Il nucleo che qui presentiamo intende offrire alcuni contributi relativi alle caratteristiche dell’input in condizioni di sviluppo tipico e atipico. Nella prospettiva socio-interazionista, l’analisi del linguaggio utilizzato dagli adulti nel corso degli scambi interattivi con i bambini, sottolinea l’importanza dei fattori sociali implicati, ritenuti rilevanti nel processo di acquisizione del linguaggio (Bruner 1982; Camaioni 1993). Tale visione considera lo sviluppo linguistico come un fenomeno interindividuale piuttosto che intraindividuale, che si realizza all’interno di un contesto sociale e affettivo. Il ruolo dell’adulto è rilevabile nel corso di interazioni precoci in cui il bambino impara a padroneggiare sequenze di azioni e/o attenzione condivisa (ad es. scambiare oggetti, indicare e nominare figure), che includono elementi verbali (parole e frasi) e non verbali (gesti, posture, espressioni facciali). Il supporto fornito dall’adulto serve a compensare il dislivello tra le abilità richieste dalla sequenza (ruoli, turni, uso di segnali convenzionali, ecc.) e ciò che il bambino è in grado di fare da solo, permettendo in tal modo di realizzare completamente lo scambio comunicativo e al tempo stesso di far progredire le capacità del bambino. I quattro contributi che compongono questo nucleo monotematico offrono un quadro di analisi relativamente ad alcuni aspetti specifici dell’input che caratterizzano l’interazione adulto-bambino in diverse situazioni. Infatti, si fa riferimento allo sviluppo tipico e atipico, prendendo in esame bambini con deficit cognitivo (bambini con sindrome di Down), sensoriale (bambini sordi), con ritardo di linguaggio. L’interazione adulto-bambino è inoltre studiata in diversi contesti, sia familiare sia educativo, e precisamente, all’interno della scuola per l’infanzia.

Interazioni comunicative nello sviluppo tipico e atipico: implicazioni per la ricerca e per il trattamento.

Caselli;M C
2007

Abstract

Il nucleo che qui presentiamo intende offrire alcuni contributi relativi alle caratteristiche dell’input in condizioni di sviluppo tipico e atipico. Nella prospettiva socio-interazionista, l’analisi del linguaggio utilizzato dagli adulti nel corso degli scambi interattivi con i bambini, sottolinea l’importanza dei fattori sociali implicati, ritenuti rilevanti nel processo di acquisizione del linguaggio (Bruner 1982; Camaioni 1993). Tale visione considera lo sviluppo linguistico come un fenomeno interindividuale piuttosto che intraindividuale, che si realizza all’interno di un contesto sociale e affettivo. Il ruolo dell’adulto è rilevabile nel corso di interazioni precoci in cui il bambino impara a padroneggiare sequenze di azioni e/o attenzione condivisa (ad es. scambiare oggetti, indicare e nominare figure), che includono elementi verbali (parole e frasi) e non verbali (gesti, posture, espressioni facciali). Il supporto fornito dall’adulto serve a compensare il dislivello tra le abilità richieste dalla sequenza (ruoli, turni, uso di segnali convenzionali, ecc.) e ciò che il bambino è in grado di fare da solo, permettendo in tal modo di realizzare completamente lo scambio comunicativo e al tempo stesso di far progredire le capacità del bambino. I quattro contributi che compongono questo nucleo monotematico offrono un quadro di analisi relativamente ad alcuni aspetti specifici dell’input che caratterizzano l’interazione adulto-bambino in diverse situazioni. Infatti, si fa riferimento allo sviluppo tipico e atipico, prendendo in esame bambini con deficit cognitivo (bambini con sindrome di Down), sensoriale (bambini sordi), con ritardo di linguaggio. L’interazione adulto-bambino è inoltre studiata in diversi contesti, sia familiare sia educativo, e precisamente, all’interno della scuola per l’infanzia.
2007
Istituto di Scienze e Tecnologie della Cognizione - ISTC
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Utilizza questo identificativo per citare o creare un link a questo documento: https://hdl.handle.net/20.500.14243/68010
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