Proposte • Parco solare come categoria distinta da agrivoltaico, per evidenziare tipologie di impianti solari a terra che non compromettono la loro produttività energetica e forniscono vantaggi eco-sistemici. • Distretti sole-acqua-vento per conseguire obiettivi molteplici, energetici, ambientali e sociali in maniera ancora maggiore di quanto possono fare impianti solari su coperture. • Territori periferici, il Mezzogiorno e le aree interne del Centro-Nord Italia, come centrali per la decarbonizzazione. Metodo • Ottimizzazionediservizienergetici della taglia equivalente a quella di un reattore nucleare per permettere ai cittadini di un territorio di decidere consapevolmente se preferiscono ospitare un reattore nucleare oppure realizzare gli impianti e gli ausiliari di accumulo basati sulle loro risorse rinnovabili. Vantaggi energetico-ambientali dei distretti sole-acqua-vento • Riduzione di almeno la metà degli impatti ambientali sul ciclo di vita delle tecnologie di generazione e accumulo a parità di servizi energetici forniti all’utenza per via della diminuzione dei sovradimensionamenti. • Aumento delle oasi per insetti impollinatori e per altri obiettivi di biodiversità. • Una più veloce decarbonizzazione dell’intero sistema energetico per la riduzione del costo sia del servizio elettrico che dell’idrogeno per gli elettro-combustibili. 2 Vantaggi socio-economici dei distretti sole-acqua-vento • Attivazione di investimenti nelle aree interne del Paese, in quanto lì sono maggiormente disponibili i potenziali sia lato generazione di solare ed eolico a terra, che di accumulo in impianti idroelettrici a ciclo chiuso esterni ai bacini fluviali e quindi senza consumo di acqua e con potenziali sinergie con infrastrutture idrauliche per mitigare i rischi idrogeologici del cambiamento climatico. • Granularità e basso rischio degli investimenti, condizioni che facilitano la partecipazione democratica attraverso l’azionariato diffuso e quindi la democrazia economica, come da dettato dell’art. 47 della Costituzione Repubblicana. • Sinergie con il settore agroforestale per un utilizzo razionale dei residui di biomasse. Obiettivi socio-economici quantificati • Mobilitare 240 miliardi di euro di investimenti nelle aree interne per soddisfare i due terzi del fabbisogno energetico previsto al 2050 per l’Italia. • Abbassare il costo del sistema energetico per il carico base contribuendo così a risparmi annui fino a 32 miliardi di euro rispetto al prevalere di scenari con veti agli impianti a terra che, per assicurare la decarbonizzazione, richiederebbero sia costi maggiori che la reintroduzione del nucleare, almeno in scenari ad alto costo di finanziamento. Luoghi comuni confutati • Che il fotovoltaico su coperture esistenti abbia un impatto ambientale minore rispetto a quello a terra—È vero il contrario per via delle migliori produttività degli impianti a terra. • Che con più fotovoltaico si possa fare a meno dell’eolico—In teoria sì, ma con un tale aggravio dei costi di sistema per via degli sfasamenti stagionali tra offerta solare e domanda che tale scelta richiederebbe o la reintroduzione del nucleare o l’accettazione di un notevole dispendio impiantistico per generazione e accumuli sovra-dimensionati, ipotesi tutt’altro che ecologiche. 3 • Che con il nucleare si possano abbassare i costi di sistema—Questa possibilità esiste nel caso di alti oneri di finanziamento delle rinnovabili e di veto all’eolico a terra, ma non eviterebbe comunque alti costi dei servizi energetici, in particolare dell’idrogeno, e questo ultimo aspetto implica la de-industrializzazione nei settori dell’acciaio e della chimica, oltre che la dipendenza dall’estero per gli elettro-combustibili, o, peggio, la continuazione della dipendenza dal fossile. • Che non esistano le tecnologie per l’accumulo elettrico massivo—Una tecnologia già esistente e per la quale non si prevedono riduzioni di costo, l’idroelettrico a pompaggio, può assistere a basso costo solare-eolico fino a una copertura della domanda del 97%, e per i restanti tre punti percentuali esiste già la capacità in accumuli geologici per gas di sintesi, tra le varie opzioni candidate a coprire questa piccola quota residua dello sfasamento domanda-offerta.
