Seguendo il fil rouge della biografia, nulla meglio dell’arguto appellativo, affettuosamente escogitato dall’intelligenza dei compagni di corso archeologi per la matricola Maria Pia Carosella, saprebbe cogliere il rapporto nativo e privilegiato che le scienze documentarie hanno coltivato fin dal loro nascere con l’innovazione tecnologica di frontiera e il loro sguardo vigile e curioso, tenacemente rivolto al futuro senza nostalgici ripiegamenti sul passato. Divenuta ormai parte integrante dell’universo ICT e irriconoscibile per i più, l’eredità delle scienze documentarie novecentesche, a cui tanta parte di sé ha dedicato la dott.ssa Carosella, si mostra oggi ancora straordinariamente vitale e, grazie alla pervasività della mediazione informatica, quell’eredità è stata capace di fertilizzare trasversalmente i campi del sapere più vari e diversificati. La parentela genetica e la prossimità originaria hanno infatti consentito che la Documentazione innervasse, attraverso l’evoluzione dei sistemi di organizzazione della conoscenza, il vasto dominio dell’ICT, di modo che alcuni tratti distintivi delle nuove discipline dell’informazione hanno contribuito in misura rilevante a mutare la natura, i fondamenti e i connotati stessi dell’informatica, spostandone il baricentro dalla Tecnologia all’Informazione e alla Comunicazione e portando in primo piano l’uomo, i suoi bisogni e il suo punto di vista, in luogo della macchina o del codice. Nei punti che seguono si segnalano in particolare alcuni elementi di continuità e di persistenza che uniscono significativamente i saperi documentari e la loro vocazione peculiare agli odierni orientamenti dell’ICT: • la necessità di una mediazione costante tra le esigenze di rigorosa strutturazione e quelle di flessibilità e di adattabilità ai contesti e al loro mutare, esigenze che oggi guidano concordemente gli approcci ICT dominanti - iterativo, incrementale, evolutivo, agile; • la predilezione dichiarata per le soluzioni concrete e parziali e per gli aggiustamenti graduali, in linea con il pragmatismo dei modelli problem solving e bottom-up; • la centralità dell’elemento umano, come singolo e come gruppo, la logica del servizio e l’enfasi sull’utente e il crescente attivo coinvolgimento di quest’ultimo in tutte le fasi dell’attività professionale, anche in quelle prettamente tecniche; • la cultura della personalizzazione e l’attenzione alla fruizione, piuttosto che all’archiviazione e alle sue regole codificate, catalografiche e bibliografiche; • il prevalente interesse per la conoscenza e per l’apprendimento, continuo, situato e concreto, come dimensioni permanenti e decisive di ogni organizzazione. L’irreversibile transizione al digitale e l’impiego massiccio e generalizzato delle metodologie ICT – facilitato dall’integrazione capillare fra i sistemi organizzativi e i sistemi informativi e dall’ininterrotto sviluppo delle reti – ha prevedibilmente favorito e accelerato la diffusione di tratti genuinamente documentari non soltanto nei sistemi di organizzazione della conoscenza propriamente detti, ma, in modo per lo più inconsapevole, in gran parte delle organizzazioni. Grazie alla sistematica estensione degli approcci informatici e alla loro generalizzazione trasversale nei differenti ambiti dell’ingegneria gestionale e del sapere organizzativo, essi sono riusciti infatti a penetrare in profondità nel management dei progetti e delle organizzazioni, permeandone e condizionandone principi e metodi, tendenze, sensibilità, prospettive. Oggi, l’ampio spettro delle professioni gestionali – come ai tempi di Battistina Gambigliani Zoccoli, di Maria Pia Carosella e di Antonio Petrucci per la Documentazione – non contempla profili definiti a priori, piuttosto una figura plurale di squadra. Una tale figura poliedrica e versatile ha bisogno quindi, soprattutto, di formazione continua, di formazione-azione (action learning), di un impegno assiduo nel team building e nel team work e di un appassionato lavoro sul campo.
