This article examines a failed currency speculation that involved several foreign merchant-banking companies active in Venice in 1636. Drawing on Senate deliberations, reports produced by the Cinque Savi alla Mercanzia and notarial records, it uses this episode as a window onto the international merchant community operating on the Rialto market in the years following the plague of 1630-31. The case reveals how foreign trading firms were embedded in extensive commercial and financial networks linking Venice to Lyon, Genoa, Livorno, Nuremberg, Antwerp, and the wider Mediterranean and European economy. Particular attention is devoted to the circulation of privileged information, the functioning of exchange fairs, and the mechanisms through which merchants transformed informational advantages into economic opportunities. The article argues that access to information constituted a crucial resource within the early modern marketplace, while also exposing the blurred boundaries between legitimate commercial diligence and fraudulent behaviour. By reconstructing the careers, connections, and practices of the merchants involved, the study highlights the central role of foreign companies in sustaining Venice’s commercial attractiveness and demonstrates how trust and reputation were shaped less by the absence of conflict than by the long-term capacity to maintain reliable financial and commercial relationships. More broadly, the article contributes to current debates on information, trust, and the social foundations of early modern capitalism.

Questo articolo esamina una speculazione monetaria fallita che coinvolse diverse compagnie mercantili e bancarie forestiere attive a Venezia nel 1636. Basandosi su deliberazioni del Senato, relazioni dei Cinque Savi alla Mercanzia e documentazione notarile, il saggio utilizza questo episodio come punto di osservazione privilegiato sulla comunità mercantile internazionale operante nel mercato di Rialto negli anni immediatamente successivi alla peste del 1630-31. Il caso rivela come le imprese commerciali forestiere fossero inserite in ampie reti mercantili e finanziarie che collegavano Venezia a Lione, Genova, Livorno, Norimberga, Anversa e, più in generale, agli spazi economici mediterranei ed europei. Un’attenzione particolare è dedicata alla circolazione delle informazioni privilegiate, al funzionamento delle fiere di cambio e ai meccanismi attraverso i quali i mercanti trasformavano i vantaggi informativi in opportunità economiche. L’articolo sostiene che l’accesso alle informazioni costituiva una risorsa cruciale nel mercato della prima età moderna, ma che esso metteva al tempo stesso in luce i confini sfumati tra legittima diligenza commerciale e comportamento fraudolento. Attraverso la ricostruzione delle carriere, delle relazioni e delle pratiche dei mercanti coinvolti, lo studio evidenzia il ruolo centrale delle compagnie forestiere nel mantenere l’attrattività commerciale di Venezia e mostra come fiducia e reputazione fossero plasmate non dall’assenza di conflitti, bensì dalla capacità di preservare nel tempo relazioni economiche e finanziarie affidabili. Più in generale, il contributo si inserisce nel dibattito storiografico sull’informazione, la fiducia e i fondamenti sociali del capitalismo della prima età moderna.

Il senso degli stranieri per gli affari. Mercanti-banchieri forestieri e pratiche finanziarie (Venezia, 1636)

Isabella Cecchini
2025

Abstract

This article examines a failed currency speculation that involved several foreign merchant-banking companies active in Venice in 1636. Drawing on Senate deliberations, reports produced by the Cinque Savi alla Mercanzia and notarial records, it uses this episode as a window onto the international merchant community operating on the Rialto market in the years following the plague of 1630-31. The case reveals how foreign trading firms were embedded in extensive commercial and financial networks linking Venice to Lyon, Genoa, Livorno, Nuremberg, Antwerp, and the wider Mediterranean and European economy. Particular attention is devoted to the circulation of privileged information, the functioning of exchange fairs, and the mechanisms through which merchants transformed informational advantages into economic opportunities. The article argues that access to information constituted a crucial resource within the early modern marketplace, while also exposing the blurred boundaries between legitimate commercial diligence and fraudulent behaviour. By reconstructing the careers, connections, and practices of the merchants involved, the study highlights the central role of foreign companies in sustaining Venice’s commercial attractiveness and demonstrates how trust and reputation were shaped less by the absence of conflict than by the long-term capacity to maintain reliable financial and commercial relationships. More broadly, the article contributes to current debates on information, trust, and the social foundations of early modern capitalism.
2025
Istituto di Storia dell'Europa Mediterranea - ISEM
Questo articolo esamina una speculazione monetaria fallita che coinvolse diverse compagnie mercantili e bancarie forestiere attive a Venezia nel 1636. Basandosi su deliberazioni del Senato, relazioni dei Cinque Savi alla Mercanzia e documentazione notarile, il saggio utilizza questo episodio come punto di osservazione privilegiato sulla comunità mercantile internazionale operante nel mercato di Rialto negli anni immediatamente successivi alla peste del 1630-31. Il caso rivela come le imprese commerciali forestiere fossero inserite in ampie reti mercantili e finanziarie che collegavano Venezia a Lione, Genova, Livorno, Norimberga, Anversa e, più in generale, agli spazi economici mediterranei ed europei. Un’attenzione particolare è dedicata alla circolazione delle informazioni privilegiate, al funzionamento delle fiere di cambio e ai meccanismi attraverso i quali i mercanti trasformavano i vantaggi informativi in opportunità economiche. L’articolo sostiene che l’accesso alle informazioni costituiva una risorsa cruciale nel mercato della prima età moderna, ma che esso metteva al tempo stesso in luce i confini sfumati tra legittima diligenza commerciale e comportamento fraudolento. Attraverso la ricostruzione delle carriere, delle relazioni e delle pratiche dei mercanti coinvolti, lo studio evidenzia il ruolo centrale delle compagnie forestiere nel mantenere l’attrattività commerciale di Venezia e mostra come fiducia e reputazione fossero plasmate non dall’assenza di conflitti, bensì dalla capacità di preservare nel tempo relazioni economiche e finanziarie affidabili. Più in generale, il contributo si inserisce nel dibattito storiografico sull’informazione, la fiducia e i fondamenti sociali del capitalismo della prima età moderna.
Merchant-Bankers, Information asymmetry, Financial speculation, Exchange fairs, Commercial reputation, Trust Networks, Foreign merchants, early modern Venice.
Comunità mercantili forestiere, mercati finanziari, asimmetria informativa, fiere di cambio, reputazione commerciale, fiducia commerciale, mercato di Rialto, Repubblica di Venezia
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/603881
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