L’Accordo di Collaborazione Scientifica siglato tra l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze ha coordinato lo svolgimento delle attività scientifiche e di ricerca per la realizzazione, l’informatizzazione e l’allestimento cartografico definitivo del Foglio Geologico n. 320 "Castel del Piano" alla scala 1:50.000 (Progetto CARG), includendo un dettagliato studio geocronologico del vicino apparato vulcanico del Monte Amiata. Le attività complessive si sono strutturate su due linee tematiche principali, superando severe sfide sia sul piano tecnico della gestione cartografica digitale sia su quello analitico della caratterizzazione geochimica e isotopica regionale. La prima linea d'azione ha previsto l’omogeneizzazione e la digitalizzazione dei rilevamenti cartografici storici e moderni degli Originali d’Autore, riscalati alla mappa 1:25.000. Il flusso di lavoro ha dovuto affrontare gravi problematiche derivanti dalle evidenti distorsioni geometriche non omogenee riscontrate nelle basi topografiche raster fornite ufficialmente dall’IGM. Questa rilevante criticità tecnica ha imposto un completo e laborioso ridisegno manuale degli Originali d’Autore per assicurare la perfetta congruenza geometrica con i reticoli idrografici e i capisaldi planimetrici territoriali. I dati geografici strutturati sono stati successivamente inseriti all'interno di un Esri geodatabase in totale conformità con gli standard nazionali ISPRA, popolando la banca dati con attributi geometrici, tessiturali e litologici, e implementando le librerie grafiche previste dal Volume 15 dei Quaderni del Servizio Geologico d’Italia. Sono state infine consegnate tre versioni digitali del Foglio. La seconda linea d'azione ha affrontato le incertezze sulla cronostratigrafia del vulcano del Monte Amiata, caratterizzato storicamente da forti discrepanze nei dati di letteratura. Quindici campioni rappresentativi di vulcaniti sono stati selezionati e sottoposti a meticolosa lisciviazione chimica (in HF e acido nitrico) e separazione meccanica per isolare sanidino e pasta di fondo. I minerali estratti sono stati irraggiati nel reattore nucleare TRIGA di Pavia e analizzati tramite spettrometria di massa multi-collettore ad altissima precisione (Thermo-Fisher ARGUS VI) associata a riscaldamento laser CO₂. I risultati analitici ottenuti, elaborati mediante i software ArArCALC e IsoPlot, hanno ridotto drasticamente le incertezze geocronologiche, dimostrando che l’attività magmatica principale dell'Amiata si è sviluppata in un intervallo temporale ristrettissimo di circa 3.000 anni, intorno a 300.000 anni fa. L’Unità di Quaranta ha mostrato età tra 303,4 e 301,7 ka, i Domi del Sintema Monte Amiata tra 303,3 e 302,4 ka, e la Formazione di Pozzaroni ha siglato l’evento finale a 300,4 ka, confermando pienamente in modo definitivo la natura prettamente parossistica dell'apparato amiatino.

Attività scientifiche e di ricerca per la realizzazione, informatizzazione e allestimento del Foglio Geologico n. 320 "Castel del Piano" alla scala 1:50.000 e studio geocronologico del Monte Amiata.

Ellero Alessandro;Giuseppe Cosentino;Giulio Masetti;Marinella Ada Laurenzi
2024

Abstract

L’Accordo di Collaborazione Scientifica siglato tra l’Istituto di Geoscienze e Georisorse del CNR e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università degli Studi di Firenze ha coordinato lo svolgimento delle attività scientifiche e di ricerca per la realizzazione, l’informatizzazione e l’allestimento cartografico definitivo del Foglio Geologico n. 320 "Castel del Piano" alla scala 1:50.000 (Progetto CARG), includendo un dettagliato studio geocronologico del vicino apparato vulcanico del Monte Amiata. Le attività complessive si sono strutturate su due linee tematiche principali, superando severe sfide sia sul piano tecnico della gestione cartografica digitale sia su quello analitico della caratterizzazione geochimica e isotopica regionale. La prima linea d'azione ha previsto l’omogeneizzazione e la digitalizzazione dei rilevamenti cartografici storici e moderni degli Originali d’Autore, riscalati alla mappa 1:25.000. Il flusso di lavoro ha dovuto affrontare gravi problematiche derivanti dalle evidenti distorsioni geometriche non omogenee riscontrate nelle basi topografiche raster fornite ufficialmente dall’IGM. Questa rilevante criticità tecnica ha imposto un completo e laborioso ridisegno manuale degli Originali d’Autore per assicurare la perfetta congruenza geometrica con i reticoli idrografici e i capisaldi planimetrici territoriali. I dati geografici strutturati sono stati successivamente inseriti all'interno di un Esri geodatabase in totale conformità con gli standard nazionali ISPRA, popolando la banca dati con attributi geometrici, tessiturali e litologici, e implementando le librerie grafiche previste dal Volume 15 dei Quaderni del Servizio Geologico d’Italia. Sono state infine consegnate tre versioni digitali del Foglio. La seconda linea d'azione ha affrontato le incertezze sulla cronostratigrafia del vulcano del Monte Amiata, caratterizzato storicamente da forti discrepanze nei dati di letteratura. Quindici campioni rappresentativi di vulcaniti sono stati selezionati e sottoposti a meticolosa lisciviazione chimica (in HF e acido nitrico) e separazione meccanica per isolare sanidino e pasta di fondo. I minerali estratti sono stati irraggiati nel reattore nucleare TRIGA di Pavia e analizzati tramite spettrometria di massa multi-collettore ad altissima precisione (Thermo-Fisher ARGUS VI) associata a riscaldamento laser CO₂. I risultati analitici ottenuti, elaborati mediante i software ArArCALC e IsoPlot, hanno ridotto drasticamente le incertezze geocronologiche, dimostrando che l’attività magmatica principale dell'Amiata si è sviluppata in un intervallo temporale ristrettissimo di circa 3.000 anni, intorno a 300.000 anni fa. L’Unità di Quaranta ha mostrato età tra 303,4 e 301,7 ka, i Domi del Sintema Monte Amiata tra 303,3 e 302,4 ka, e la Formazione di Pozzaroni ha siglato l’evento finale a 300,4 ka, confermando pienamente in modo definitivo la natura prettamente parossistica dell'apparato amiatino.
2024
Istituto di Geoscienze e Georisorse - IGG - Sede Pisa
Cartografia, database, geocronologia, geologia, Carta Geologica d'Italia, Progetto CARG, Regione Toscana
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/582188
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