Cet article compare la capacité qu'ont deux anciens systèmes localisés d'innovation et leurs territoires, le Canavese situé dans le Piémont (Italie) et le bassin minier de Provence (France), à se renouveler à partir de/ou en rupture avec le socle de savoirs et de savoir-faire qui avait fait leurs succès antérieurs et leur cohésion sociale. Il se demande si un socle de connaissances accumulées est un avantage pour innover ou s'il entraîne des irréversibilités qui rendent difficiles les modifications radicales de trajectoire productive. Existe-t-il différentes façons d'innover et de renouveler un territoire qui a subi des évolutions radicales ou des ruptures dans sa dynamique ?

Il contributo analizza due territori di antica industrializzazione, il cui sviluppo trova origine nella prima rivoluzione industriale, e che oggi si basano su un modello economico profondamente diverso dal passato, anche da quello più recente. Si tratta dell'area di Ivrea e del Canavese, e di quella del bacino minerario della Provenza francese, che ha in Gardanne il suo centro urbano più importante. In entrambe le aree si è assistito all'intera parabola dello sviluppo economico, che ha elevato il territorio agli onori della ribalta mondiale, e lo ha successivamente relegato ai margini delle aree metropolitane di riferimento (Marsiglia e Torino). Dalla produzione di macchine da scrivere, a quella di personal computer, per giungere alla localizzazione di grandi call center, il Canavese ha modificato profondamente il proprio substrato sociale ed economico, e le competenze richieste ai lavoratori, ai fornitori, ai policy maker locali. Stesse affermazioni valgono per l'estrazione del carbone in Provenza, per la successiva produzione di alluminio e cemento, attività tradizionali il cui declino è stato contrastato dalle politiche pubbliche con l'insediamento di una centrale termoelettrica e, recentemente, di un impianto per la produzione di microchip. Per entrambe le aree, il ciclo dello sviluppo economico di tipo esogeno oggi si è definitivamente concluso e sembra che il destino dei luoghi citati non sia più dipendente dai tentativi della politica pubblica di sussidiare nuove produzioni locali (microcip o call center), quanto dalle specifiche competenze presenti nella popolazione locale. Nel caso del Canavese è evidente il riferimento alle numerose piccole imprese attive nello stampaggio industriale, comparto che utilizza le competenze (pur aggiornate) già alla base dello sviluppo di un paio di secoli or sono. Una sorta di ritorno alle origini che trae rafforzamento dalla cultura locale per il lavoro e dal nuovo spirito imprenditoriale del territorio, elementi di un vantaggio competitivo di tipo prevalentemente endogeno, che oggi legano piccole realtà industriali alle nuove opportunità del turismo culturale, naturalistico e enogastronico.

Socle de savoirs et savoir-faire, innovation, et renouvellement des territoires. Le cas du Canavese dans le Piémont et du bassin minier de la Provence

Vitali Giampaolo;
2009

Abstract

Il contributo analizza due territori di antica industrializzazione, il cui sviluppo trova origine nella prima rivoluzione industriale, e che oggi si basano su un modello economico profondamente diverso dal passato, anche da quello più recente. Si tratta dell'area di Ivrea e del Canavese, e di quella del bacino minerario della Provenza francese, che ha in Gardanne il suo centro urbano più importante. In entrambe le aree si è assistito all'intera parabola dello sviluppo economico, che ha elevato il territorio agli onori della ribalta mondiale, e lo ha successivamente relegato ai margini delle aree metropolitane di riferimento (Marsiglia e Torino). Dalla produzione di macchine da scrivere, a quella di personal computer, per giungere alla localizzazione di grandi call center, il Canavese ha modificato profondamente il proprio substrato sociale ed economico, e le competenze richieste ai lavoratori, ai fornitori, ai policy maker locali. Stesse affermazioni valgono per l'estrazione del carbone in Provenza, per la successiva produzione di alluminio e cemento, attività tradizionali il cui declino è stato contrastato dalle politiche pubbliche con l'insediamento di una centrale termoelettrica e, recentemente, di un impianto per la produzione di microchip. Per entrambe le aree, il ciclo dello sviluppo economico di tipo esogeno oggi si è definitivamente concluso e sembra che il destino dei luoghi citati non sia più dipendente dai tentativi della politica pubblica di sussidiare nuove produzioni locali (microcip o call center), quanto dalle specifiche competenze presenti nella popolazione locale. Nel caso del Canavese è evidente il riferimento alle numerose piccole imprese attive nello stampaggio industriale, comparto che utilizza le competenze (pur aggiornate) già alla base dello sviluppo di un paio di secoli or sono. Una sorta di ritorno alle origini che trae rafforzamento dalla cultura locale per il lavoro e dal nuovo spirito imprenditoriale del territorio, elementi di un vantaggio competitivo di tipo prevalentemente endogeno, che oggi legano piccole realtà industriali alle nuove opportunità del turismo culturale, naturalistico e enogastronico.
2009
Istituto di Ricerca sulla Crescita Economica Sostenibile - IRCrES
Cet article compare la capacité qu'ont deux anciens systèmes localisés d'innovation et leurs territoires, le Canavese situé dans le Piémont (Italie) et le bassin minier de Provence (France), à se renouveler à partir de/ou en rupture avec le socle de savoirs et de savoir-faire qui avait fait leurs succès antérieurs et leur cohésion sociale. Il se demande si un socle de connaissances accumulées est un avantage pour innover ou s'il entraîne des irréversibilités qui rendent difficiles les modifications radicales de trajectoire productive. Existe-t-il différentes façons d'innover et de renouveler un territoire qui a subi des évolutions radicales ou des ruptures dans sa dynamique ?
sviluppo locale
deindustrializzazione
impresa
distretti
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