The text examines the thought of Giuseppe Rensi as a radical expression of the crisis of philosophical modernity and of anti-modern thought. Starting from the fracture introduced by Cartesian doubt and the gradual dissolution of the identity between being and thought, the author shows how Rensi develops an extreme form of scepticism according to which reality is intrinsically contradictory, irrational, and resistant to any definitive foundation. In opposition to idealism and to the modern idea of progress, Rensi interprets history as an absurd repetition of conflicts and suffering, denying the existence of universal truth and of any rational order of the world. War, political contradictions, and the irreconcilable plurality of perspectives become proof of the “pluriversality” of reason. Situated within the anti-modern tradition outlined by Antoine Compagnon, Rensi’s thought thus emerges as a negative philosophy, deeply pessimistic in character, which interprets existence and history under the sign of absurdity, suffering, and the impossibility of any ultimate foundation of being.

Il testo analizza il pensiero di Giuseppe Rensi come espressione radicale della crisi della modernità filosofica e del pensiero antimoderno. Muovendo dalla frattura introdotta dal dubbio cartesiano e dal progressivo venir meno dell’identità tra essere e pensiero, l’autore mostra come Rensi sviluppi una forma estrema di scetticismo, secondo cui il reale è intrinsecamente contraddittorio, irrazionale e refrattario a ogni fondazione definitiva. In polemica con l’idealismo e con l’idea moderna di progresso, Rensi interpreta la storia come ripetizione assurda di conflitti e sofferenze, negando l’esistenza di una verità universale e di un ordine razionale del mondo. La guerra, le contraddizioni politiche e la pluralità inconciliabile delle prospettive diventano la prova della “pluriversalità” della ragione. Inserito nella tradizione dell’antimodernità delineata da Antoine Compagnon, il pensiero rensiano si configura così come una filosofia negativa, profondamente pessimistica, che legge l’esistenza e la storia sotto il segno dell’assurdo, del dolore e dell’impossibilità di un fondamento ultimo dell’essere.

Deprecatio temporum. Pessimismo e pensiero antimoderno in Giuseppe Rensi

Armando Mascolo
2026

Abstract

The text examines the thought of Giuseppe Rensi as a radical expression of the crisis of philosophical modernity and of anti-modern thought. Starting from the fracture introduced by Cartesian doubt and the gradual dissolution of the identity between being and thought, the author shows how Rensi develops an extreme form of scepticism according to which reality is intrinsically contradictory, irrational, and resistant to any definitive foundation. In opposition to idealism and to the modern idea of progress, Rensi interprets history as an absurd repetition of conflicts and suffering, denying the existence of universal truth and of any rational order of the world. War, political contradictions, and the irreconcilable plurality of perspectives become proof of the “pluriversality” of reason. Situated within the anti-modern tradition outlined by Antoine Compagnon, Rensi’s thought thus emerges as a negative philosophy, deeply pessimistic in character, which interprets existence and history under the sign of absurdity, suffering, and the impossibility of any ultimate foundation of being.
2026
Istituto per la Storia del Pensiero Filosofico e scientifico moderno - ISPF
978-88-908712-8-3
Il testo analizza il pensiero di Giuseppe Rensi come espressione radicale della crisi della modernità filosofica e del pensiero antimoderno. Muovendo dalla frattura introdotta dal dubbio cartesiano e dal progressivo venir meno dell’identità tra essere e pensiero, l’autore mostra come Rensi sviluppi una forma estrema di scetticismo, secondo cui il reale è intrinsecamente contraddittorio, irrazionale e refrattario a ogni fondazione definitiva. In polemica con l’idealismo e con l’idea moderna di progresso, Rensi interpreta la storia come ripetizione assurda di conflitti e sofferenze, negando l’esistenza di una verità universale e di un ordine razionale del mondo. La guerra, le contraddizioni politiche e la pluralità inconciliabile delle prospettive diventano la prova della “pluriversalità” della ragione. Inserito nella tradizione dell’antimodernità delineata da Antoine Compagnon, il pensiero rensiano si configura così come una filosofia negativa, profondamente pessimistica, che legge l’esistenza e la storia sotto il segno dell’assurdo, del dolore e dell’impossibilità di un fondamento ultimo dell’essere.
Scepticism, Anti-modernity, Pessimism, Irrationalism, Absurdity
Scetticismo, Antimodernità, Pessimismo, Irrazionalismo, Assurdo
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/581401
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