Il contributo analizza il ruolo svolto dai Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) nei contesti montani ita- liani, proponendone una lettura come infrastrutture sociali intermedie capaci di sostenere forme situate di sussidiarietà orizzontale. Basata su un’indagine qualitativa condotta mediante interviste in profondità a fi- gure apicali dei CSV attivi in regioni montane, la ricerca mette in evidenza come prossimità, reti associative, accessibilità, anche digitale, e innovazione sociale intersettoriale costituiscano i principali dispositivi attra- verso cui i CSV operano in territori segnati da marginalità geografica e demografica e da processi di rarefa- zione della capacità istituzionale. Le pratiche di sussidiarietà emerse dalle interviste restituiscono modelli di governance civica adattivi, multimodali e policentrici, fondati su capitale sociale endogeno e capacità co- munitarie di auto-organizzazione. Il contributo considera criticamente tali pratiche, mettendole in relazione con gli strumenti formali del Codice del Terzo settore (coprogrammazione, coprogettazione, convenzioni, af- fidamenti), e propone di leggerle alla luce di una più generale interpretazione territoriale e contestuale della sussidiarietà, intesa come processo generativo di infrastrutturazione civica
Il ruolo dei Centri di Servizio per il Volontariato nei contesti montani: dinamiche di prossimità, reti civiche e governance adattiva
MARIA CRISTINA ANTONUCCI
2026
Abstract
Il contributo analizza il ruolo svolto dai Centri di Servizio per il Volontariato (CSV) nei contesti montani ita- liani, proponendone una lettura come infrastrutture sociali intermedie capaci di sostenere forme situate di sussidiarietà orizzontale. Basata su un’indagine qualitativa condotta mediante interviste in profondità a fi- gure apicali dei CSV attivi in regioni montane, la ricerca mette in evidenza come prossimità, reti associative, accessibilità, anche digitale, e innovazione sociale intersettoriale costituiscano i principali dispositivi attra- verso cui i CSV operano in territori segnati da marginalità geografica e demografica e da processi di rarefa- zione della capacità istituzionale. Le pratiche di sussidiarietà emerse dalle interviste restituiscono modelli di governance civica adattivi, multimodali e policentrici, fondati su capitale sociale endogeno e capacità co- munitarie di auto-organizzazione. Il contributo considera criticamente tali pratiche, mettendole in relazione con gli strumenti formali del Codice del Terzo settore (coprogrammazione, coprogettazione, convenzioni, af- fidamenti), e propone di leggerle alla luce di una più generale interpretazione territoriale e contestuale della sussidiarietà, intesa come processo generativo di infrastrutturazione civica| File | Dimensione | Formato | |
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