Il capitolo analizza le soluzioni abitative per le donne sopravvissute alla violenza in Italia, concentrandosi sul ruolo delle case rifugio nella tensione tra protezione e autonomia. A partire da dati nazionali e da indagini qualitative realizzate nell’ambito del progetto ViVa, il contributo ricostruisce lo sviluppo delle case rifugio come servizi specializzati di matrice femminista, progressivamente incorporati nei sistemi multilivello di policy. L’analisi mostra che, nonostante la crescita del numero di strutture negli ultimi anni, persistono disuguaglianze territoriali e una debolezza degli interventi pubblici orientati all’autonomia abitativa. Il capitolo discute inoltre la metodologia della relazione tra donne, l’ascolto attivo e l’empowerment, evidenziando come tali principi siano messi alla prova dall’istituzionalizzazione, dagli accessi in emergenza, dalle pressioni delle reti territoriali, dal lavoro emotivo e dai bisogni complessi di donne e figli/e. Nel complesso, le case rifugio emergono come infrastrutture essenziali di protezione, ma la fuoriuscita dalla violenza richiede un legame più forte tra sicurezza, autonomia materiale e diritto all’abitare.
Protezione e autonomia nel panorama sociale e culturale delle soluzioni abitative per le donne sopravvissute alla violenza/Protection et autonomie dans le paysage social et culturel des solutions de logement pour les femmes survivantes de violences
Pietro Demurtas
Primo
;Francesca CubedduSecondo
2025
Abstract
Il capitolo analizza le soluzioni abitative per le donne sopravvissute alla violenza in Italia, concentrandosi sul ruolo delle case rifugio nella tensione tra protezione e autonomia. A partire da dati nazionali e da indagini qualitative realizzate nell’ambito del progetto ViVa, il contributo ricostruisce lo sviluppo delle case rifugio come servizi specializzati di matrice femminista, progressivamente incorporati nei sistemi multilivello di policy. L’analisi mostra che, nonostante la crescita del numero di strutture negli ultimi anni, persistono disuguaglianze territoriali e una debolezza degli interventi pubblici orientati all’autonomia abitativa. Il capitolo discute inoltre la metodologia della relazione tra donne, l’ascolto attivo e l’empowerment, evidenziando come tali principi siano messi alla prova dall’istituzionalizzazione, dagli accessi in emergenza, dalle pressioni delle reti territoriali, dal lavoro emotivo e dai bisogni complessi di donne e figli/e. Nel complesso, le case rifugio emergono come infrastrutture essenziali di protezione, ma la fuoriuscita dalla violenza richiede un legame più forte tra sicurezza, autonomia materiale e diritto all’abitare.| File | Dimensione | Formato | |
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