Il raggiungimento della neutralità climatica al 2050 in Italia richiede una profonda trasformazione del sistema energetico. Storicamente, la pianificazione energetico-ambientale nazionale, da ultimo nel PNIEC, ha relegato l’eolico a terra a un ruolo minore, privilegiando il fotovoltaico e generando artificialmente la necessità di ricorrere a opzioni di generazione costose e rigide come l’energia nucleare o a soluzioni tecnologiche complesse come la cattura e stoccaggio del carbonio. Questo risultato deriva dall’uso di parametri obsoleti relativi alla tecnologia eolica. Il presente studio fornisce una revisione critica del potenziale eolico a terra in Italia, confrontando le metodologie di stima spaziale più avanzate riportate in letteratura. I risultati evidenziano come le moderne turbine con altezza del mozzo elevata e diametro rotorico ottimizzato rispetto alla ventosità puntuale del sito rendano altamente competitiva una vasta quota del potenziale italiano, concentrata in gran parte nelle Aree Interne e nel Mezzogiorno. Il confronto con i potenziali di Germania e Spagna dimostra che l’Italia dispone di una risorsa eolica non solo quantitativamente rilevante rispetto al proprio fabbisogno, ma anche caratterizzata da una stabilità anemologica cruciale per bilanciare le prolungate carenze di vento del Centro-Nord Europa e le variazioni multidecennali dei venti atlantici. L’integrazione bilanciata tra l’eolico a terra e il solare si rivela imprescindibile per ridurre al minimo le necessità di accumulo stagionale e abbattere così i costi di sistema. Promuovendo distretti rinnovabili integrati, è possibile rivitalizzare le economie rurali in modo sinergico con il settore agroforestale, confutando le narrazioni infondate sul consumo di suolo. Rimuovere i vincoli artificiali imposti all’eolico a terra garantirebbe una decarbonizzazione a basso costo, rendendo inutile il ricorso alle fonti fossili con cattura e stoccaggio del carbonio o al nucleare.

REVISIONE CRITICA DEL POTENZIALE EOLICO A TERRA IN ITALIA: EFFETTI DI SISTEMA PER LA DECARBONIZZAZIONE A BASSO COSTO

Moccia, Luigi
Primo
Conceptualization
2026

Abstract

Il raggiungimento della neutralità climatica al 2050 in Italia richiede una profonda trasformazione del sistema energetico. Storicamente, la pianificazione energetico-ambientale nazionale, da ultimo nel PNIEC, ha relegato l’eolico a terra a un ruolo minore, privilegiando il fotovoltaico e generando artificialmente la necessità di ricorrere a opzioni di generazione costose e rigide come l’energia nucleare o a soluzioni tecnologiche complesse come la cattura e stoccaggio del carbonio. Questo risultato deriva dall’uso di parametri obsoleti relativi alla tecnologia eolica. Il presente studio fornisce una revisione critica del potenziale eolico a terra in Italia, confrontando le metodologie di stima spaziale più avanzate riportate in letteratura. I risultati evidenziano come le moderne turbine con altezza del mozzo elevata e diametro rotorico ottimizzato rispetto alla ventosità puntuale del sito rendano altamente competitiva una vasta quota del potenziale italiano, concentrata in gran parte nelle Aree Interne e nel Mezzogiorno. Il confronto con i potenziali di Germania e Spagna dimostra che l’Italia dispone di una risorsa eolica non solo quantitativamente rilevante rispetto al proprio fabbisogno, ma anche caratterizzata da una stabilità anemologica cruciale per bilanciare le prolungate carenze di vento del Centro-Nord Europa e le variazioni multidecennali dei venti atlantici. L’integrazione bilanciata tra l’eolico a terra e il solare si rivela imprescindibile per ridurre al minimo le necessità di accumulo stagionale e abbattere così i costi di sistema. Promuovendo distretti rinnovabili integrati, è possibile rivitalizzare le economie rurali in modo sinergico con il settore agroforestale, confutando le narrazioni infondate sul consumo di suolo. Rimuovere i vincoli artificiali imposti all’eolico a terra garantirebbe una decarbonizzazione a basso costo, rendendo inutile il ricorso alle fonti fossili con cattura e stoccaggio del carbonio o al nucleare.
2026
Istituto di Calcolo e Reti ad Alte Prestazioni - ICAR
eolico a terra
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