesiana di evidenza come verità autoevidente, sostenendo invece la necessità di prove storiche e filosofiche che attestino l’autorità e la ragione nel processo conoscitivo. Il concetto di prova in Vico non è dunque sinonimo di mera sperimentazione, ma un elemento fondamentale della sua filosofia della storia e del sapere pratico, indispensabile per la costruzione di una scienza umana e storica.

La ragione delle prove nella Scienza nuova del 1725

Manuela Sanna
2026

Abstract

Il capitolo IV della Scienza nuova del 1725, intitolato «Ragione delle pruove», costituisce un passaggio cruciale nel sistema vichiano, collegando i princìpi delle lingue con il corso delle nazioni. Vico vi stabilisce per la prima volta il nesso inscindibile tra la «pratica» e le «pruove», intese non come semplici evidenze empiriche, ma come forme di conferma razionale e storica della verità. Le «pruove» assumono un ruolo metodologico centrale, distinguendosi in prove filosofiche, filologiche, fisiche e morali, e vengono poste in funzione della dimostrazione dei princìpi dell’umanità e dell’origine delle istituzioni civili. Il capitolo anticipa il tema vichiano della decadenza e del ritorno delle civiltà, legando la stabilità storica alla coerenza tra leggi, religioni e discipline. La riflessione di Vico si pone criticamente verso la nozione cartesiana di evidenza come verità autoevidente, sostenendo invece la necessità di prove storiche e filosofiche che attestino l’autorità e la ragione nel processo conoscitivo. Il concetto di prova in Vico non è dunque sinonimo di mera sperimentazione, ma un elemento fondamentale della sua filosofia della storia e del sapere pratico, indispensabile per la costruzione di una scienza umana e storica.
2026
Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e scientifico moderno - ISPF
Vico
Scienza nuova
Prova
File in questo prodotto:
Non ci sono file associati a questo prodotto.

I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.

Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/576701
Citazioni
  • ???jsp.display-item.citation.pmc??? ND
  • Scopus ND
  • ???jsp.display-item.citation.isi??? ND
social impact