Nell'intervento di Signorelli e collaboratori sulla valutazione d'impatto sanitario (VIS) nei processi decisionali (vd. pp. 131-35) abbiamo trovato diversi elementi che riteniamo utili all'avanzamento della discussione e alcuni che ci pare richiedano qualche precisazione. Il fatto che l'autore sia contemporaneamente accademico, amministratore di ente locale e consulente di soggetti privati può motivare i diversi punti di vista espressi, che se da una parte contribuiscono ad arricchire la discussione, dall'altra non sempre rendono facile al lettore la comprensione della traiettoria principale indicata. A titolo di premessa richiamiamo due scelte degli autori degne di sottolineatura. La prima decisione è quella di riferirsi alla "valutazione di impatto sanitario" e non alla "valutazione di impatto sulla salute", una scelta importante perchè la differenza è sostanziale. Infatti, porre il focus sul "sanitario" rimanda a valutazioni di impatto sul sistema sanitario (inclusivo di servizi e prestazioni), mentre l'accezione sulla "salute" fa riferimento a un ampio insieme di determinanti sanitari e non sanitari di salute, includente quindi molti altri sistemi oltre a quello sanitario. Noi, in questa fase di avvio della VIS nel nostro Paese, pensiamo che abbiano pari importanza e dignità la valutazione dello stato e dei cambiamenti di salute e quella rivolta alla performance dei servizi sanitari, convinti che l'impegno sui due blocchi possa contribuire a consolidare metodi, strumenti e professionalità nel settore delle valutazioni integrate di salute. La seconda scelta è di concentrare l'attenzione sul tema ambiente e salute, che restringe a un campo, sebbene molto ampio, le attività di osservazione e di valutazione, rispetto alle molte altre aree di possibile applicazione.
VIS, valutazione di impatto sulla salute: una procedura multidisciplinare a supporto delle decisioni in sanità pubblica
Fabrizio Bianchi;
2011
Abstract
Nell'intervento di Signorelli e collaboratori sulla valutazione d'impatto sanitario (VIS) nei processi decisionali (vd. pp. 131-35) abbiamo trovato diversi elementi che riteniamo utili all'avanzamento della discussione e alcuni che ci pare richiedano qualche precisazione. Il fatto che l'autore sia contemporaneamente accademico, amministratore di ente locale e consulente di soggetti privati può motivare i diversi punti di vista espressi, che se da una parte contribuiscono ad arricchire la discussione, dall'altra non sempre rendono facile al lettore la comprensione della traiettoria principale indicata. A titolo di premessa richiamiamo due scelte degli autori degne di sottolineatura. La prima decisione è quella di riferirsi alla "valutazione di impatto sanitario" e non alla "valutazione di impatto sulla salute", una scelta importante perchè la differenza è sostanziale. Infatti, porre il focus sul "sanitario" rimanda a valutazioni di impatto sul sistema sanitario (inclusivo di servizi e prestazioni), mentre l'accezione sulla "salute" fa riferimento a un ampio insieme di determinanti sanitari e non sanitari di salute, includente quindi molti altri sistemi oltre a quello sanitario. Noi, in questa fase di avvio della VIS nel nostro Paese, pensiamo che abbiano pari importanza e dignità la valutazione dello stato e dei cambiamenti di salute e quella rivolta alla performance dei servizi sanitari, convinti che l'impegno sui due blocchi possa contribuire a consolidare metodi, strumenti e professionalità nel settore delle valutazioni integrate di salute. La seconda scelta è di concentrare l'attenzione sul tema ambiente e salute, che restringe a un campo, sebbene molto ampio, le attività di osservazione e di valutazione, rispetto alle molte altre aree di possibile applicazione.| File | Dimensione | Formato | |
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