Maria Pia Carosella, ovvero Amor novitatis. L’avventura digitale oltre la Documentazione
REGGIANI LISA
2026
Abstract
Seguendo il fil rouge della biografia, nulla meglio dell’arguto appellativo, affettuosamente escogitato dall’intelligenza dei compagni di corso archeologi per la matricola Maria Pia Carosella, saprebbe cogliere il rapporto nativo e privilegiato che le scienze documentarie hanno coltivato fin dal loro nascere con l’innovazione tecnologica di frontiera e il loro sguardo vigile e curioso, tenacemente rivolto al futuro senza nostalgici ripiegamenti sul passato. Divenuta ormai parte integrante dell’universo ICT e irriconoscibile per i più, l’eredità delle scienze documentarie novecentesche, a cui tanta parte di sé ha dedicato la dott.ssa Carosella, si mostra oggi ancora straordinariamente vitale e, grazie alla pervasività della mediazione informatica, quell’eredità è stata capace di fertilizzare trasversalmente i campi del sapere più vari e diversificati. La parentela genetica e la prossimità originaria hanno infatti consentito che la Documentazione innervasse, attraverso l’evoluzione dei sistemi di organizzazione della conoscenza, il vasto dominio dell’ICT, di modo che alcuni tratti distintivi delle nuove discipline dell’informazione hanno contribuito in misura rilevante a mutare la natura, i fondamenti e i connotati stessi dell’informatica, spostandone il baricentro dalla Tecnologia all’Informazione e alla Comunicazione e portando in primo piano l’uomo, i suoi bisogni e il suo punto di vista, in luogo della macchina o del codice. Nei punti che seguono si segnalano in particolare alcuni elementi di continuità e di persistenza che uniscono significativamente i saperi documentari e la loro vocazione peculiare agli odierni orientamenti dell’ICT: • la necessità di una mediazione costante tra le esigenze di rigorosa strutturazione e quelle di flessibilità e di adattabilità ai contesti e al loro mutare, esigenze che oggi guidano concordemente gli approcci ICT dominanti - iterativo, incrementale, evolutivo, agile; • la predilezione dichiarata per le soluzioni concrete e parziali e per gli aggiustamenti graduali, in linea con il pragmatismo dei modelli problem solving e bottom-up; • la centralità dell’elemento umano, come singolo e come gruppo, la logica del servizio e l’enfasi sull’utente e il crescente attivo coinvolgimento di quest’ultimo in tutte le fasi dell’attività professionale, anche in quelle prettamente tecniche; • la cultura della personalizzazione e l’attenzione alla fruizione, piuttosto che all’archiviazione e alle sue regole codificate, catalografiche e bibliografiche; • il prevalente interesse per la conoscenza e per l’apprendimento, continuo, situato e concreto, come dimensioni permanenti e decisive di ogni organizzazione. L’irreversibile transizione al digitale e l’impiego massiccio e generalizzato delle metodologie ICT – facilitato dall’integrazione capillare fra i sistemi organizzativi e i sistemi informativi e dall’ininterrotto sviluppo delle reti – ha prevedibilmente favorito e accelerato la diffusione di tratti genuinamente documentari non soltanto nei sistemi di organizzazione della conoscenza propriamente detti, ma, in modo per lo più inconsapevole, in gran parte delle organizzazioni. Grazie alla sistematica estensione degli approcci informatici e alla loro generalizzazione trasversale nei differenti ambiti dell’ingegneria gestionale e del sapere organizzativo, essi sono riusciti infatti a penetrare in profondità nel management dei progetti e delle organizzazioni, permeandone e condizionandone principi e metodi, tendenze, sensibilità, prospettive. Oggi, l’ampio spettro delle professioni gestionali – come ai tempi di Battistina Gambigliani Zoccoli, di Maria Pia Carosella e di Antonio Petrucci per la Documentazione – non contempla profili definiti a priori, piuttosto una figura plurale di squadra. Una tale figura poliedrica e versatile ha bisogno quindi, soprattutto, di formazione continua, di formazione-azione (action learning), di un impegno assiduo nel team building e nel team work e di un appassionato lavoro sul campo.I documenti in IRIS sono protetti da copyright e tutti i diritti sono riservati, salvo diversa indicazione.


