Questa riflessione si colloca nel quadro teorico di una critica decoloniale dello sguardo occidentale e della sua costruzione dell’immagine del mondo “orientale”. Si propone di interrogare le basi etnocentriche della teoria femminista occidentale dominante, analizzandole attraverso il lavoro dell’artista Shirin Neshat. In between tra Iran e Stati Uniti, Neshat esplora la complessità, sposta la prospettiva, invitando a una visione plurale in cui il poetico e il politico si intrecciano. La sua pratica artistica resiste a conclusioni definitive, al contrario, disorienta, decostruisce lo sguardo coloniale. In opposizione, nei suoi lavori afferma la soggettività femminile come spazio di resistenza, autodeterminazione e complessità, rifiutando ogni semplificazione orientalista. Nell’opera di Neshat, il discorso coloniale si scioglie e lo stereotipo dell’oggetto sottomesso ed esotico si dissolve.
Decolonizzare lo sguardo. Le donne di Shirin Neshat
rubera giorgiaPrimo
Writing – Original Draft Preparation
2025
Abstract
Questa riflessione si colloca nel quadro teorico di una critica decoloniale dello sguardo occidentale e della sua costruzione dell’immagine del mondo “orientale”. Si propone di interrogare le basi etnocentriche della teoria femminista occidentale dominante, analizzandole attraverso il lavoro dell’artista Shirin Neshat. In between tra Iran e Stati Uniti, Neshat esplora la complessità, sposta la prospettiva, invitando a una visione plurale in cui il poetico e il politico si intrecciano. La sua pratica artistica resiste a conclusioni definitive, al contrario, disorienta, decostruisce lo sguardo coloniale. In opposizione, nei suoi lavori afferma la soggettività femminile come spazio di resistenza, autodeterminazione e complessità, rifiutando ogni semplificazione orientalista. Nell’opera di Neshat, il discorso coloniale si scioglie e lo stereotipo dell’oggetto sottomesso ed esotico si dissolve.| File | Dimensione | Formato | |
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