Sole-Acqua-Vento e Suolo --- Perché parchi solari ed eolici a terra possono essere più ecologici e socialmente equi del solare su coperture esistenti
Luigi Moccia
2025
Abstract
Proposte • Parco solare come categoria distinta da agrivoltaico, per evidenziare tipologie di impianti solari a terra che non compromettono la loro produttività energetica e forniscono vantaggi eco-sistemici. • Distretti sole-acqua-vento per conseguire obiettivi molteplici, energetici, ambientali e sociali in maniera ancora maggiore di quanto possono fare impianti solari su coperture. • Territori periferici, il Mezzogiorno e le aree interne del Centro-Nord Italia, come centrali per la decarbonizzazione. Metodo • Ottimizzazionediservizienergetici della taglia equivalente a quella di un reattore nucleare per permettere ai cittadini di un territorio di decidere consapevolmente se preferiscono ospitare un reattore nucleare oppure realizzare gli impianti e gli ausiliari di accumulo basati sulle loro risorse rinnovabili. Vantaggi energetico-ambientali dei distretti sole-acqua-vento • Riduzione di almeno la metà degli impatti ambientali sul ciclo di vita delle tecnologie di generazione e accumulo a parità di servizi energetici forniti all’utenza per via della diminuzione dei sovradimensionamenti. • Aumento delle oasi per insetti impollinatori e per altri obiettivi di biodiversità. • Una più veloce decarbonizzazione dell’intero sistema energetico per la riduzione del costo sia del servizio elettrico che dell’idrogeno per gli elettro-combustibili. 2 Vantaggi socio-economici dei distretti sole-acqua-vento • Attivazione di investimenti nelle aree interne del Paese, in quanto lì sono maggiormente disponibili i potenziali sia lato generazione di solare ed eolico a terra, che di accumulo in impianti idroelettrici a ciclo chiuso esterni ai bacini fluviali e quindi senza consumo di acqua e con potenziali sinergie con infrastrutture idrauliche per mitigare i rischi idrogeologici del cambiamento climatico. • Granularità e basso rischio degli investimenti, condizioni che facilitano la partecipazione democratica attraverso l’azionariato diffuso e quindi la democrazia economica, come da dettato dell’art. 47 della Costituzione Repubblicana. • Sinergie con il settore agroforestale per un utilizzo razionale dei residui di biomasse. Obiettivi socio-economici quantificati • Mobilitare 240 miliardi di euro di investimenti nelle aree interne per soddisfare i due terzi del fabbisogno energetico previsto al 2050 per l’Italia. • Abbassare il costo del sistema energetico per il carico base contribuendo così a risparmi annui fino a 32 miliardi di euro rispetto al prevalere di scenari con veti agli impianti a terra che, per assicurare la decarbonizzazione, richiederebbero sia costi maggiori che la reintroduzione del nucleare, almeno in scenari ad alto costo di finanziamento. Luoghi comuni confutati • Che il fotovoltaico su coperture esistenti abbia un impatto ambientale minore rispetto a quello a terra—È vero il contrario per via delle migliori produttività degli impianti a terra. • Che con più fotovoltaico si possa fare a meno dell’eolico—In teoria sì, ma con un tale aggravio dei costi di sistema per via degli sfasamenti stagionali tra offerta solare e domanda che tale scelta richiederebbe o la reintroduzione del nucleare o l’accettazione di un notevole dispendio impiantistico per generazione e accumuli sovra-dimensionati, ipotesi tutt’altro che ecologiche. 3 • Che con il nucleare si possano abbassare i costi di sistema—Questa possibilità esiste nel caso di alti oneri di finanziamento delle rinnovabili e di veto all’eolico a terra, ma non eviterebbe comunque alti costi dei servizi energetici, in particolare dell’idrogeno, e questo ultimo aspetto implica la de-industrializzazione nei settori dell’acciaio e della chimica, oltre che la dipendenza dall’estero per gli elettro-combustibili, o, peggio, la continuazione della dipendenza dal fossile. • Che non esistano le tecnologie per l’accumulo elettrico massivo—Una tecnologia già esistente e per la quale non si prevedono riduzioni di costo, l’idroelettrico a pompaggio, può assistere a basso costo solare-eolico fino a una copertura della domanda del 97%, e per i restanti tre punti percentuali esiste già la capacità in accumuli geologici per gas di sintesi, tra le varie opzioni candidate a coprire questa piccola quota residua dello sfasamento domanda-offerta.| File | Dimensione | Formato | |
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