Di fronte all’evidente presenza di aree cosiddette «marginali», diffuse da Nord a Sud del nostro Paese, quali soluzioni o visioni immaginiamo che la geografia possa contribuire a restituire nell’ottica di uno sviluppo sostenibile dei luoghi? La risposta ovviamente non è semplice e non potrà essere esaustiva; tuttavia, si può sottolineare che, se si vuole comprendere la complessità dei fenomeni spaziali, lo sguardo del geografo non può mancare. Per quanto attiene al nostro lavoro, le soluzioni individuate si concretizzano in due esperienze di ricerca-azione sperimentate direttamente sul campo che hanno riguardato due contesti territoriali considerati marginali, ancorché territori «interni» della Basilicata: da una parte, il Lagonegrese Pollino, situato nella porzione sud-occidentale della regione di cui la gran parte dei comuni ri-entra nell’area pilota della Strategia Nazionale delle Aree interne (SNAI)2, il Mercure Sinni Val Sarmento3; dall’altra, il comune di Irsina in provincia di Matera, con tutta una serie di problematiche legate allo spopolamento e all’abbandono del suo centro storico. Entrambi i contesti hanno rappresentato un campo di sperimentazione attiva nel quale la ricerca geografica è stata chiamata a verificare progettualità, politiche, programmi, pratiche per costruire nuove alleanze tra attori e territori. L’intento geografico è consistito nel fornire piste operative «per affinare l’interpretazione dei processi di marginalizzazione territoriale e per costruire nuove rappresentazioni a supporto di politiche ancorché place-based, place-sensitive.

Quale geografia per avviare processi di ricentralizzazione del margine? Esperienze lucane a confronto.

Luisa, Spagnoli
Primo
;
Lucia, Varasano
2024

Abstract

Di fronte all’evidente presenza di aree cosiddette «marginali», diffuse da Nord a Sud del nostro Paese, quali soluzioni o visioni immaginiamo che la geografia possa contribuire a restituire nell’ottica di uno sviluppo sostenibile dei luoghi? La risposta ovviamente non è semplice e non potrà essere esaustiva; tuttavia, si può sottolineare che, se si vuole comprendere la complessità dei fenomeni spaziali, lo sguardo del geografo non può mancare. Per quanto attiene al nostro lavoro, le soluzioni individuate si concretizzano in due esperienze di ricerca-azione sperimentate direttamente sul campo che hanno riguardato due contesti territoriali considerati marginali, ancorché territori «interni» della Basilicata: da una parte, il Lagonegrese Pollino, situato nella porzione sud-occidentale della regione di cui la gran parte dei comuni ri-entra nell’area pilota della Strategia Nazionale delle Aree interne (SNAI)2, il Mercure Sinni Val Sarmento3; dall’altra, il comune di Irsina in provincia di Matera, con tutta una serie di problematiche legate allo spopolamento e all’abbandono del suo centro storico. Entrambi i contesti hanno rappresentato un campo di sperimentazione attiva nel quale la ricerca geografica è stata chiamata a verificare progettualità, politiche, programmi, pratiche per costruire nuove alleanze tra attori e territori. L’intento geografico è consistito nel fornire piste operative «per affinare l’interpretazione dei processi di marginalizzazione territoriale e per costruire nuove rappresentazioni a supporto di politiche ancorché place-based, place-sensitive.
2024
Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea - ISEM
978-88-85445-23-9
Marginalità, aree interne, geografia, politiche place-based.
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/578642
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