Il contributo continua il ragionamento sviluppato nell’articolo pubblicato nel 2013, Global crisis and Higher Education worldwide: a synthetic review, analizzando l’importanza cruciale dell’apprendimento e delle sue differenti declinazioni nella lotta alla crisi globale: nella visione dell’OECD, la via d’uscita privilegiata, se non addirittura l’unica, che si offre soprattutto ai giovani e alle criticità che li affliggono in modo particolare, in primis la inoccupazione, la sottoccupazione e la disoccupazione di lungo periodo. Dagli studi targati OECD e dall’esame critico dei relativi indicatori, si evince il ruolo chiave che svolgono l’istruzione terziaria, l’istruzione e la formazione professionale (VET) e una relazione biunivoca, stabile e feconda, fra le due: tutti fattori, questi, che si rivelano determinanti per la difesa dell’occupazione e per l’incremento dell’occupabilità reale soprattutto dei soggetti più a rischio. Anzi proprio nel potenziamento e nell’arricchimento dei rapporti fra l’istruzione terziaria da una parte e l’istruzione e la formazione professionale dall’altra si situa il terreno più fertile per creare e alimentare percorsi flessibili di istruzione e formazione e servizi di accompagnamento che guidino gli individui all’interno di un mercato del lavoro divenuto sempre più fluido e difficile e che li sostengano efficacemente attraverso i suoi continui mutamenti. Esemplare al riguardo il caso della Germania, leader indiscusso in tali interventi e uno dei Paesi che meglio hanno fatto fronte, sul piano occupazionale, alla lunga crisi scoppiata nel 2008.
Learning: the way out. Review of OECD (2013), Education at a Glance 2013: OECD Indicators,OECD Publishing.
Lisa Reggiani
2014
Abstract
Il contributo continua il ragionamento sviluppato nell’articolo pubblicato nel 2013, Global crisis and Higher Education worldwide: a synthetic review, analizzando l’importanza cruciale dell’apprendimento e delle sue differenti declinazioni nella lotta alla crisi globale: nella visione dell’OECD, la via d’uscita privilegiata, se non addirittura l’unica, che si offre soprattutto ai giovani e alle criticità che li affliggono in modo particolare, in primis la inoccupazione, la sottoccupazione e la disoccupazione di lungo periodo. Dagli studi targati OECD e dall’esame critico dei relativi indicatori, si evince il ruolo chiave che svolgono l’istruzione terziaria, l’istruzione e la formazione professionale (VET) e una relazione biunivoca, stabile e feconda, fra le due: tutti fattori, questi, che si rivelano determinanti per la difesa dell’occupazione e per l’incremento dell’occupabilità reale soprattutto dei soggetti più a rischio. Anzi proprio nel potenziamento e nell’arricchimento dei rapporti fra l’istruzione terziaria da una parte e l’istruzione e la formazione professionale dall’altra si situa il terreno più fertile per creare e alimentare percorsi flessibili di istruzione e formazione e servizi di accompagnamento che guidino gli individui all’interno di un mercato del lavoro divenuto sempre più fluido e difficile e che li sostengano efficacemente attraverso i suoi continui mutamenti. Esemplare al riguardo il caso della Germania, leader indiscusso in tali interventi e uno dei Paesi che meglio hanno fatto fronte, sul piano occupazionale, alla lunga crisi scoppiata nel 2008.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


